Edoardo Rossi ha trasformato il bancone bar in uno spazio dove vivere un’esperienza di degustazione con drink originali e una proposta gastronomica gustosa ad accompagnare.
Fuori dalle rotte più battute della movida, Misto si è affermato come un indirizzo in cui la miscelazione abbandona la logica classica della somministrazione serale/seriale per abbracciare un approccio quasi sartoriale. Aperto nel 2017 nel Quartiere Africano da Edoardo Rossi, il locale si presenta come un ambiente eterogeneo, con soffitti alti ma dominato da materiali grezzi come legno e metallo. L’obiettivo non è semplicemente servire da bere, ma accompagnare l’ospite in un percorso degustativo in cui il cliente è chiamato a partecipare attivamente all’esperienza, trasformando la sosta al bancone (o agli accoglienti divanetti) in una vera e propria esplorazione dei sensi.

Il Negroni Codex e l’evoluzione della carta
La spina dorsale dell’offerta poggia su una rilettura profonda dei grandi classici, per indagare la vera natura di ingredienti e botaniche. Il menu si struttura come un vero e proprio manuale, dove trova ampio spazio il progetto del Negroni Codex, un meticoloso lavoro di scomposizione del celebre aperitivo italiano declinato attraverso twist e verticali mirate. A questa ricerca sui sapori amari si affianca una rigorosa selezione di miscelati storici meno noti, perfetti per educare il palato verso bilanciamenti complessi. Per mantenere sempre viva la spinta creativa, la carta si arricchisce ogni mese con due cocktail nuovi, in un continuo gioco di sperimentazioni e scoperte.

Liquid Rituals e l’approccio omakase
L’espressione più matura di questa filosofia prende forma nella sezione Liquid Rituals, che trasforma il servizio in un percorso degustazione dove il cliente diventa l’attore protagonista. La carta si svincola dalle presentazioni statiche e la bevuta diventa un gesto ispirato a usanze culturali provenienti da tutto il mondo. Make a Wish, ad esempio, sfrutta le suggestioni del Daruma giapponese invitando l’ospite a legare il bicchiere a un desiderio personale, mentre Afterglow lavora sull’impatto olfattivo introducendo la combustione del Palo Santo direttamente al tavolo per preparare i sensi al primo sorso. Le derive percettive culminano nel drink Spark, dove l’impiego del fiore elettrico genera un lieve e temporaneo intorpidimento del palato, amplificando a dismisura le sfumature della miscela.

Interazione diretta e illusioni cromatiche
Il coinvolgimento dei sensi prosegue con le altre creazioni di questo percorso interattivo, trasformando le geometrie dei bicchieri in un affascinante teatro di illusioni. La preparazione di Borealis gioca con sapienza sulle rifrazioni luminose per riprodurre le sfumature delle aurore nordiche, sfruttando elementi che reagiscono alle calde luci diffuse del locale. Ancora più incisivo risulta il concept di Vernissage, concepito da Edoardo Rossi come una tela intonsa servita al tavolo che aspetta solo di essere completata. In questo caso è il cliente a intervenire sulle diluizioni finali versando in completa autonomia un elemento a contrasto, un’aggiunta che stravolge in un istante l’intero profilo gustativo della ricetta e annulla del tutto la distanza tra chi miscela e chi beve.

Tapas e condivisione al servizio del bancone
A sostenere le progressioni alcoliche della bottigliera interviene una proposta gastronomica concepita in maniera intelligente con il solo scopo di fare da spalla ai drink, senza mai rubare la scena. Niente velleità da ristorazione pettinata, la cucina sforna piccoli morsi ideali per la condivisione, schierando hummus, tapas, tacos e taglieri ricolmi di salumi artigianali. Piatti golosi che forniscono il supporto perfetto per arginare l’irruenza dei cocktail, fungendo da intermezzi funzionali per ripulire la bocca tra un sorso e l’altro, e tra un drink e l’altro. L’assenza di portate principali elaborate impedisce di appesantire la sosta, garantendo la giusta leggerezza per affrontare i percorsi degustativi più lunghi, mantenendo così l’attenzione costantemente inchiodata sulle sorprendenti alchimie che si sprigionano dal bancone.

Misto smonta le rassicuranti certezze dei salotti serali per imporre un approccio narrativo profondamente ancorato alla liturgia del bere. Lontano dalle rotte più caotiche, il bancone di Edoardo Rossi dimostra come l’interazione umana possa elevare un semplice ordine a un memorabile viaggio sensoriale condiviso.
Misto, via Fezzan 21, tel. 06 4547 1971. Aperto dall’aperitivo, chiuso domenica e lunedì. Sito | Instagram
