Dal 15 al 17 settembre il centro cittadino si anima con pizze, eccellenze campane, laboratori e spettacoli. E per la prima volta sarà il pubblico a eleggere la migliore pizza della manifestazione.
A Vico Equense, settembre ha il profumo della pizza che esce dai forni e invade le strade del centro. È il profumo che annuncia una festa, un appuntamento che ha saputo andare oltre la manifestazione gastronomica. Perché, qui, la pizza è parte dell’identità della città, una tradizione che passa attraverso le famiglie, il lavoro dei pizzaioli, le pizzerie dei diversi casali e soprattutto un modo molto vicano di stare insieme. Dal 15 al 17 settembre torna Pizza a Vico, giunta alla nona edizione. Per tre giorni Vico Equense metterà in piazza la propria pizza, insieme alle eccellenze agroalimentari del territorio, ai produttori, agli spettacoli e alle iniziative culturali. E quest’anno ci sarà una novità che porta ancora più dentro la festa chi la vive: per la prima volta sarà infatti il pubblico a scegliere la pizza preferita della manifestazione.
La pizza che racconta Vico
In una regione nella quale la parola pizza rimanda inevitabilmente a Napoli, quella vicana ha costruito nel tempo una propria identità. Non vuole essere una concorrente della pizza napoletana e nemmeno una sua semplice variante. È un’altra storia, nata in un altro territorio e legata a un diverso modo di concepire la convivialità. La differenza si vede già nella forma: non la classica pizza tonda da mangiare individualmente, ma una pizza allungata, pensata anche per essere portata al centro della tavola, tagliata e condivisa. Cambiano le proporzioni, la struttura dell’impasto, la cottura e persino il modo di disporre gli ingredienti. La tradizione vicana ha sviluppato così un prodotto riconoscibile, costruito intorno alla condivisione e alla qualità delle materie prime.
Vico Tourism
È proprio questo carattere conviviale a renderla particolarmente adatta a una festa popolare, la Pizza di Vico è diventato un gesto collettivo. Si sceglie, si taglia, si assaggia insieme. E mentre si mangia si parla, ci si confronta, si passa un’altra fetta. È anche per questo che per i vicani la pizza rappresenta un pezzo della propria storia.
La De.Co. ha dato un nome all’identità
Questo legame con il territorio è stato rafforzato nel 2023 dal riconoscimento della De.Co., la Denominazione Comunale della Pizza di Vico. È il riconoscimento formale di una tradizione che la comunità considera propria, costruita nel tempo attraverso tecniche, competenze, materie prime e memoria. La De.Co. ha quindi contribuito a trasformare una specialità conosciuta e amata dai vicani in un elemento riconoscibile del patrimonio gastronomico cittadino. Ed è qui che Pizza a Vico acquista il suo significato più interessante, portando in strada una parte della città.
La festa della comunità
Oltre al numero delle pizze e alla curiosità dei visitatori, c’è un elemento più difficile da misurare: il senso di appartenenza. Per tre giorni le pizzerie che normalmente lavorano nei diversi quartieri e nelle frazioni si ritrovano insieme nel centro della città. I pizzaioli diventano protagonisti di una festa comune, le strade si riempiono e Vico Equense si riconosce nei propri prodotti. C’è chi viene per mangiare la pizza che conosce da sempre, chi vuole provare quella di un’altra pizzeria, chi torna appositamente in città per vivere l’atmosfera della manifestazione. E c’è un forte sentimento di orgoglio nell’aria. Pizza a Vico consente infatti agli abitanti di mostrare agli altri qualcosa che normalmente appartiene alla quotidianità: la propria pizza, i propri pizzaioli, i propri prodotti, il proprio modo di accogliere. È una delle ragioni per cui l’appuntamento è diventato così atteso. È la festa nella quale Vico Equense, per qualche giorno, racconta se stessa.

