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Legno e acciaio: nel cuore di Birra del Borgo

Quattro birre dell'azienda Birra del Borgo

Dal 18 aprile, ogni sabato pomeriggio l’azienda reatina apre le porte dello stabilimento con il suo Birra del Borgo tour, un percorso alla scoperta del processo produttivo, tra sale cotture e affinamenti in botte, per concludere con un momento degustazione.

L’arrivo della primavera alimenta la voglia di viaggiare, organizzare gite fuori porta, esplorare l’Italia. A meno di due ore Roma, si raggiunge l’area di Borgorose, che offre un itinerario composito e interessante. Dal borgo medievale di Cartore si risale verso la Riserva dei Monti della Duchessa e il suo lago d’alta quota, battendo i sentieri sterrati del Cammino dei Briganti. Chi preferisce risparmiare fiato può deviare su Corvaro, dove il Tumulo pre-romano e i reperti del Museo Archeologico Cicolano raccontano l’eredità degli Equi, restituendo l’identità nuda e cruda di questo pezzo d’Appennino. E per concludere il proprio percorso – o, perché no, come unica tappa dello stesso – un’ottima scelta sono i Brew Tour di Birra del Borgo, in calendario da sabato 18 aprile. E così un sabato pomeriggio diventa un interessante momento formativo e di degustazione, eliminando i filtri della distribuzione per toccare con mano l’evoluzione del brand reatino.

alcuni partecipanti di una precedente edizione del birra del borgo tour
Un momento del Birra del Borgo tour

Dalla macinazione del malto alla sala botti

Un’immersione nel processo produttivo – dalla molitura fino al confezionamento – spiegato semplice dallo staff di Birra del Borgo. Il pubblico osserva la trasformazione dalla materia prima alla bionda bevanda, in un impianto in cui tecnica e tecnologia convivono con la sperimentazione estrema sulle fermentazioni. Il tour si snoda attraverso sette tappe a partire dal mulino, il cuore pulsante dove i cereali vengono frantumati per liberare gli amidi. Si prosegue nella cantina di fermentazione e nell’area imbottigliamento, fino alla sala dedicata alle Italian Grape Ale, una delle chicche della produzione. Qui il mosto di birra incontra le uve del territorio, definendo uno stile nuovo e unico, che ha segnato la storia recente del comparto brassicolo nazionale. Durante la visita si toccano con mano (e naso) malti e luppoli, si assaggiano le birre ancora in fase di affinamento, per comprendere come queste mutano nel tempo sotto l’azione dei lieviti.

Un macchinario dell'impianto produttivo

La tecnica del freddo e l’affinamento nel legno

Superata la zona di produzione primaria si accede alla sala botti, un ambiente dove il tempo rallenta e il legno cede tannini e complessità alle selezioni più ricercate. È in questo spazio che si comprende la gestione delle micro-ossigenazioni e l’uso di barrique e grandi botti per elevare il profilo sensoriale del prodotto. Il laboratorio interno garantisce la precisione analitica di ogni lotto, assicurando che la spinta creativa non comprometta mai la stabilità chimica della birra. Ampio è l’impiego di strumentazioni tecnologiche – talvolta realizzate su misura – che esaltano le qualità organolettiche ed esaltano il lavoro di ricerca di sapidità e corpo di ogni birra.

Il bancone di Birra del Borgo
Il Bancone

La degustazione al bancone in ottone

L’esperienza culmina al Bancone, la tap room interna dominata da una struttura in ottone che funge da centro nevralgico per l’assaggio finale. Qui vengono servite tre birre, selezionate sulla base delle preferenze emerse durante il cammino tra i fermentatori, per saggiare quanto osservato in produzione: si analizzano la tenuta della schiuma, la pulizia dei malti e la gestione dei luppoli. È il momento in cui la teoria della sala cotte si trasforma in riscontro oggettivo nel bicchiere, supportata da una proposta gastronomica solida, che esalta è completa il tutto.

Uno scaffale con le birre in vendita

Nel beer shop tutta la varietà produttiva del brand

Oltre ai tour il birrificio funge da presidio gastronomico costante per il territorio di Borgorose attraverso il Beer Shop e la cucina della tap room. Il negozio interno permette di reperire l’intera gamma produttiva. Il catalogo di Birra del Borgo si spacca in due direttrici contrapposte. Da un lato le referenze classiche, dove etichette come ReAle e Duchessa definiscono un perimetro in cui si lavora sull’uso crudo del farro locale e l’estrazione amara dei luppoli. Dall’altro, l’anarchia produttiva della linea Bizzarre.

È in questo secondo blocco che si colloca la Sedici Gradi, dove l’impiego dell’anfora in terracotta sposta l’accento sulla micro-ossigenazione e la percezione zuccherina sul palato. O l’Equilibrista, che forza il confine enologico lavorando insieme il mondo del vino e quello della birra, innestando una spigolosità vinosa su un corpo maltato. L’acciaio dei fermentatori primari viene superato per lasciare campo alle acidificazioni spinte delle sour ale, come le variazioni Peach e Raspberry della serie The Batch. Ogni lotto sperimentale si traduce in uno stress test per i ceppi di lievito, un azzardo organolettico pensato per generare anche un certo attrito in bocca, e uscire fuori dagli schemi.

Alcuni dei piatti del menu in un momento di condivisione fra avventori

Gusto e territorio nell’offerta gastronomica

La cucina lavora in sincrono con le spine, proponendo piatti che sfruttano la spigolosità delle birre più luppolate o la morbidezza delle fermentazioni alte per creare attrito nel palato. Una proposta che si sviluppa in collaborazione con FØRMA bakery, focalizzandosi su panificazione a lievito madre e ingredienti del territorio.

Il menu spazia dal Cheeseburger con cheddar e cipolla caramellata, proposto in abbinamento alla Reale Extra per ripulire il palato dai grassi, alla focaccia con cime di rapa e stracciatella, alla quale si suggerisce di affiancare la Saracena. I fritti, come gli stick di vitello panati o l’arancino allo zafferano con ragù, vengono trattati con doppia cottura per garantire una croccantezza che non sovrasti le sfumature maltate delle lager. L’offerta comprende anche un ricco tagliere di salumi locali, dove la Mortadella IGP e il Pecorino di Amatrice trovano una spalla acida nella Caos, sottolineando un legame fisico con la terra di Borgorose.

Birra del Borgo
Loc. Piana di Spedino snc, Borgorose (RI), tel. 0746 31287.
Tour: ogni sabato ore 16:00 (prenotazioni tramite questo link).
Bancone aperto da martedì a domenica.
Sito | Il bancone di Birra del Borgo

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