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Giappone in autunno: viaggio nel foliage tra gastronomia ed eventi

Da Hokkaido alla capitale Tokyo, passando per Kyoto, itinerario all’insegna dello spettacolare “momijigari”, la caccia alle foglie rosse, tra cucina stagionale, festival del raccolto e illuminazioni serali.

La natura che si fa poesia. È il Giappone in autunno, quando si compie la stagione del “momijigari”, letteralmente la caccia alle foglie rosse. Ovvero, l’antica consuetudine, documentata fin dal periodo Heian, età d’oro tra il 794 e il 1185, di uscire per ammirare le scenografiche e intense nuance degli aceri nipponici, i momiji, o dei dorati ginkgo, gli icho, in parchi, giardini, templi e paesaggi montani.

Oggi, alla contemplazione si affiancano manifestazioni gastronomiche e spettacoli di luci, tra specialità regionali di una cucina di stagione, luminarie e festival legati al raccolto. Ecco, allora, cosa non perdere secondo Japanspecialist, nominata Best Japan Travel Specialist 2026 nell’ambito dei LUXlife Resorts & Retreats Awards 2026. «Un itinerario ben calibrato unisce i colori, le città storiche, un soggiorno in ryokan, gli onsen e la cucina stagionale, senza concentrare tutto nelle località più note», afferma Francesca Cagnoli, Department Manager di Japanspecialist Italia, che propone diversi viaggi a tema tra cui il  “Momiji Tour, a spasso con Adele nel Giappone d’autunno” (14 giorni da 5300 euro a persona in camera doppia, con esperta accompagnatrice in lingua italiana).

La gastronomia al tempo del foliage e dove trovarla

Durante il foliage, la cucina segue il ritmo del raccolto. Tra le specialità da assaporare non manca la tempura momiji, che trasforma le foglie di acero edibile in uno snack croccante. A Minoh, nella prefettura di Osaka, questa specialità si trova nelle botteghe, lungo il percorso che attraversa il parco e conduce alla cascata. Le foglie utilizzate appartengono alla varietà commestibile ichigyoji kaede: vengono raccolte, conservate sotto sale per oltre un anno e poi fritte lentamente in una pastella leggermente dolce al sesamo. Una vera e propria preparazione artigianale tradizionale.

Nella prefettura di Yamanashi si incontrano gli hoto, spesse tagliatelle in brodo di miso con zucca, funghi e verdure. Nell’area del Monte Fuji si possono provare da Hoto Fudo, che dispone di diverse sedi nei pressi del Lago Kawaguchi, oppure nella storica Tenka Chaya, sul passo di Misaka. Il piatto è disponibile in ogni momento dell’anno, ma ingredienti e consistenza lo rendono particolarmente adatto nei mesi autunnali e invernali.

A Nemuro, in Hokkaido, e Ofunato, nella prefettura di Iwate, si incontra invece la specialità ittica locale sanma, che significa “pesce spada autunnale”. Un omaggio sia alla sua forma affusolata e argentea che ricorda una katana, che alla stagione in cui viene pescato. Viene servito soprattutto alla griglia con sale, daikon grattugiato e agrumi. A Ofunato è proposto in un insolito sanma ramen.

Nel Paese del Sol Levante in autunno entrano nelle cucine anche kuri (le castagne), funghi matsutake, patate dolci e cachi, che si trovano in ogni angolo del Paese. In particolare, nella prefettura di Nagano, la località di Obuse è specializzata nei kuri, raccolti soprattutto tra metà settembre e metà ottobre. Se in tutto il centro storico si concentrano diverse pasticcerie specializzate, al Kurinoki Terrace non è da perdere il prodotto simbolo: il Mont Blanc alle castagne. Ma nelle vetrine non mancano wagashi, creme, torte e altre preparazioni.

L’area di Ueda è indicata per provare carte interamente dedicate ai matsutake, generalmente disponibili da settembre a novembre. A Shoraitei, presso Bessho Onsen, il percorso stagionale comprende varianti alla griglia, tempura, chawanmushi, sukiyaki e la tradizionale cottura in teiera di terracotta. Da Shinzan, gestito da produttori di funghi, la prenotazione è consigliata, poiché la disponibilità dipende dal raccolto.

La prefettura di Gifu è nota soprattutto per i cachi della varietà fuyu, croccanti e dolci, da consumare freschi. Si possono acquistare nei mercati agricoli e nei negozi di prodotti regionali oppure trovare in dolci, dessert e altre ricette stagionali. I cachi essiccati, chiamati hoshigaki, hanno invece una consistenza più morbida e un gusto più concentrato. Infine, la prefettura di Kagoshima è uno dei principali territori di riferimento per le patate dolci giapponesi, che si consumano arrostite. Come lo yakiimo, iconico street food dell’Estremo Oriente, che si trova nei mercati, nei negozi specializzati e presso venditori ambulanti in tutto il Paese. Ma questi tuberi vengono utilizzati anche per torte, creme, gelati e nella produzione dello shochu locale, un tradizionale distillato superalcolico.

