Alla scoperta di Gangi tra bellezze naturali, accoglienza e prodotti locali che profumano di quella Sicilia tradizionale baciata dal sole.
Si è conclusa lo scorso 4 ottobre “Gangi Creative Experience – Cibo, Territorio, Cultura” la rassegna inserita nel progetto regionale “Sicilia che Piace”, promosso dall’Assessorato delle Attività Produttive della Regione Siciliana per valorizzare identità locali, produzioni tipiche e patrimonio culturale dei territori.

Per tre giorni Gangi e le Alte Madonie sono stati al centro di un percorso dedicato alla comunicazione territoriale attraverso il cibo, coinvolgendo giornalisti, studiosi, operatori economici, istituzioni e produttori. La rassegna ha proposto degustazioni, visite aziendali, momenti di confronto e attività di valorizzazione delle filiere locali, mettendo in luce la ricchezza agricola, pastorale e artigianale del territorio.
Geosito UNESCO – Miniera Italkali di Raffo
Questo evento è stato, infatti, l’occasione per scoprire e conoscere le eccellenze e le tipicità locali del borgo madonita. Grande interesse ha suscitato la visita al Geosito UNESCO – Miniera Italkali di Raffo,e al MACSS – Museo di Arte Contemporanea SottoSale, unico al mondo ospitato in una Miniera di Salgemma attiva. Più di 100 km di gallerie compongono il sito estrattivo della miniera di Sale Italkali di Raffo, frazione di Petralia Soprana, sulle montagne di Palermo, geosito Unesco di eccezionale valore scientifico.

Formatosi sei milioni di anni fa per una serie di rari eventi geologici e per il prosciugarsi del mar Mediterraneo, questo giacimento di salgemma purissimo, a forma di uovo coricato, lungo quasi un km, ospita al suo interno per concessione della Società Italkali il MACSS, Museo di Arte Contemporanea SottoSale, che con le sue sculture di salgemma rappresenta un caso unico di museo di arte contemporanea dentro una miniera attiva, gestito dall’omonima associazione Sottosale. L’unico esempio esistente di Land Art in un sito industriale pienamente operativo, un museo che sposa i valori universali della bellezza e dell’arte con quelli dell’Unesco, ispirati alla crescita sociale armonica e sostenibile.

Quaranta sculture, frutto di sette biennali (2011-2025, organizzate da Sottosale di Raffo ed Arte e Memoria del territorio di Milano) compongono il corpus di opere, che si snodano lungo un percorso artistico e geologico, a metà tra Land Art site specific e arte industriale, che ha dell’incredibile. Una suggestione che ci consente di scoprire la storia geologica della Sicilia arricchita da testimonianze artistiche contemporanee, la cappella di S. Barbara e reperti di archeologia industriale. Le sculture, realizzate all’esterno della miniera con grossi blocchi provenienti dal sito estrattivo, al termine della Biennale vengono ricollocate qui, dove un clima asciutto e privo di umidità le preserva.
Il percorso si snoda lungo un itinerario di 600 mt in pianura, con caschetti di sicurezza, la visita al Museo è condotta da operatori specializzati che illustrano le opere.
“Sotto Sale”, il progetto enologico della Tenuta San Giame
Il progetto “Sotto Sale”, dedicato all’affinamento del vino in miniera della Tenuta San Giaime di Gangi
Il geosito Unesco ha, inoltre, rappresentato fonte di ispirazione per il progetto “Sotto Sale” dedicato all’affinamento del vino in miniera della Tenuta San Giaime di Gangivino unico, nato dall’idea di Tenuta San Giaime di esplorare l’effetto del salgemma sull’affinamento di un vino ma anche, e soprattutto, di valorizzare le Alte Madonie e un luogo tutto da scoprire: la miniera di salgemma Italkali, nel sito minerario di Raffo, a pochi chilometri dalla cantina.

Sotto Sale è il Metodo Classico prodotto al 100% da uve Carricante. Ciò che lo rende unico nel suo genere è il fatto di riposare per almeno 36 mesi in una miniera ancora attiva, in un ambiente saturo di cloruro di sodio, con umidità costante e una temperatura naturale di 15 gradi.

Tutti questi fattori ambientali hanno un effetto benefico sul vino, grazie al tiraggio con tappi a corona speciali, in acciaio, dotati di una membrana con diverse permeabilità, che consente una parziale osmosi tra l’interno e l’esterno delle bottiglie.

Da molti anni Tenuta San Giaime è impegnata nella valorizzazione e nella promozione del territorio delle Madonie – già Parco nazionale e Global Geo Park UNESCO – attraverso i propri vini e le produzioni agricole. Pertanto anche quest’ultimo progetto è coerente con questa mission.
Dove mangiare (e dormire)
Villa Rainò
Il ristorante propone piatti tipici della tradizione siciliana, preparati con ingredienti locali. Il locale dispone di due sale interne e di una terrazza panoramica, ideale durante la stagione estiva. Nella sala più piccola potrete gustare un bicchiere di vino o cenare in un’atmosfera intima, riscaldati dal caminetto. Nella sala principale, invece, ampie vetrate regalano una splendida vista sul paesaggio circostante. Il ristorante è aperto sia agli ospiti dell’albergo sia a chi desidera semplicemente fermarsi per pranzo o cena.


