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Strattoria si rinnova: nuovi spazi, nuova energia e cucina identitaria

Ad Arona, sulle prime alture del Lago Maggiore, il ristorante dello chef Alessio Rossi riapre dopo un importante intervento di rinnovamento, con nuovi spazi pensati per valorizzare l’esperienza dell’ospite e una proposta gastronomica sempre più matura, personale e profondamente legata al territorio.

C’era la necessità di evolversi, di ripensare gli spazi e accompagnare la crescita di una cucina in continua trasformazione. Da questa esigenza nasce il nuovo volto di Strattoria, il ristorante situato nel borgo di Montrigiasco, sulle prime alture del Lago Maggiore, a pochi chilometri dalla Statua di San Carlo di Arona.

Dopo alcuni mesi di lavori, il ristorante riapre con ambienti completamente rinnovati e un’identità ancora più definita, mantenendo al centro del progetto la cucina dello chef Alessio Rossi, giovane talento del territorio che negli ultimi anni si è distinto per una proposta capace di coniugare tecnica, creatività e profondo legame con il Lago Maggiore e con la rete di piccoli produttori locali che da sempre rappresentano il cuore della sua filosofia gastronomica.

La riapertura è il naturale punto di arrivo di un percorso di crescita che negli ultimi anni ha portato Strattoria a diventare uno degli indirizzi gastronomici più interessanti della sponda piemontese del Lago Maggiore, grazie a una cucina contemporanea che dialoga costantemente con il territorio senza rinunciare alla ricerca e alla sperimentazione.

Un ristorante dove ogni spazio dialoga con la cucina

Il nuovo progetto nasce da una convinzione precisa: in un ristorante ogni elemento deve essere pensato per dialogare positivamente con gli altri. La cucina deve essere funzionale, moderna e capace di permettere alla brigata di lavorare nelle migliori condizioni possibili. La sala, invece, deve accogliere l’ospite in un ambiente elegante, armonioso e confortevole, trasformando il tempo trascorso al ristorante in una vera esperienza di ospitalità.

La sala diventa così il palcoscenico naturale del menu. Camerieri, sommelier e maître accompagnano gli ospiti lungo un percorso costruito dalla brigata di cucina, mentre ogni piatto diventa il capitolo di un racconto che parla di lago, boschi, stagionalità e tradizioni piemontesi reinterpretate con uno sguardo contemporaneo.

Tra le principali novità del progetto spicca l’ampia vetrata che mette in dialogo cucina e sala, eliminando ogni distanza tra chi crea il piatto e chi lo vive a tavola. Accanto ad essa trova spazio un nuovo bancone affacciato direttamente sulla cucina, pensato per gli ospiti che desiderano vivere un’esperienza ancora più coinvolgente, osservando da vicino il lavoro dello chef e della sua squadra, i gesti della cucina e il ritmo del servizio.

All’esterno nasce invece un nuovo dehors completamente vetrato e climatizzato, progettato per essere utilizzato durante tutto l’anno e per valorizzare il panorama e il verde che circondano il ristorante, offrendo una prospettiva diversa sul territorio in ogni stagione.

Una cucina che racconta il Lago Maggiore

Se gli spazi cambiano, il cuore del progetto rimane la cucina di chef Alessio Rossi. Una cucina che nasce dal territorio e trova nel Lago Maggiore, nei boschi dell’Alto Piemonte, nella selvaggina, nel pesce d’acqua dolce, nelle erbe spontanee e nel lavoro dei piccoli produttori locali la propria principale fonte di ispirazione. Materie prime e paesaggi diventano così gli strumenti attraverso cui dare vita a una proposta gastronomica personale, riconoscibile e profondamente legata alla propria terra.

La collaborazione con i Presìdi Slow Food e con realtà agricole del territorio rappresenta un vero e proprio metodo di lavoro che permette alla cucina di seguire il ritmo naturale delle stagioni e di valorizzare prodotti spesso dimenticati o poco utilizzati dall’alta ristorazione.

Due percorsi, una sola filosofia

Il rinnovamento degli spazi si accompagna anche a un’importante evoluzione dell’offerta gastronomica. Accanto alla proposta bistrot prende forma un percorso degustazione sempre più ambizioso, pensato per raccontare la visione culinaria dello chef attraverso alcune delle sue creazioni più rappresentative.

“Al Mano Libera dello Chef” è il menu che lascia piena libertà creativa ad Alessio Rossi e alla sua brigata, con un percorso che cambia seguendo stagionalità, disponibilità delle materie prime e ispirazione del momento.
“Dalla Terra all’Acqua” rappresenta invece la sintesi più autentica della cucina di Strattoria e del territorio che la circonda. Un viaggio che attraversa lago, boschi e montagne attraverso piatti come il luccio perca in carpione affumicato all’abete, il risotto alle erbe con jus di vitello e acetosella, i gyoza di lepre e il cervo al sottobosco, fino alla reinterpretazione del tradizionale bonet piemontese. Due percorsi differenti ma accomunati dalla stessa filosofia: valorizzare il territorio del Lago Maggiore e dell’Alto Piemonte attraverso una cucina contemporanea, personale e riconoscibile.

La nuova anima bistrot

Accanto al fine dining nasce anche una nuova proposta bistrot, più immediata e conviviale, ma fedele agli stessi principi che guidano la cucina del ristorante. Qui trovano spazio piatti della memoria piemontese come la lingua al bagnetto verde e il vitello tonnato, insieme a preparazioni più contemporanee come la lasagnetta di lago allo zafferano, i maccheroncini ripieni di Fassona, il calamaro con patate e provola affumicata o la pancia di maiale glassata alla birra con mele Pink Lady. Una cucina più accessibile nel formato ma non nella qualità delle materie prime, pensata per chi desidera avvicinarsi alla filosofia di Strattoria attraverso un’esperienza più informale e dinamica.

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