Tutto il gusto dell’isola polinesiana in imperdibili esperienze gastronomiche accessibili.
Menu che hanno il sapore dell’autenticità, in indirizzi dove si spende il giusto. Chi viaggia in Polinesia Francese e si ferma a Moorea qualche giorno per esplorare la sua laguna e il lussureggiante entroterra, ha la possibilità di gustare il meglio del cibo locale, a costi ragionevoli. Basta uscire dai resort o affittare direttamente su Airbnb una casa (Fare in tahitiano), e lasciarsi guidare da questa mappa nata grazie ai consigli di gente del luogo. Come Silvia Martino, direttrice del boutique hotel Niu Beach, italiana ma da 30 anni in questa paradisiaca terra, dove ama spingere i clienti alla scoperta delle tradizioni, a partire dalla tavola.



Già prima di imbarcarsi da Papeete per raggiungere Moorea, c’è una tappa culinaria da vivere, ché svela alcuni dei sapori più iconici dell’arcipelago del Pacifico del sud: il mercato (o ìl Marché Municipal Mapuru A Paraita). Se al Café Maeva, al primo piano, ci si ferma per ordinare il caffè infuso con la vaniglia (o Latte Vanille), è tutto da mordere il Pain Coco Râpé preparato dalle signore polinesiane che viene proposto negli stand. Delle bombe con cocco spolverato sopra, che si trova spesso assieme ai firi firi, gli anellini fritti (beignets), sempre aromatizzati al cocco. Dal dolce al salato, con tutta la freschezza del pescato locale, è interessante raggiungere l’area dove sono protagonisti i bocconcini di tonno rosso crudo, già pronti in vaschetta per realizzare il Poisson cru (con latte di cocco e verdure in insalata), e il Perroquet, il bellissimo pesce pappagallo dalle sfumature blu.
Una volta approdati a Moorea, l’esperienza che traghetta subito nella vita local è fare la spesa nei magasin o ai banchetti della frutta lungo la panoramica strada che fiancheggia il mare. Il supermercato che va per la maggiore se si soggiorna vicino a Le Petit Village si chiama Tiahura ed è molto fornito. Da non perdere, tra gli scaffali, è la deliziosa marmellata di Guava, da prendere per iniziare la giornata con gusto delicato e speciale. In sella a uno scooter, è facile poi imbattersi in colorate vetrine en plein air, traboccanti di vitamine, dove fare incontri unici. Tra alcuni esemplari di ukulele tahitiani, nella dorata baia di Opunohu al tramonto, ecco limoni e ananas proposti da un garbato signore che, in passato, ancora giovane, è stato un popolare musicista che era solito esibirsi a Tahiti accanto al celebre Jean Gabilou. Si chiama Willy Peu e non si tira indietro se gli viene chiesto di intonare con la sua chitarrina una canzone italiana.



Ideale a pranzo, per mangiare con vista sulla placida baia di Oponohu, è il Tropical Garden. Un panoramico locale nella odorosa natura isolana (in cima a una salita), dove si consumano pasti veloci o ci si rinfresca sorseggiando l’acqua di cocco da dentro la noce. Prima di lasciare il posto, si può curiosare tra le marmellate in vendita. Come quella di guava, da abbinare anche a Brie o Camembert. Se si ha invece voglia di una croccante focaccia farcita con generosità, magari con il saporito formaggio di capra, si va al food truck Casetta di Casa Vincenzo, quest’ultimo un locale noto per sfornare delle buone pizze.


A cena, è in voga il rinomato locale O2 Coco vicino a Le Petit Village, dove dal venerdì alla domenica c’è la musica live e ci si raduna per vivere la nightlife a Moorea. Un’insegna che vanta anche una zona con protagonista un insolito truck color blu, dove i piatti locali sono proposti in un’atmosfera informale e i costi sono contenuti. Una combinazione apprezzabile che si ritrova se ci si accomoda ai tavoli bassi de La Cabane du Lézard jeune, accanto agli spazi del celebre ristorante su strada, dove gli ingredienti di qualità sono valorizzati al massimo e si assaporano in compagnia delle danze polinesiane (ma trovare un tavolo libero è quasi un’impresa). Con i piedi sulla sabbia, nella parte aperta più di recente e dall’atmosfera allegra, si ordinano altrettante squisitezze: la cucina è locale con incursioni franco-vietnamite. Conquistano, nel menu presentato, se si è nuovi, dal gentile titolare, il tris di ravioli farciti con formaggio di capra o pesce; i Nem, gli Spring Rolls vietnamiti; il carpaccio di manzo Angus; il polpo; i gamberoni con salsa di aglio e burro. Portate da accompagnare a cocktail o al distillato della casa, il Rhum Arrangé, aromatizzato con zenzero, vaniglia e cannella.


Ma in particolare la domenica sera, quando vanno in scena le musiche e le danze tradizionali polinesiane, e dove si incontrano i locals che amano bere una birra locale davanti allo spettacolo, il ristorante da prenotare è Chez Tamahau. Un posto che garantisce una serata indimenticabile, dove gustare poisson cru, gamberoni al curry o in salsa d’aglio, noodles e molto altro. Ai tavoli le tovaglie sono floreali, per il localino tipico in stile isolano, così sincero e genuino, de Le Petit Village. Decorazioni ispirate a fiori come Hibiscus, frangipane e tiaré, che colorano Moorea e ricordano l’ambiente in cui si degusta una piccola assiette di banane, ananas e papaya, una volta concluso il trekking alla Montagna sacra. Un omaggio gustoso gratuito per ripagare la fatica, se ci si avventura a piedi lungo il tragitto che conduce nel punto in cui ammirare contemporaneamente le spettacolari baie e lagune di Moorea.
