Una cena esclusiva con vista su uno degli acquari più grandi del mondo. Questa è l’esperienza da Ossiano, ristorante una stella Michelin incastonato nel cuore di Atlantis a Dubai.
Scendere dieci metri sotto il livello del mare per andare a cena non è qualcosa che si dimentica facilmente. Da Ossiano, il ristorante una stella Michelin incastonato nel cuore di Atlantis, The Palm, a Dubai, l’esperienza comincia ancora prima di sedersi a tavola: una lenta discesa in una sala sotterranea affacciata su uno degli acquari più grandi al mondo, dove oltre 65.000 creature marine scivolano silenziose davanti alle vetrate. Razze, squali e banchi di pesci tropicali diventano parte della scenografia, trasformando ogni portata in un piccolo atto teatrale.

L’atmosfera è ovattata, elegante, quasi irreale. Con soli cinquantaquattro coperti a sera, Ossiano mantiene un’intimità rara per una metropoli come Dubai, e restituisce quella sensazione di esclusività che fa sentire ogni ospite al centro di qualcosa di irripetibile. Qui il tempo rallenta, i telefoni restano nelle tasche e l’attenzione si sposta naturalmente sul piatto e su ciò che lo circonda.


La proposta gastronomica
Il viaggio gastronomico prende forma già nella lounge, dove arrivano tre piccoli bocconi che funzionano come un’ouverture: una conchiglia-biscotto che racchiude un’ostrica al vapore con note piccanti di jalapeño e profondità di nero d’aglio; un buñuelo fritto ripieno di crème fraîche, coronato da una tartare di tonno dry aged con kimchi e sesamo, reso ancora più lussuoso dal caviale; una croustade fragrante con salmone affumicato e crema di cipolla, rifinita da un disco di cavolo rapa all’acqua di mare che sembra un omaggio diretto all’oceano fuori dalla vetrata.
Il menu degustazione da nove portate è costruito come un racconto che alterna delicatezza, sorpresa e colpi di scena. Si parte con Tomato, un piatto che sembra minimalista ma che esplode di sfumature: pomodori heirloom semicotti, sfere di pomodoro secco, succo di pomodoro, basilico e una mozzarella profumata al verbena che aggiunge una nota quasi floreale. È un inizio luminoso, pulito, rassicurante.


Poi arriva King Crab, più teatrale e stratificato: il granchio reale al vapore affonda in un chawanmushi di aragosta, arricchito da miso, gochujang e sambal, con cetriolo in salamoia, aloe vera, sferificazione di tuorlo e riso soffiato. La e una beurre blanc complessa, profumata di finger lime, balsamico invecchiato 25 anni e olio al tartufo bianco. È uno di quei piatti che fanno dimenticare completamente che si sta mangiando una semplice melanzana.


Con Norwegian Langoustine si torna su toni più brillanti: lo scampo norvegese, rivestito di mijinko e rosolato, gioca con agrumi, parmigiano croccante e chips di peperone, accompagnato da una serie di salse che vanno dalla mela verde al gambero. È dinamico, divertente, quasi interattivo, perché ogni boccone può essere diverso dal precedente.
John Dory riporta l’eleganza in primo piano: il pesce, cotto al vapore e glassato all’aceto di lampone, è sormontato da una tempura di shiso che aggiunge fragranza, mentre dashi al geranio marino e olio di shiso completano il quadro con note aromatiche di trota, una riduzione di barbabietola al tagete, crema al rafano, anguilla affumicata e una spuma leggera che lega tutto. È opulenta ma sorprendentemente equilibrata.


Per il piatto principale si sceglie tra mare e terra. Il Wild Brill, cotto à la nacre, è delicatissimo e poggia su una base di cozze in salamoia, vongole, finferli, brodo di porcini e olio di porro. Il Wagyu A5 australiano, invece, è una coccola carnivora: glassato al burro all’erba cipollina, rosolato con aceto di sherry e soia, arriva con baby gem, kombu caramellato, duxelles di funghi, pera nashi, tartufo nero, aceto tosazu e un velo ai porcini che sembra sciogliersi sul piatto.
Il finale è affidato a due dessert che giocano tra freschezza e comfort. Grapefruit Granita combina marmellata di pompelmo, meringa, yogurt greco, granita alla vaniglia e pompelmo confit in un equilibrio vibrante e pulente. Hazelnut, invece, è pura golosità controllata: nocciole biologiche della Normandia, torta soffice ripiena di pralina, glassa al cioccolato e mousse al cioccolato, per chiudere con una carezza intensa e persistente.

Dietro questa messa in scena gastronomica c’è oggi anche la mano del nuovo Executive Chef Remy Marquignon, che porta una sensibilità francese fatta di rigore, eleganza e rispetto assoluto della materia prima, senza tradire l’anima originaria di Ossiano. Ma qui, più che il nome in cucina, conta l’effetto finale: una sequenza di piatti che dialogano con l’ambiente, con la luce blu dell’acquario e con l’umore dell’ospite.

Il menu degustazione da nove portate è proposto a AED 1.250, con wine pairing a partire da AED 1.095. Un prezzo importante, certo, ma che include qualcosa che va oltre il cibo: la sensazione rarissima di aver cenato, letteralmente, dentro un sogno sommerso.