I festival dellautunno giapponese

Una ricca stagione culturale va in scena durante la stagione del poetico foliage. Un suggestivo calendario di eventi, da vivere immersi nei colori della natura autunnale. Tra gli appuntamenti sono da non perdere: il Fujiwara Autumn Festival (1–3 novembre) a Hiraizumi, nella prefettura di Iwate, con processioni storiche, cerimonie e rappresentazioni dedicate alla famiglia Fujiwara; l’Hakone Daimyo Gyoretsu (3 novembre), dove si rievocano le processioni feudali del periodo Edo lungo l’antica strada del Tokaido, con partecipanti in costume, musiche e danze; il festival di Takayama –  Hachiman Matsuri, che si svolge come ogni anno il 9 e 10 ottobre e porta in strada carri decorati e bambole meccaniche; il Karatsu Kunchi (2–4 novembre) nella prefettura di Saga, caratterizzato dalla sfilata di 14 grandi carri decorati, chiamati hikiyama, attraverso le strade di Karatsu.

Cosa sapere sul foliage in Giappone e dove seguire i colori

La prima accortezza è verificare le previsioni aggiornate del foliage prima della partenza: negli ultimi anni, temperature autunnali più elevate hanno spesso ritardato il picco in diverse aree del Giappone. Il periodo di massima colorazione varia ogni anno in base alle temperature. In generale, le prime spettacolari nuance compaiono generalmente nelle aree in quota dell’Hokkaido. Qui, nel Parco Nazionale di Daisetsuzan, le prime sfumature colorano le cime già dalla seconda metà di settembre e scendono gradualmente verso vallate, laghi e località termali. Più a sud, lo Shirakami Sanchi, patrimonio dell’Umanità UNESCO tra Aomori e Akita, offre uno dei paesaggi forestali più intatti del Paese: ecco faggete primordiali, sentieri verso le cascate Ammon e i laghi Juniko, le cui acque azzurre risaltano tra foglie dorate, arancioni e rosse. L’area si esplora con il trekking alla scoperta dei paesaggi rurali del Nord del Giappone.

Tra ottobre e i primi di novembre il fenomeno interessa il Tohoku, le Alpi giapponesi e le zone montane centrali; tra l’inizio e la metà di novembre raggiunge l’area del Monte Fuji. Nelle Alpi, l’altitudine anticipa il calendario: il Circo di Senjojiki, raggiungibile in funivia, si colora già nelle prime fasi dell’autunno. Più a valle, Shirakawa-go e gli antichi centri della Valle del Kiso permettono di abbinare il foliage all’architettura rurale e alla storia delle vie di collegamento del periodo Edo. A Kusatsu Onsen, nella prefettura di Gunma, i colori delle montagne circondano ryokan, bagni termali all’aperto (in giapponese Onsen) e lo Yubatake, il grande sistema di raffreddamento dell’acqua termale nel centro della località. Nel vicino Parco Nazionale di Oze, le passerelle in legno attraversano le paludi dorate di Ozegahara. Nel Kyushu, il Mifuneyama Rakuen di Saga propone un paesaggio di aceri, laghetti e installazioni contemporanee, valorizzato a novembre dalle illuminazioni notturne. Anche il Korakuen di Okayama e il Sankeien di Yokohama mostrano come il foliage possa diventare una chiave di lettura dei grandi giardini storici giapponesi.

Lo spettacolo della natura autunnale si inscena più tardi nella capitale Tokyo e Kyoto, con il picco tra metà novembre e i primi giorni di dicembre. In alcune aree del Giappone occidentale e meridionale i colori possono protrarsi ulteriormente nel mese di dicembre. A Tokyo il Giardino Rikugien è noto per gli aceri rossi che circondano lo stagno e per le aperture serali illuminate; Meiji Jingu Gaien è invece il simbolo del foliage giallo, con il celebre viale di ginkgo che forma una prospettiva dorata nel cuore della metropoli. Il Monte Takao permette di osservare la stagione tra sentieri e vedute panoramiche appena fuori città. A Nikko, facilmente raggiungibile da Tokyo, il foliage incornicia i santuari UNESCO, il Lago Chuzenji e la cascata Kegon, creando un itinerario in cui natura e patrimonio storico si incontrano. A Kyoto il picco arriva più tardi e trasforma templi e giardini tra metà novembre e l’inizio di dicembre. La terrazza del Kiyomizu-dera si affaccia su una distesa di aceri, mentre al Nanzen-ji le nuance si intrecciano con giardini zen e con l’antico acquedotto in mattoni. Arashiyama unisce la foresta di bambù, il giardino del Tenryu-ji e le rive del fiume Katsura; l’Enko-ji offre invece una prospettiva più raccolta, da osservare seduti sulla veranda del tempio. A circa un’ora a nord di Kyoto, Ohara conserva templi come Sanzen-in e Hosen-in, circondati da muschi, boschi e paesaggi di campagna. Nell’area dei Cinque Laghi, il Lago Kawaguchi è uno dei punti più riconoscibili della stagione: il Corridoio Momiji crea un tunnel di aceri lungo la sponda settentrionale, con il Monte Fuji sullo sfondo. Oshino Hakkai aggiunge laghetti alimentati dalle sorgenti e case tradizionali, mentre il Lago Motosu offre scorci più appartati. Che l’incanto abbia inizio.

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