A Trani, l’ex chiesa di Sant’Antuono rivive con la cucina di chef Francesco Antonio Di Mauro che ha portato a Le Lampare al Fortino l’alta gastronomia contemporanea tra identità territoriale e ricerca culinaria.
Uno dei luoghi più simbolici della costa adriatica pugliese torna a vivere in una chiave tutta nuova che unisce identità territoriale, sapori mediterranei e ricerca culinaria di stampo internazionale. L’ex chiesa di Sant’Antuono, nel porto di Trani, lì dove le onde incontrano le pietre antiche, sorge Le Lampare al Fortino.
Il locale
L’ambientazione è certamente suggestiva. Il complesso, oggi frutto di una ristrutturazione conservativa ed esempio virtuoso di “cultura del riuso”, risale al XII secolo. Nata come chiesa votiva, divenne nel corso dei secoli parte integrante del sistema difensivo del porto di Trani in quanto fu inglobata nella struttura di fortificazione. Sconsacrata nel 1478, fu utilizzata come deposito e via via dimenticata. Fino a oggi.
Tra ampie navate, sotto imponenti volte a botte in pietra che sussurrano una storia millenaria, ha infatti aperto un ristorante capace di unire patrimonio culturale, identità territoriale e ricerca culinaria.
La guida è affidata allo chef Francesco Antonio di Mauro, classe ’87, cresciuto alla corte del Don Antonio 1890 e successivamente nelle cucine francesi legate ad Alain Ducasse. Dopo esperienze tra Copenaghen, la Spagna, il Sud America e la Thailandia, il rientro in Italia, come guidato dal suono del canto delle sirene, è arrivato in modo naturale e sposare il progetto di Le Lampare al Fortino è stato determinante.
La cucina


La sua cucina, influenzata dalla grande cucina spagnola e dalla cultura gastronomica thailandese, intreccia la tradizione dei Monzù del Sud Italia con suggestioni internazionali. Una visione che lui stesso definisce fondata su “mistica e disciplina costante”, dove tecnica, introspezione e contemporaneità convivono in un racconto gastronomico identitario.
In menu si possono trovare piatti di pesce e di carne, ricchi di profumi e sapori. Ampia la proposta dei crudi di mare, tutti provenienti da mercati ittici locali e disponibili secondo il pescato del giorno. Spazio poi al Polpo di scoglio con buillabaisse di peperoni del Piquillo, N’duja, anchoiade (una salsa provenzale a base di acciughe), chimicurri e misticanza croccante. Per gli amanti della carne, da provare il Carpaccio di Wagyu con nocciole, scalogno alla brace e frutti rossi. Vegetariano è invece l’antipasto a base di Carciofi laccati con olio ai lamponi, patata alla cenere, pomodoro del Piennolo e ristretto di Bufala.
Tra i primi, spicca il Fusillone di Fara San Martino con polpa di ricci di mare, burro d’alpeggio, acciughe del Cantabrico e taralli.
Mare e monti anche tra i secondi dove oltre all’Astice al burro nocciola con bisque allo yuzu e cannellone alla Nerano, spicca il Maialino iberico marinato con senape di Digione, miele, salsa teriyaki e spinacino.
E per dessert, tra Millefoglie ai frutti di bosco, Soufflè al cioccolato e Craqueline, spicca “Il riccio dello chef”, un gelato a base di riccio di mare e salicornia ghiacciata, spugna di focaccia e crumble di taralli.
Tra pietre medievali, mare e storia, dunque, Le Lampare al Fortino è il luogo ideale per chi ricerca un’esperienza che supera il concetto tradizionale di ristorazione: un luogo dove architettura, storia e cucina dialogano per restituire nuova vita a uno dei simboli più affascinanti di Trani.
Info utili
Le Lampare al Fortino
Via Tiepolo, sn, 70059 Trani BT
0883 480308