Ventisette pizzerie, quasi cento pizzaioli
Il cuore della nona edizione sarà naturalmente il percorso gastronomico. Saranno 27 le pizzerie protagoniste, con circa 100 maestri pizzaioli coinvolti. Ogni pizzeria proporrà tre ricette: Margherita, Marinara e una Pizza Speciale. Si arriva così a 78 proposte, alle quali si aggiungerà il forno dedicato alle persone celiache, portando l’offerta complessiva a circa 80 proposte. Ci saranno anche la pizza dolce e altre specialità, insieme a diverse proposte lactose free. Numeri importanti, ma soprattutto una fotografia della varietà della tradizione vicana. Ogni pizzaiolo porterà infatti la propria interpretazione, tra ricette più legate alla memoria e proposte capaci di sperimentare nuovi abbinamenti.
La novità: questa volta decide il pubblico
È una delle principali novità del 2026. Dopo anni nei quali la manifestazione ha messo a confronto pizzaioli e interpretazioni diverse della tradizione, sarà direttamente chi partecipa a Pizza a Vico a scegliere la propria preferita. Il voto sarà riservato a chi acquisterà il ticket/carnet per le degustazioni. Sul titolo di accesso sarà presente il QR code attraverso il quale sarà possibile accedere alla procedura di voto e indicare la propria scelta. È una novità che ha anche un valore simbolico. A decidere saranno le persone che avranno attraversato le strade della festa, assaggiato le pizze e vissuto direttamente l’esperienza. In altre parole, la città e i suoi visitatori diventano parte della competizione.
La proclamazione è prevista giovedì 17 settembre alle 23.45, a Piazzale Siani.
Il lavoro dietro la festa
Una manifestazione di queste dimensioni non si riduce ai tre giorni dell’evento. Dietro Pizza a Vico c’è un lavoro di rete che coinvolge pizzaioli, attività, produttori e associazioni. In questo percorso ha avuto un ruolo importante Margherita Aiello, presidente di Acove e Aicast Vico Equense e coordinatrice dell’evento, impegnata negli anni nel costruire relazioni e nel tenere insieme il tessuto produttivo e commerciale della città con il progetto della manifestazione. È anche attraverso questo lavoro organizzativo che Pizza a Vico ha progressivamente smesso di essere soltanto una rassegna gastronomica per diventare una manifestazione capace di coinvolgere una parte ampia della comunità. Il risultato è una festa nella quale il protagonismo non appartiene a un singolo locale o a un singolo volto, ma a un’intera città.

Dalla pizza alla filiera
Attorno ai forni ci saranno anche i prodotti che rendono possibile quella pizza. Lungo il percorso troveranno spazio il Provolone del Monaco DOP, l’Arte Casearia di Vico, la Noce della Penisola Sorrentina, l’olio extravergine di oliva, la Castagna del Monte Faito IGP, il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP, il Pomodoro San Marzano DOP, la Rucola della Piana del Sele IGP, le farine e altre produzioni della filiera campana. Ci saranno laboratori dedicati all’olio, alla noce e al Provolone del Monaco, oltre agli spazi dedicati ai consorzi e ai produttori. Il messaggio è semplice: una pizza non comincia quando il pizzaiolo prende l’impasto. Comincia molto prima, nei campi, nei caseifici, nei frantoi, nei mulini e nelle aziende che selezionano e trasformano le materie prime.
La Pizza di Vico diventa così una porta d’ingresso per raccontare un pezzo importante dell’agroalimentare campano.
“Un sapore senza confini”: da Vico a New York
Il claim scelto per il 2026, “Un sapore senza confini”, nasce proprio da questa consapevolezza: avere radici forti non significa restare chiusi dentro i propri confini. Quest’anno Pizza a Vico ha portato il proprio nome a New York, in occasione del Summer Fancy Food Show. Il manifesto e il video della manifestazione sono stati proiettati sui ledwall di Times Square. L’immagine della Pizza di Vico nel cuore di Manhattan significa dire che una tradizione profondamente locale può guardare al mondo senza smettere di essere se stessa. Anche la stessa Margherita Aiello ha insistito su questo aspetto, spiegando la scelta di New York come parte di un percorso che punta a far conoscere fuori dai confini l’identità gastronomica di Vico Equense. Durante la trasferta americana i pizzaioli vicani sono stati inoltre ricevuti dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha consegnato loro lo scudetto tricolore ufficiale. Ma il dato più interessante resta che festa nata dalla comunità dei pizzaioli vicani oggi può parlare anche a un pubblico internazionale.
