Romito, Bottura, Crippa. Questa la triade d’oro della ristorazione secondo la guida Ristoranti d’Italia 2027 di Gambero Rosso che premia, come Miglior Ristorante dell’anno Osteria dei Maltagliati di Torano Nuovo.
«La domanda da cui siamo partiti è semplice: in quali ristoranti vorremmo tornare domani? Cerchiamo luoghi che abbiano qualcosa da dire attraverso la verità del piatto, l’accoglienza e le persone. La ristorazione italiana cambia più velocemente delle categorie con cui siamo abituati a raccontarla: il nostro compito è riconoscerne la qualità, da una grande tavola d’autore a un’osteria di provincia. A quarant’anni dalla nascita del Gambero Rosso, continuiamo a farlo con curiosità e scelte nette» con queste parole Lorenzo Ruggeri, direttore responsabile del Gambero Rosso, commenta l’uscita della guida Ristoranti d’Italia 2027.
Un’edizione che ha visto trionfare l’Osteria dei Maltagliati di Torano Nuovo, in provincia di Teramo, come Miglior ristorante dell’anno. Il progetto di Maicol Capriotti e Federica Brandimarte che, dopo le esperienze nell’alta ristorazione, hanno scelto un piccolo borgo per costruire un’offerta fondata sulla brace, sui grandi tagli e sul vino, affiancando alla tavola anche l’ospitalità.



In vetta alla classifica, invece, spicca da solo Niko Romito con il suo Reale di Castel di Sangro, seguito a ruota da l’Osteria Francescana di Modena di Massimo Bottura e Piazza Duomo di Alba di Crippa rispettivamente a 99, 98 e 97 centesimi.
Novità di questa edizione riguarda il sistema di valutazione. I simboli di riferimento diventano tre: Forchette per i ristoranti, Gamberi per le trattorie e Bottiglie per i luoghi del vino. Bistrot e cucine internazionali vengono riclassificati in base all’offerta, mentre per i ristoranti scompare il punteggio scorporato: resta il voto complessivo in centesimi, che prende in esame cucina, cantina e servizio. Una scelta che valorizza l’identità di ogni locale e restituisce al lettore un giudizio sull’esperienza nel suo insieme.
«Abbiamo voluto una guida più immediata da leggere, capace di seguire l’evoluzione dei locali senza costringerli in categorie troppo rigide. I simboli cambiano, ma l’attenzione rimane sulle materie prime, sull’ospitalità, sulla cucina e sul vino. Ci interessa aiutare il lettore a scegliere il posto giusto per il tipo di esperienza che cerca: un Tre Gamberi e un Tre Forchette esprimono la stessa eccellenza, ciascuno nel proprio linguaggio» commentano le curatrici Valentina Marino e Annalisa Zordan.
Sono 56 i ristoranti premiati con le Tre Forchette. Alle spalle dei primi tre, Atelier Moessmer Norbert Niederkofler a Brunico (BZ) e Uliassi a Senigallia (AN) raggiungono 96/100, seguiti da Le Calandre a Rubano (PD) con 95/100. Le migliori trattorie sono rappresentate dai 61 Tre Gamberi, mentre 21 locali ricevono le Tre Bottiglie, a testimonianza dell’attenzione riservata ai luoghi in cui la selezione del vino è parte centrale dell’esperienza.
I Premi Speciali raccontano le diverse direzioni della ristorazione contemporanea. Il riconoscimento Chef emergente va a Genya Malafronte di Legàmi, a Morro d’Oro (TE), mentre Sextantio – Cucina, a Santo Stefano di Sessanio (AQ), è la Novità dell’anno. Cascina Lago Scuro, a Stagno Lombardo (CR), riceve il premio Cucina e territorio; a daGorini, a San Piero in Bagno (FC), va quello per il Menu degustazione dell’anno e a Somnium, a Eboli (SA), il premio Ricerca e innovazione.
Sono tre le professioniste premiate come Pastry chef dell’anno: Ambra Campodonico del Ristorante Sentiero all’Elba, Rosita Mammone di Uliassi a Senigallia e Martina Tramis di Lilith a San Cesario di Lecce (LE). Il premio Miglior ospitalità va a Michela Scarello di Agli Amici dal 1887, a Udine; Luca Belleggia del Pagliaccio di Roma è il Miglior sommelier. Al Ristorante Del Lago di Bagno di Romagna (FC) il riconoscimento per la Miglior carta dei vini, a Hebbo di Dobbiaco quello per la Miglior mescita.
La guida rende inoltre omaggio a Dal Pescatore Santini, Enoteca Pinchiorri e Don Alfonso 1890, Tre Forchette fin dalla prima edizione del 1990. Accanto ai riconoscimenti per il rapporto qualità prezzo, le avanguardie e le migliori cucine del mondo, compare la selezione “Ci tornerei domani”, che riprende il filo conduttore dell’edizione. Il percorso prosegue anche sul digitale: i contenuti della guida diventano interrogabili, geolocalizzati e indicizzati sui motori di ricerca, raccogliendo la sfida dell’intelligenza artificiale.
