Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Mercoledì 14 Aprile 2021

This is Not a Sushi Bar: la quinta apertura a Milano con tavoli e “consolle” per i sushi-men

Il format di sushi di qualità che lavora soprattutto su delivery apre il primo punto vendita a Milano dedicato alla degustazione in loco.

Un format che è diventato iconico grazie a una negazione: This is not a Sushi Bar. E potremmo continuare a lungo: this is not a menu, this is not a door…Una trovata di marketing che però coglie l’essenza di questo “Unconventional sushi”, marchio fondato nel 2007 come come digital company per mano di tre ex consulenti e poi diventata ristorante di successo.

Delievery efficace ancor prima delle App

Caratteristica principale del format è il delivery, la consegna direttamente a casa, gestito in modo centralizzato da un software sviluppato internamente, introdotto per il sushi a Milano molto prima della comparsa delle delivery app e prima che la consegna a domicilio diventasse un’abitudine. L’efficienza dimostrata dal sistema sviluppato per gestire processi, dati e ordini sta inoltre aprendo le porte alla nascita di una start-up tecnologica dedicata al delivery nella ristorazione. “Un motivo d’orgoglio – spiega spiega Matteo Pittarello, co-fondatore e presidente di This is not – è il fatto che i nostri consegnatori, in controtendenza rispetto a quello che raccontano oggi le cronache del settore, siano regolarmente assunti con stipendi commisurati all’importanza del loro lavoro: per i clienti che li accolgono a casa o in ufficio sono il volto e la voce di This is not.”

Non solo delivery: tutti seduti in Via Raffaello Sanzio

Ma visto che l’evoluzione è sempre necessaria, This  is not a Sushi Bar ha  appena inaugurato il quinto punto vendita che prevede un ambiente accogliente e funzionale per gustare il sushi comodamente seduti.  Con la nuova apertura cambia l’approccio alla community di clienti: “Pur rimanendo la catena milanese del sushi a domicilio – continua Pittarello – abbiamo voluto creare un ambiente più accogliente e funzionale rispetto agli altri quattro ristoranti per favorire il consumo in loco e per farci conoscere e vedere all’opera dalle migliaia di clienti affezionati che generalmente interagiscono con noi tramite sito, app o social media.”

Un’estate da “Sushi dj”

Il passaggio da un design estremamente minimale a uno più articolato, realizzato per il nuovo negozio dall’architetto Andrea Langhi, incarna la volontà di raccontare attraverso forme e colori l’identità di This is not a sushi bar: non un ristorante etnico (a partire dal nome, non giapponese), non un ristorante tradizionale, bensì un luogo d’incontro, non solo virtuale, per una community non convenzionale. A caratterizzare la cucina è la console ergonomica studiata per i sushi men: un piano di lavoro che si sviluppa attorno ai cuochi e che permette loro di avere ingredienti e strumenti a portata di mano, semplificando la preparazione.Siccome per noi preparare sushi è come combinare e assemblare note di gusto – spiega Jerome Fandiño, a capo della squadra di sushi men – adesso che abbiamo una vera e propria console studiata per noi hanno deciso di definirci sushi dj.”

Cosa si mangia?

Le ricette proposte dal ristorante, gestito da italiani e con in cucina personale in prevalenza filippino, non rispecchiano le aspettative dei puristi del sushi, ma sono frutto di sperimentazioni, contaminazioni e ispirazioni che si sono susseguite nel tempo. Il “menu privè”, ad esempio, compaiono l’uramaki Santa Monica, un inno all’avocado californiano, gli uramaki Broadway e Black Rainbow impreziositi dal sesamo placcato in oro alimentare e messo in risalto dal nero di seppia in cui è bagnato il riso e l’Hip Hip Urràmaki nato per festeggiare i 10 anni di attività racchiudendo in un unico roll i “pesci” più venduti fino a quel momento. Il primo piatto a comparire in menu è stato il cirashi sbagliato, ovvero una rivisitazione del noto piatto giapponese che vede unire gli ingredienti immancabili nella dispensa di uno studente o di un single: riso, tonno e maionese.  La proposta gastronomica è studiata per soddisfare anche le esigenze di vegetariani (ad esempio l’uramaki green valley, con pomodori secchi e philadelphia) e vegani (con il futomaki vegan, un roll ripieno di insalata, avocado e cetriolo).

Da non perdere: l’uramaki Raffaello

Con l’inaugurazione del quinto shop nasce l’uramaki Raffaello, un roll di riso con alga nori, salmone bagnato nel cognac, scaglie di cioccolato fondente, fragole, avocado, pepite di cioccolato e semi di sesamo dorati.

Info utili

This is not a Sushi Bar

Via Raffaello Sanzio 27 – nuova apertura

tel. 0225061874