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Guida ai vini della Sardegna 2027: i premiati della nona edizione

vini della sardegna 2027

Vinodabere.it torna a premiare le migliori etichette del panorama sardo e lo fa con una nona edizione con numeri da record: 600 vini testati, 118 premiati e ben 7 “vini perfetti”.

Il team di Vinodabere.it si è espresso. La guida online dedicata alle migliori etichette made in Sardegna è uscita rivelando a tutto il mondo una fotografia puntuale e attenta del patrimonio vitivinicolo sardo. Ben 600 sono stati i vini testati per questa nona edizione della Guida ai vini della Sardegna 2027 e ben 331 i campioni che hanno meritato una menzione in guida. Un indice chiaro del rialzo costante della qualità dei vini prodotti sull’isola e proposti agli ispettori di Vinodabere.

Di questi campioni, sono state 118 le Standing Ovation assegnate. A fare la differenza sono la capacità in costante ascesa (e premiata appunto da meritati riconoscimenti), l’impegno di quelli storici e l’affacciarsi di nuovi protagonisti. Confortati soprattutto sul fronte Bianchi (dunque anzitutto Vermentino) dalla complicità di un’annata, la 2025, decisamente umana e propizia se paragonata a precedenti e alla attuale. E che, in un sub-territorio particolarmente vocato e celebre per finezza come la Gallura ha regalato sensazioni e risultati incantevoli per eleganza anche sul versante rosso, alias Cannonau.  

Tra le Standing Ovation, 7 i magnifici super top approdati al diploma di vino perfetto: i 100/100. Sono due bianchi, due rossi, e, a sorpresa (fino a un certo punto: la Sardegna ne è patria orgogliosa e malgrado la tendenza commerciale non esaltante, il livello, Vernaccia oristanese in testa, si è confermato in degustazione straordinario) un vino da ossidazione e due vini dolci (l’elenco dei super 7 chiude questo comunicato).

A portare alta la bandiera d’eccellenza è, ovviamente, la Gallura che, con il suo Vermentino, ha totalizzato quota 19 Standing Ovation su 38 vini in guida. Per quanto riguarda i rossi, parlando di Cannonau, Mamoiada ha ottenuto 11 Standing Ovation su 20 presenze. Ma fanno benissimo anche i Carignano con 12 vini al top di 24 e si propone in rampante ascesa il Cagnulari, che si assicura 6 allori su 23 recensiti. E infine, a ulteriore conferma che un terroir, quando è Grand, sa aver anche più facce, Mamoiada si ripropone anche, imperiosa, con le sue Granazza (4 Standing Ovation su 6). E altrettanto, esaltata dalla già citata grazia d’annata, fa la Gallura affiancando al rullo compressore Vermentino ben 5 Cannonau a premio. Con la varietà gratificata anche dai risultati di Romangia (3 premiati), Orgosolo e Ogliastra, entrambe con due decorati sugli appena 3 vini rispettivamente presentati.

Un’ultima notazione, che va oltre i numeri e, in un certo senso anche lo stesso ambito del riscontro di qualità del singolo calice o bottiglia, è il rapporto intimo e identitario che lega i vini sardi alle loro sottozone di produzione, e intreccia anche qui in modo unico gusto, bellezza e paesaggio. È per questo (e pensando a un incoming turistico isolano sempre più interessato anche alle zone interne con i loro sapori e i loro vini come calamita) che ogni puntata della Guida è stata aperta da foto di copertina “vere” dei vigneti della sottozona e/o tipologia corrispondente. Perché mai come in questo caso è importante che anche l’occhio – come si dice comunemente – abbia la sua parte. La stessa logica ha indotto il progetto della Guida a testimoniare l’impegno sempre più evidente ed evoluto che i produttori dedicano al packaging dei loro vini. Ognuno di quelli recensiti dunque viene presentato in una scheda corredata dalla foto della bottiglia. 

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