In una traversa di via del Corso il noto speakeasy capitolino scrive un inedito capitolo della sua storia. La mixology d’autore incontra l’orologeria, e per la prima volta la cucina accompagnerà il servizio, dalla mattina fino a notte inoltrata.
È il cuore della città. Per davvero. E il riferimento, in questo caso, vale tanto per l’insegna, quanto per la sua posizione. Da settembre l’offerta ristorativa del centro si è arricchita di un indirizzo che, semplicemente, mancava: Jerry Thomas Hausbar. In una delle vie del Tridente ha preso forma un progetto che va oltre la natura del celebre speakeasy di Vicolo Cellini, e del “fratellino” in Vicolo del Moro.

Il nuovo locale nasce dall’unione tra Jerry Thomas Project e Hausmann & Co., punto di riferimento secolare per la gioielleria e la meccanica orologiera. I due marchi, che condividono una rigorosa devozione al dettaglio e alla gestione del tempo, ora incrociano le loro storie in un progetto che ridefinisce l’accoglienza diurna e serale del centro storico. Ed è questa la vera grande novità: siamo di fronte a un nuovo salotto urbano, che accoglie gli ospiti senza interruzioni dalla tarda mattinata fino a notte fonda.

Marmo e velluto nel salotto urbano
E già l’ambiente riflette la meticolosità dei due protagonisti. Le pareti in boiserie blu petrolio accolgono specchiere in ottone e cornici dorate, mentre le sedute alternano divani capitonné in velluto giallo senape a poltroncine bergère rosso corallo e sedute Thonet. I tavoli in marmo Rosso Francia mostrano venature marcate, mentre i paralumi plissettati in tessuto cremisi ammantano il tutto di una luce soffusa.
Dietro il bancone in marmo, le bottiglie poggiano su mensole retroilluminate in ottone e vetro, ordinate con la cura tipica delle teche d’orologeria. Lungo le pareti, la serie fotografica “Polsi” raccoglie fotogrammi cinematografici dedicati all’intreccio visivo fra quadranti e bicchieri. Cimeli storici del Jerry Thomas si affiancano ai documenti d’archivio di Hausmann & Co., fondendo le identità in un unico luogo, pensato non solo per comunicare l’essenza delle due realtà. Hausbar vuol diventare il riferimento di quel pubblico – dal turista in cerca di un’insegna non turistica, al professionista che necessita di un elegante indirizzo per i suoi pranzi d’affari – che fatica a trovare la propria “casa” nel dedalo di vie del centro.

La sfida inedita della tavola
La vera rottura rispetto al passato risiede nell’orario e nella cucina. Nei suoi sedici anni di attività, il gruppo non aveva mai affrontato un servizio che si estendesse da metà mattinata, né tantomeno una proposta gastronomica strutturata. L’impostazione di Jerry Thomas Hausbar guarda ai banconi dei grandi hotel internazionali, senza perdere di vista quella che è la natura del progetto. In ogni piatto la materia prima dialoga in modo immediato con la miscelazione, con sapori ed elementi aromatici che servono le diverse espressioni della cocktail list.
La vocazione internazionale e l’originalità del menu, firmato dallo chef Daniel Andreoli, si coglie sin dalle prime portate, con il carpaccio di Wagyu che trova equilibrio nel dressing all’Espresso Martini. La sapidità della tartare di ricciola viene invece ravvivata e bilanciata dall’acidità delle gocce di Gimlet. In carta anche un Katsu Sando con salsa ispirata al Manhattan, accanto al roll di aragosta marinata al Brandy 10 Y.O. firmato Jerry Thomas. Anche nelle ricette più classiche lo chef dimostra la sua mano, tra crocchette di hummus, burro di Normandia montato con alici del Cantabrico, e pani da grani antichi serviti con olio monocultivar. Degna conclusione di questo percorso fra tavola e bancone è il Coffee Kirsch Tiramisù, ma non manca anche una delicata tartelletta con crema e frutti rossi.

Viaggio attorno al bicchiere
La proposta beverage segue, ça va sans dire, il correre delle lancette. Le ore mattutine sono scandite dallo specialty coffee, declinato tra estrazioni a filtro, espresso e variazioni sul tema dell’Espresso Martini, affiancato da spritz, drink low e no-alcohol, e selezioni di vini fortificati per le ostriche.
Allo scattare delle diciotto si cambia registro: la porta d’ingresso viene chiusa e riappare lo storico spioncino, marchio di fabbrica del gruppo. La lista serale si divide in due sezioni concettuali. Feel the Time esplora la memoria con riletture di classici come l’Old Fashioned con Rittenhouse Rye Whiskey e l’Aged Don’s Special Daiquiri con miscela di rum della casa e idromele. Taste the Time invece considera il tempo quale fattore trasformativo, sperimentando con fermentazioni e ossidazioni. Ne sono prova l’Espresso Martini Royal con base Kwass e distillato di orzo tostato, o l’Oxidized Adonis con Lustau Pedro Ximénez e Vecchio Samperi. Per chi predilige le espressioni del calice, la cantina presenta all’incirca quaranta etichette di champagne tra piccoli vigneron e grandi maison quali Billecart-Salmon e Bollinger. E dalle pieghe del tempo emergono anche distillati rari come il Macallan venticinquennale.

Il centro di Roma guadagna prestigio con un nuovo indirizzo di alta accoglienza, lontano dalle derive del turismo di massa. Jerry Thomas HausBar supera la concezione del lusso convenzionale, dimostrando come la cultura del servizio possa trasformare un vicolo appartato in una meta internazionale. E che il bere miscelato può esprimersi in un all day dining, illuminando la rotta inedita di chi ha sempre vissuto la magia della notte.
Jerry Thomas HausBar, Vicolo Belsiana 47 – Roma. Tel. +39 342 3658 783. Aperto dalle 11:00 alle 02:00, chiuso il martedì. Sito | Instagram
