Alla Triennale di Milano si è svolta la Cena di Gala di Le Soste 2026, appuntamento che da oltre quarant’anni rappresenta uno dei momenti più significativi per l’alta ristorazione italiana.
Le Soste 2026 è stata una serata che ha riunito chef, associati, partner e istituzioni da tutta Italia e il mondo. La fotografia che abbiamo avuto è quella di un’Associazione sana e virtuosa, capace di creare un sistema coeso e di raccontare la cucina italiana come fatto culturale e collettivo.
Fondata da Gualtiero Marchesi con l’obiettivo di dare voce autonoma alle eccellenze della ristorazione italiana, Le Soste sono oggi guidate magistralmente da Davide Oldani. Sotto la sua presidenza, l’Associazione ha rafforzato il senso di comunità e la partecipazione attiva degli associati, mettendo al centro il valore del gruppo, il dialogo tra colleghi e il ruolo delle nuove generazioni, elementi sempre più centrali nel racconto della cucina contemporanea.
Le Soste 2026: Cucina Internazionale Italiana
Il tema dell’edizione 2026, Cucina Internazionale Italiana, ha attraversato l’intera serata come filo conduttore. Una scelta che racconta una cucina capace di muoversi nel mondo, di confrontarsi con altre culture gastronomiche e di affermare la propria identità senza perdere il legame con i territori e con la tradizione da cui nasce. Durante la cena è stata celebrata la presenza di Alain Ducasse, associato Le Soste da oltre trent’anni. Un riconoscimento al contributo dato nel tempo alla diffusione della cucina italiana nel mondo e al rapporto costruito nel tempo con l’Associazione.


Il menu della serata è stato firmato da una brigata mondiale che ha tradotto alla perfezione il tema dell’internazionalità. In cucina Davide Oldani e Mauro Uliassi, affiancati da Michel Troisgros e Yannick Alléno, con la partecipazione di Umberto Bombana. Un lavoro corale che ha dato forma a una narrazione di altissimo livello.
La Cena di Gala 2026 ha confermato anche il dialogo tra gastronomia e arte. In questo contesto si inserisce il lavoro dell’artista Velasco Vitali, autore della copertina del Libro Le Soste 2026, che rilegge il segno storico dell’Associazione ideato da Emilio Tadini, rafforzandone il valore simbolico e il riferimento al viaggio come metafora del percorso gastronomico.
Le iniziative e i premi
Ampia la partecipazione istituzionale. Sono intervenuti Stefano Boeri, presidente della Triennale di Milano, e il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, che ha sottolineato il ruolo della cucina italiana come espressione identitaria del Paese e patrimonio culturale condiviso.
Nel corso della serata sono stati assegnati i Premi Le Soste 2026. Il Premio Le Soste – Città di Milano, patrocinato dal Comune di Milano, è stato conferito a Lino Stoppani, alla Famiglia Barilla e a Giuliano Sangiorgi. Tra gli altri riconoscimenti, Valeria Piccini ha ricevuto il premio per la Formazione. Antonia Klugmann quello per l’Innovazione. Lukas Gerges come Miglior Sommelier. Manuel Tempesta per l’Ospitalità di Sala. Il titolo di Cuoco dell’Anno è andato a Giancarlo Perbellini, mentre a Umberto Bombana è stato conferito il Premio La Sosta.
