Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Lunedì 18 Dicembre 2017

Take In: il ristorante dove si mangiano i piatti di altri ristoranti

A Helsinki un nuovo format che ribalta il concetto di “take away”. Un locale senza cucina dove si entra, ci si siede e si ordinano via app i piatti preferiti dei menu di 20 ristoranti della città convenzionati. Un esperimento di “social eating” per fare nuove conoscenze grazie ai tavoli condivisi e che potrebbe essere replicato in molte parti del mondo, Italia compresa

Esiste un ristorante fatto di 20 ristoranti ma senza cucina. Si chiama Take In, e ribalta sin nel nome il concetto di “take away”.

Take In è nato a gennaio in Finlandia, a Helsinki, ed è sponsorizzato da American Express e dalla popolare app Wolt. Per ora si tratta di un esperimento (la sua fase di rodaggio, per così dire, terminerà ad aprile) che verte tutto sul concetto di asporto, da consumare però all’interno del locale.

Dunque parliamo di uno spazio adibito con coperti (50) dove mangiare come in un vero e proprio ristorante. Solo che Take In, come detto, non ha cucina e offre ai suoi clienti solo le portate dei menu di circa una ventina di attività convenzionate della zona circostante.

Take In funge da aggregatore quindi, facendo trovare di tutto e di più a chi si siede ai suoi tavoli: pizza, sushi, specialità light, o bio, o gluten free.

E funge da aggregatore anche con il pubblico Take In, perché l’idea si basa sul fenomeno sempre più in voga di social eating: tavolate da minimo due persone e l’obiettivo di creare un salotto in città in cui fare nuove conoscenze, magari in pausa pranzo dal lavoro.

Uno spazio condiviso, quasi una fraschetta 2.0 dove invece di portarsi il cibo da casa lo si ordina via smartphone.

Come funziona Take In è presto detto: non è richiesta alcuna prenotazione e non si paga nulla all’ingresso. Si entra, ci si accomoda, si consultano i menu dei vari ristoranti, si ordina il proprio piatto preferito tramite l’app e poi aspetta che il pasto arrivi dalle mani del fattorino di turno (non più di 40 minuti, il tempo di fare due chiacchiere con i propri commensali).

Se gli esiti del format saranno positivi, vista la regia di American Express, è lecito pensare che Take In possa essere replicato in molte parti del mondo, Italia compresa.

D’altronde l’offerta per gli ospiti è davvero vantaggiosa (svariate opzioni di scelta per mettere d’accordo tutti e la possibilità di farsi nuovi amici). Ma i ristoranti come la prenderanno?