La cucina di Nonna Luisa: a Napoli l’omaggio di Lino Acunzo all’autentica cucina partenopea di ieri e di oggi.
Quando si segue la tradizione difficilmente si sbaglia e se lo si fa in modo autentico e puro il risultato è un viaggio nei sapori e luoghi di una volta che portano la firma dello Chef Aldo Scarsi, ai fornelli della trattoria “La cucina di Nonna Luisa”, nel cuore del centro storico di Napoli, con la consulenza dello chef Lino Acunzo.
Il valore aggiunto del menù che omaggia la classica cucina tradizionale partenopea di terra e di mare mettendo in tavola parmigiana, frittata di cipolla, pasta e patate, genovese, mafalde con ragù e ricotta, lardiata, gnocchi alla sorrentina, pizza nel “ruotino”, polpo con scarole, baccalà, alici ripiene di provola, è la scelta di seguire pedissequamente il ricettario della nonna Luisa, nonna dello chef Acunzo.

Lino, le rivisitazioni dei piatti della tradizione sono di grande tendenza negli ultimi tempi, voi proponete invece una cucina tradizionale “pura”?
“La Cucina di Nonna Luisa è una trattoria tipica al profumo di casa. Del resto il nome del ristorante la dice tutta. Si preparano i piatti della cucina partenopea, seguendo le ricette e gli insegnamenti della mia nonna a cui ho intitolato il locale. Quindi pietanze della tradizione seguendo gli antichi riti e le lunghe cotture”.
Le portate in menù cambieranno in base alla stagionalità degli ingredienti?
“Assolutamente sì. Una delle nostre parole d’ordine è “stagionalità”. Le materie prime sono fresche, a km zero e seguono il corso delle stagioni. Ogni tre mesi proponiamo piatti nuovi, con accanto i cult della cucina napoletana di terra e di mare, dalla pasta e patate allo spaghetto a vongole, passando per le polpette, la parmigiana, la frittura di pesce.”


Vi trovate in una zona ad alto flusso turistico, cosa colpisce maggiormente i turisti che si fermano a pranzo da nonna Luisa?
“In primis il locale, progettato da un noto scenografo: Massimo Comune. Ogni oggetto d’arredo è stato realizzato ad hoc e ideato con cura e dovizia di particolari. Altro elemento vincente è la sensazione di stare a casa, complici la calda accoglienza e piatti come quelli che si preparano in famiglia”.
In cucina oggi sempre più spesso ci sono chef uomini ma il tramandarsi fedele delle ricette è merito delle donne come nonna Luisa?
“Sì, in larga parte è vero, e c’è una motivazione storica e culturale abbastanza chiara. Per secoli la cucina quotidiana non è stata un mestiere “pubblico”, ma una pratica domestica. Le donne — mamme, nonne, zie — erano le principali responsabili della preparazione dei pasti in famiglia, e quindi anche della conservazione e trasmissione delle ricette. Questa trasmissione diretta ha mantenuto vive le ricette tradizionali nella loro forma più autentica, che io ripropongo nella trattoria”.
Info utili
La cucina di Nonna Luisa
Via Domenico Capitelli, 9 Napoli
Aperto tutti i giorni a pranzo e a cena