Una festa che restituisce qualcosa alla città
Per l’edizione 2026 una parte delle risorse generate dalla manifestazione sarà destinata a tre progetti del territorio. Il primo riguarda il restauro della statua del Cristo Morto, promosso dall’Arciconfraternita Venerabile dell’Assunta. Il secondo riguarda la manutenzione del campetto polivalente e dell’area giochi dell’AMI di Montechiaro. Il terzo è “Oltre il Canile”, promosso dall’associazione I Cuccioli di Patrizia Veniero, per favorire l’adozione dei circa venti cani ancora ospitati in canile. Tre interventi molto diversi, ma con una stessa idea di fondo: una festa può lasciare qualcosa anche quando le luci si spengono. È una dimensione che rafforza ulteriormente il rapporto tra Pizza a Vico e la città. La manifestazione non è soltanto qualcosa che accade a Vico Equense: è qualcosa che prova a restituire valore a Vico Equense.

Tre giorni, e la città diventa palcoscenico
Le strade saranno animate da street band, spettacoli itineranti, teatro di strada, giocoleria, performance di fuoco e musica. Tra gli appuntamenti ci saranno la Boomerang Orkestra, l’Euroband Murgia Altamura e la parata spettacolo ONEIRA. A Corso Umberto I sarà inoltre allestito il Cinema Sferico, con proiezioni a 360 gradi all’interno di una cupola. Aperti anche i principali siti culturali e monumentali della città, mentre nel centro storico “Vico racconta Vico” porterà mostre ed esposizioni di artisti vicani. La città, insomma, sarà parte della manifestazione.
La pizza come linguaggio per bambini e comunità
Mercoledì 16 settembre, a Piazzale Siani, è in programma “Pizziamo”, iniziativa dedicata all’inclusione sociale attraverso la pizza, con il coinvolgimento delle associazioni del territorio e dei pizzaioli. Giovedì 17 sarà invece la volta di “PizziAmo Kids”, laboratorio destinato agli alunni delle classi terze della scuola primaria. I bambini potranno preparare la propria pizza insieme ai pizzaioli, entrando in contatto con la manualità e con il lavoro artigianale. Un modo semplice per mettere insieme le persone.
La festa che Vico aspetta
Alla fine dei tre giorni arriverà il momento del verdetto popolare. Quale pizza riuscirà a rappresentare meglio il gusto di una comunità? È questa, in fondo, la particolarità di Pizza a Vico. La manifestazione parte da un prodotto fortemente identitario, mette insieme quasi tutte le anime della città, apre il confronto con il resto della Campania e guarda addirittura a New York. Poi torna al punto di partenza: le persone. Quelle che aspettano la festa, che riempiono le strade, che riconoscono i propri pizzaioli, che discutono su quale pizza sia più buona, che portano figli e amici, che per tre giorni ritrovano un pezzo della propria città. “Un sapore senza confini” significa avere radici abbastanza forti da poter andare lontano.
Info utili
Dove: Vico Equense, nel centro cittadino e nelle vie del centro storico, con appuntamenti principali a Piazzale Siani e in Via Roma.
Quando: martedì 15, mercoledì 16 e giovedì 17 settembre 2026.
Ingresso: l’accesso alla manifestazione è libero. Per degustare le pizze delle pizzerie partecipanti è necessario acquistare il carnet degustazione alle casse. Non è prevista prenotazione.
Cosa si mangia: Pizza di Vico, Margherita, Marinara, Pizze Speciali, pizza dolce e altre proposte del territorio.
Le pizzerie: 27, con circa 100 maestri pizzaioli.
Voto popolare: chi acquista il titolo per le degustazioni potrà partecipare al voto della propria pizza preferita attraverso il sistema indicato sul biglietto.
Premiazione: giovedì 17 settembre alle 23.45 a Piazzale Siani.
Per esigenze alimentari: sarà presente un forno dedicato alle pizze senza glutine e saranno disponibili diverse proposte lactose free.
Non solo pizza: laboratori, produttori, spettacoli, musica, attività per bambini, iniziative di inclusione e aperture dei siti culturali accompagneranno le tre giornate.
