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Le “Alte vie veronesi” di rifugio in rifugio

Dalla Lessinia al Gruppo della Carega fino al Monte Baldo, la montagna da esplorare partendo dalla tavola.

È un paradiso per gli amanti dell’escursionismo, tra Piccole Dolomiti, parchi naturali e panorami indimenticabili. Ma l’estate nella provincia di Verona d’alta quota, dà il meglio di sé anche a tavola, quando si lasciano riposare gli scarponi. Lungo i sentieri che permettono di esplorare le tre aree montuose della Lessinia, del Gruppo della Carega e del Monte Baldo, infatti, sono d’obbligo le tappe nei rifugi. Strutture tipiche che accolgono i camminatori con l’ospitalità più calorosa e con odorose prelibatezze, per fare il carico di energia. Uno stop rifocillante speciale prima di immergersi ancora tra le bellezze scenografiche delle “Alte vie veronesi”.

In Lessinia dopo il trekking arrivano gli imperdibili Gnocchi sbatùi

Sono il piatto più popolare nel Parco Naturale Regionale della Lessinia, la montagna veronese accessibile, grazie ai percorsi ben segnalati e alle quote non troppo elevate. Preparati con un impasto di farina e acqua bollente “sbattuto” energicamente, gli Gnocchi sbatùi sono semplici ma pieni di gusto autentico. Dette anche di malga, le piccole sfere sono un “must” al Rifugio Lausen a pochi chilometri da Velo Veronese. Un ristoro ideale per dare il via alle escursioni ad anello nei dintorni. Vale la tappa gastronomica pure il Rifugio Castelberto, ricostruzione fedele di una caserma della Prima Guerra Mondiale. Infine, per una sosta di gusto in una posizione insolita, c’è il Rifugio Primaneve (venerdì, sabato, domenica e festivi), sulla sommità del Monte Tomba, addossato a un imponente traliccio per telecomunicazioni che lo rende visibile da lontano.

Al Gruppo della Carega per assaporare polenta, canederli e strudel di mele

Si dice che sia la montagna veronese che sfida e, considerando le tipicità culinarie, non si risparmia di farlo anche a tavola. Resistere alle tentazioni gastronomiche dell’area alpina intorno al Monte Carega, infatti, non è una banalità. Tra polenta concia o con funghi canederli, zuppe d’orzo, taglieri di formaggi locali, come il Monte Veronese e strudel di mele, la zona rinomata per le sue valli strette e profonde, dette “vaj”, e per le pareti rocciose note come Piccole Dolomiti, non è da meno per le sue squisite ricette. Piatti sostanziosi fondamentali per affrontare dislivelli e quote elevate. Tra gli indirizzi da segnare c’è il Rifugio Revolto, ottima base a livello logistico in cui mangiare e pernottare, prima e dopo il cammino. Raggiungibile pure in auto, il ristoro a 1.336 metri fu aperto come osteria già nel 1866 e nel tempo divenne tappa fissa pure per i contrabbandieri che in Italia introducevano sale, tabacco e altra mercanzia bypassando i dazi e alimentando il mercato nero. Ma non manca un itinerario da compiere dalla Lessinia al Gruppo della Carega: un anello di circa 10,5 chilometri che attraversa i rifugi della Valle di Revolto. Il tracciato guadagna quota verso Malga Campobrun e raggiunge i 1.767 metri, vicino al Passo della Pelagatta, dove la vista sulle Piccole Dolomiti è indimenticabile.

Il Monte Baldo gustando tartufi e bigoli al ragù di cervo

I panorami sono mozzafiato, ma per conquistarli è sempre bene fare il carico di energia. Anche perché il Monte Baldo, una incantevole lunga dorsale oltre i 2.000 metri che guarda da un lato le Alpi e dall’altro il Lago di Garda, è generoso a tavola. La cucina di montagna qui è molto varia, tipica e molto sostanziosa, con il tartufo tra i prodotti più identitari, assieme a ricette forti come la polenta accompagnata da salumi locali e i bigoli al ragù di cervo. Un primo piatto rustico e saporito, tipico della tradizione veneta e montana, a base di pasta ruvida e porosa. O ancora, deliziano i formaggi fusi, lo spezzatino, i funghi e le uova con speck e patate. Per provarli, ci si accomoda al Rifugio Novezzina (Ferrara di Monte Baldo) o al Rifugio Chierego (Brenzone sul Garda), a poco meno di 2.000 metri, punto di arrivo di un’escursione facile di circa due ore da Prada Alta o da San Zeno di Montagna; l’alternativa è usare la seggiovia da Malcesine. Il trekking continua, volendo, fino al Rifugio Telegrafo, con panorami sconfinati che si svelano dalla struttura in cui rifocillarsi seduti nel punto più alto del Monte Baldo (2147 metri).

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