Nel cuore del rione Monti, Futura è il ristorante da non perdere. In cucina la chef e patronne Anastasia Paris traccia una linea che guida e abbraccia tutte le tappe del suo cammino, in una proposta gastronomica libera, per tutti, matura e affascinante.
Cuore. Una parola, cinque lettere, innumerevoli significati. Una parola che si lega a più riprese al racconto di Futura, il ristorante della chef Anastasia Paris. Un locale che nasce nel cuore di Roma, nel rione Monti, che è il quartiere del cuore della giovane chef originaria di Celano (ma ormai romana d’adozione) e perché il cuore è ciò che ci ha messo nel tirar su questo luogo, che ha amato e a cui sta dedicando tutta sé stessa. Perché Anastasia Paris è una donna che di cuore ne ha tanto, e qui lo si ritrova in ogni dettaglio.

F come Futura
“Futura è la somma di tutto quello che ho letto negli occhi dei clienti“. Sono queste le parole con cui Anastasia descrive il suo ristorante. Il nome che ha scelto per la sua creatura è quello della canzone di Lucio Dalla, dove Futura è simbolo di speranza e di un domani libero. E quale segnale poteva essere più chiaro di questo: dopo un lungo peregrinare – dal suo Abruzzo all’Umbria, passando per Sardegna, Liguria, Australia – approda a Roma. Qui il bagaglio di esperienze si arricchisce ancora di più, fin quando arriva il momento di fermarsi, rimboccarsi le maniche, e scrivere un nuovo capitolo della propria vita. “A 31 anni ho capito – racconta con orgoglio –che la mia cucina non poteva più essere contenuta in spazi altrui. Non in termini di bravura, ma di idee“. E allora ben vengano le idee, soprattutto quando sono così ben realizzate!

U come unico
Unico è lo spazio a cui ha dato vita: un locale che riesce a essere al contempo elegante e accogliente. Uno spazio dalle linee morbide, con 20 coperti distribuiti equamente fra i tavoli e un suggestivo chef’s table (vero tratto distintivo dell’ambiente) che si sviluppa davanti la cucina a vista. Una configurazione che contribuisce all’atmosfera conviviale di Futura, uno stile minimale ma caldo, toni chiari e picchi di colore delle venature del marmo. Accanto ad Anastasia lavorano la sua socia Flavia Ercoli e Luigi Carofilis, che oltre a essere responsabile della selezione dei vini, accompagna magistralmente i clienti lungo l’intera esperienza. La proposta da lui curata annovera circa 80 etichette, prevalentemente naturali e biodinamiche, non raccolte in una carta fissa ma raccontate a voce, sulla base dei piatti e dei gusti dell’ospite.

T come talento
Per tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscere già la chef Anastasia Paris (magari nella sua precedente esperienza a L’Osteria della Trippa, personalmente considerata la rampa di lancio perfetta per questo progetto), entrare in questo locale significa “soltanto” riscontrare che il suo è un percorso in continua ascesa. La giovane età non deve trarre in inganno: studio, passione, tecnica ed estro guidano la sua mano. La curiosità di una mente che ha viaggiato molto, raccogliendo semi in giro per il mondo, ha permesso alla patronne di Futura di far sbocciare il suo talento, che si esprime in una serie di proposte (quello attuale è il suo quinto menu, in appena due anni e mezzo di attività) che meritano di essere scoperte, un boccone alla volta.

U come universale
Quello del cibo è un linguaggio universale, che chiunque può leggere e comprendere. Per questo motivo Futura parla a tutti, e lo fa dall’arteria principale di uno dei quartieri più caratteristici (e anche turistici) del cuore della Capitale, quel rione Monti tanto caro a chef Paris. “Ho sempre amato Monti, è il quartiere del cuore, e via Panisperna la strada dove fare la passeggiata nel momento di riposo”. Turisti (tanti) e residenti (pochi), ma anche quella parte di pubblico che arriva qui proprio per lei, per la sua cucina, concreta e senza voli pindarici, contemporanea ma che guarda alla tradizione, soprattutto alle lavorazioni del quinto quarto. È sempre stato questo uno dei punti di forza di Anastasia, e da Futura questa materia prima viene esaltata e inserita in modo armonioso in una carta libera, senza suddivisioni, che comprende proposte di carne, pesce, piatti vegetariani e vegani.

R come radici
Si chiama “Sangue” il nuovo menu di Futura, quello più sofferto, ma anche il più maturo. Arriva in un momento importante nella vita di Anastasia Paris, ed è lei stessa a presentarlo ai suoi ospiti, con una breve descrizione: “Scorre dentro di noi, ma anche dentro le storie che ereditiamo. È la prima cosa che ci appartiene e l’ unica che non abbiamo scelto. Esiste prima del nostro nome, prima delle nostre decisioni, prima ancora della memoria“. Un percorso di consistenze, di equilibri tra sapori inconsueti ma che risultano immediatamente graditi e golosi, come accade con la cipolla infornata, con salsa al sidro, nocciola e caffè, o l’animella brasata accompagnata da radicchio, beurre blanc al miso e banana; raffinati giochi di gusto che rendono ogni assaggio una scoperta, e ogni pietanza un momento d’estasi.

Menzione d’onore per la lingua di manzo, con fondo di manzo e tonno, tartare di tonno e aceto di sakura: è la portata che meglio descrive la maestria di Anastasia, che riesce a rendere raffinato il surf’n’turf e la lingua, in un incontro fra terra e mare, Italia e resto del mondo. Proseguendo, i risoni con fondo di pollo arrosto, comté e dragoncello, rappresentano uno di quei piatti da “circuire” (nel senso letterale del termine), partendo dai bordi e scendendo fino al centro; il raviolo di patate con burro affumicato, pera fermentata e zough è quell’abbinamento che non ti aspetti, e che forse proprio per questo ti avvolge e affascina. Ma non si può completare il percorso senza arrivare a due piatti che sono la firma della chef: la Pannacotta al latte di capra con finocchietto selvatico e olio extravergine, e infine l’iconico “Non tre cioccolati, tre fegati”, che non si può spiegare, c’è solo da accomodarsi al bancone, ordinarlo, e gustarlo con uno dei vini proposti da Luigi.

A come Anastasia
Tutto parte da lei, tutto ritorna a lei. Futura è la sua creatura, la sua espressione, e “Sangue” è il menu che pulsava nelle sue vene e che porta con sé tutto: le origini e l’appartenenza, l’eredità e la perdita, il lavoro e il sacrificio, la memoria e la vita. La vita, quella che ti porta a conoscere persone come lei, ad avere il piacere e l’onore di incontrare il suo sguardo e leggere nei suoi occhi, prima ancora che nel lavoro delle sue mani, il frutto di una cucina gentile, generosa e autentica. Come lo è Anastasia Paris. Come lo è il suo percorso. Come lo è una notte in cui la luna si affaccia tra i palazzi di via Panisperna e risalendo tra i sanpietrini ti porta in un luogo che è cuore, che è amore, che è casa.
Futura, via Panisperna 222a, tel. 06 01903498. Aperto a pranzo e cena (domenica solo pranzo), chiuso il martedì. Sito | Instagram