È possibile scegliere tra un menù fisso o un menù alla carta (ad eccezione dei giorni festivi) che propone piatti della tradizione in base alla disponibilità stagionale. Tra questi antipasti misti a base di verdure tra cui la caponata, ma anche verdure spontanee ripassate in padella abbinate a salumi e formaggi locali accompagnati da miele e marmellate di produttori del territorio.

Tra i primi tagliatelle ai funghi con pomodorini e “muddica atturrata” e pasta alla norma sono consigliatissimi come i dessert a base di crema di ricotta locale proposta in versione cheesecake e tiramisù monoporzione.
Caseifici
Capralat
Il Caseificio Capralat è un luogo in cui il benessere degli animali diventa ingrediente dei prodotti caseari artigianali che è possibile acquistare tramite rivenditori locali online o portali dedicati alle eccellenze siciliane madonite.

Francesco Giunta e la moglie Enza (Vincenza) Montana hanno fondato l’azienda nel 2010 nei pascoli delle Madonie nel territorio tra Nicosia (EN) e Gangi (PA). L’allevamento consta di circa 320 capre di razze Saanen, Camosciate alpine, Girgentane allevate in stato semibrado. La produzione consiste in formaggi caprini artigianali ad alta digeribilità, come il rinomato formaggio semi-stagionato di capra, ma anche crescenza semplice o aromatizzata al pistacchio, origano o erba cipollina (solo per citarne alcuni). Non solo formaggi. Infatti è possibile acquistare in loco una linea di prodotti per l’igiene personale di tre tipologie: bagnoschiuma, sapone e lo scrub e anche i biscotti realizzati dal biscottificio Patti a base di latte di capra.
Barreca
L’azienda agro-zootecnica Vincenzo Barreca sita in c/da Abbate agro di Geraci Siculo, comune del Parco delle Madonie è un’azienda che alla coltivazione della terra unisce l’allevamento di razze brune e pezzate rosse italiana, il cui latte viene lavorato dal caseificio aziendale per la produzione di formaggi e provola delle Madonie, ricotta e yogurt.

Tra i prodotti di punta la Provola delle Madonie bianca formaggio di latte misto (vaccino, ovino, caprino) a pasta filata, Ha una pasta bianca tendente al paglierino molto morbida e compatta e un sapore dolce e delicato. Presenta diverse varianti aromatizzate con spezie e frutta secca: pepe rosso, pepe nero e pistacchio. Ottima anche nella versione affumicata con paglia di grano che le conferisce il classico gusto e profumo “smoke”.Caciocavallo palermitano, il semistagionato, la ricotta fresca e salata.
Il biscottificio Patti
Da quasi 70 anni, il biscottificio Patti dà il buongiorno a tutti i Gangitani (e non solo) con i suoi biscotti – come la Taralla, il prelibato dolce di Gangi da inzuppare nel latte e caffè , che risvegliano con dolcezza i bambini del Paese che si preparano per la scuola, i papà che affrontano una lunga giornata, i turisti che, dall’altra parte dell’Europa, aprono il sacchetto acquistato durante le vacanze e rivivono i sapori e i profumi di quella Sicilia della tradizione, baciata dal sole.

Nonna Tanuzza ha sfornato la sua prima teglia di amaretti con le mandorle nel lontano 1948. Da allora, i segreti di quelle ricette sono stati tramandati prima al figlio e poi al nipote. Oggi Pasquale continua ad utilizzare solo ingredienti a chilometro zero, “cose buone di casa nostra”, seguendo quella lavorazione paziente e precisa, come una preghiera. Farina, zucchero, uova. Al massimo dei profumi di arancia e limone, qualche mandorla pelata o una deliziosa glassa di zucchero. Tutto naturale al cento per cento.

Tipicità: la taralla, disponibile nel formato ovale o rotondo più piccolo, differisce dalla savoiarda più morbida per la croccantezza che la rende facilmente inzuppabile nel latte e/o caffè, tè , persino, acqua; l’amaretto a base di mandorle pelate dalla consistenza morbida a differenza del classico amaretto croccante; i biscotti a “S” e gli Umbrerti; i frollini al limone; le “Cucchia” dolce natalizio a base di pasta frolla ripiena di uva passa, mandorle e aromi naturali; la “Colombina” dolce tipico pasquale realizzato con pasta frolla e mandorle, ricoperto di glassa bianca e, infine, “U Turruneddu” il dolce più esclusivo e tradizionale del biscottificio, nato da un’antica ricetta segreta tramandata da più generazioni. A forma di rombo ed è ricoperto da una glassa reale. Nell’ultimo decennio è stato realizzato anche in forma mignon. Nel giugno 2013 “U Turruneddu”. ” A Taralla” e ” A Cucchia” hanno ottenuto la DE.CO. dal Comune di Gangi.
Photo Credits: Rosario Pusateri
