Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Sabato 19 Agosto 2017

Pasqua e cioccolato: un matrimonio che s’ha da fare

pasqua

Purchè si scelga il giusto tipo, se ne mangino le giuste quantità e in determinate fasce orari. Ecco qualche consiglio della nutrizionista e endocrinologa Serena Missori utile per mangiare il cioccolato senza rimorsi (e con molti benefici)

Non abbiate paura del cioccolato a Pasqua: uova, ovetti et similia non saranno per voi il solito spauracchio per diete interrotte o faticose digestioni. L’importante è che seguitate qualche piccola regola, come consiglia la dottoressa Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista, che in collaborazione con il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione ha fornito una serie di dritte per godersi le feste senza rinunciare alla buona salute e alla dolcezza del cioccolato. Scegliendo il tipo giusto, da consumare in determinate fasce orarie e in giuste quantità, si possono avere importanti effetti benefici e persino favorire il dimagrimento.

Bisogna saper scegliere il giusto cioccolato

La varietà fondente dal 70% in poi, con poco zucchero aggiunto, aromatizzato all’arancia, al peperoncino, alla cannella, alla vaniglia, con la granella di cacao, è l’ideale per concedersi un peccato di gola.

Buonumore, ma non solo: i benefici

La Pasqua coincide spesso con l’arrivo della primavera, che porta con sé cambiamenti umorali, squilibri della serotonina e tanta voglia di dolci, che è compensatoria. Approfittando delle uova pasquali, possiamo trarne il massimo beneficio senza troppe ripercussioni sulla linea: il cioccolato fondente è un’ottima fonte di serotonina, nota come “ormone del buonumore”, e svolge un’importante azione antiossidante.

All’ora giusta il cioccolato fa dimagrire

Il momento migliore per consumare il cioccolato va dalla mattina al pomeriggio, per avere una sferzata di energia costante, un umore allegro, un boost al metabolismo che può aiutare il dimagrimento.

Attenzione alle quantità e ai cibi associati

La quantità ideale deve essere compresa fra i 30 e i 70 grammi, a seconda del proprio metabolismo, del biotipo morfologico e dell’attività fisica svolta. Ricordiamoci anche di non associare cibi troppo ricchi di grassi alla cioccolata perché questa ne contiene a sufficienza, quindi nei giorni delle uova pasquali sarebbe opportuno ridurre l’introito di creme, formaggi, burro, fritti e intingoli, per evitare di assumere nutrienti non utilizzabili che si depositeranno sotto forma di adipe nei punti critici.

I rimedi del dopo abbuffata di Pasqua

Se si è esagerato durante le feste Pasquali, la scelta meno stressante è ridurre progressivamente il consumo giornaliero di cioccolata. Bisogna conoscere la quantità approssimativa che si sta consumando (alcune persone arrivano a 500-800 grammi senza accorgersene), e diminuire l’assunzione di circa 10-20 grammi ogni giorno, sino ad arrivare a un consumo adeguato. Il tutto aumentando parallelamente l’attività fisica, anche di soli 5-7 minuti al giorno. In questo modo si ridurrà l’introito di nutrienti non necessario, si aumenterà il metabolismo e si potrà beneficiare dell’effetto salutare del cioccolato.