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Pinot Nero e Sauvignon Blanc: l’eleganza dei vitigni dalla storia millenaria

Dalla Francia al resto del Mondo, Italia compresa. Pinot Nero e Sauvignon Blanc sono due vitigni che hanno tanto da raccontare, anche nel nostro Paese.

Eleganza e raffinatezza. Sono i due aspetti che racchiudono maggiormente il carattere di due vini che stanno appassionando sempre più i wine lovers, il Pinot Nero e il Sauvignon blanc. Entrambi originari della Francia, dove hanno avuto da sempre un grande successo, sono coltivati anche in Italia, in origine solo al Nord, primo fra tutti l’Oltrepo Pavese, mentre oggi la presenza di questo vitigno è diffusa anche al Sud. Il loro apprezzamento deriva dal fatto di non essere vini urlati, troppo rotondi o “modaioli”, bensì si esprimono parlando sottovoce, con un percorso lineare e con note sia al palato che al naso che seducono senza mai voler strafare.

Pinot Nero nella storia

Il Pinot Nero ha addirittura una storia millenaria visto che, secondo alcuni documenti sembra sia stato introdotto in Borgogna dai legionari dell’esercito di Giulio Cesare durante la conquista della Gallia, mentre nel 1395 Filippo l’Ardito, duca di Borgogna, ordinò che in quelle terre dovesse essere coltivato solo il vitigno che dava vita al Pinot Nero. E’ un vino che se bevuto giovane sembra quasi essere impersonale, senza carattere mentre con il tempo acquista una ricchezza di sentori che non ha uguali, tra sottobosco, tartufo e spezie.

Sauvignon: vino “mondiale”

Il Sauvignon è invece un vitigno che pur provenendo dalla Francia può essere definito “mondiale” perché è la seconda varietà più coltivata in tutti i continenti dopo lo Chardonnay: dall’Australia alla California, dal Cile al Sudafrica e, ovviamente, in Europa. Nel bicchiere ha sentori che lo rendono unico e immediatamente riconoscibile, con le classiche note di foglia di pomodoro, peperone, frutta tropicale, salvia e frutto della passione. L’occasione per esplorare alcune delle migliori interpretazioni di questi due vitigni dal Nord al Sud del nostro Paese è stata la manifestazione organizzata a Roma dalla rivista VinodabereL’Italia del Pinot Nero e del Sauvignon”.

pinot nero

Le etichette

Iniziando proprio dal Sauvignon questa è una selezione delle etichette che ci hanno più impressionato, partendo da quella che forse non è la migliore ma che incarna appieno la tipicità di questo vitigno, il Sauvignon Casale del Giglio 2025 (13°, 11 euro), prodotto da una delle cantine storiche del Lazio, la prima che ha dato una vera svolta all’enocultura della Regione. E’ un vino che incarna tutti i profumi di questo vitigno, con tante note vegetali e una bella acidità e sapidità finale in bocca. Il matrimonio perfetto è con gli asparagi di Canino, nel viterbese. Restando nel Lazio interessante il Sauvignon Sesto 21 Casata Mergè (13°, 25 euro), prodotto da vitigni nella zona tra Frascati e Monteporzio Catone. E’ un vino che intriga per le note di frutta tropicale e toni leggermente agrumati e per una bella cremosità al sorso. Da provare, oltre che con gli asparagi che sono il consorte prediletto, anche con un crudo di mare.

Eccellente, spostandosi in Friuli, il Collio Sauvignon Extempore 2018 di Venica & Venica (13,5°, 85 euro), che affascina per un bellissimo colore dorato, un naso vegetale fresco, con una piccolissima nota di albicocca finale e un bel sorso succoso che è un invito al bicchiere successivo. In questo caso l’abbinamento è con un risotto con capesante.

Passando al Pinot Nero sicuramente da segnalare il Pinot Nero 2023 Tenuta Montauto (13,5°, 26 euro)  piccola realtà nella Maremma toscana, vicino a Capalbio, in una zona che ha una particolarità affascinante: lì c’è il cielo più buio e più pulito d’Italia. Il vino sorprende subito per la sua eleganza e equilibrio, con un bel naso di frutto rosso, cuoio e sentori balsamici e con una acidità finale lunga e persistente. Ci spostiamo in Piemonte con il Pinot Nero Bricco del Falco 2021 (13,5°, 30 euro) dell’azienda Isolabella della Croce, nell’Alta Langa astigiana. I profumi che arrivano dal bicchiere sono godibilissimi, di frutta rossa, rabarbaro, spezie dolci e tabacco mentre in bocca il piacere continua con un sorso ampio, morbido e caldo. Il matrimonio consigliato è con il tartufo o con i porcini.

Infine non poteva mancare l’Alto Adige, una delle zone in Italia dove questo vitigno esprime le sue potenzialità, con il Pinot Nero Riserva Vigna Zis 2019 Brunnenhof Mazzon (15,5°, 80 euro) . Qui ci sono intensi profumi di frutta rossa matura, molto intriganti, con qualche nota erbacea, un sorso potente e un finale morbido che ammalia. Da provare con arrosti di maiale, formaggi stagionati o, azzardando, con un pesce affumicato.

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