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Tivoli Palazzo Gaddi: la cucina di Iside De Cesare a Firenze

All’interno di Tivoli Palazzo Gaddi, splendida struttura alberghiera fiorentina, la chef patronne dello stellato “La Parolina” propone un’esperienza gastronomica tra tradizione toscana, grande tecnica, sapori decisi e un contesto da incanto. 

Appassionata, determinata, inarrestabile. Iside De Cesare è così ed è forse anche per questo, oltre che per la sua mano inconfondibile che plasma con amore e decisione la materia prima rendendola un trionfo per il palato, che la sua “Parolina” di Trevinano è diventata un punto di riferimento per quanto riguarda l’alta cucina nell’incontaminata campagna laziale. Ed è con lo stesso piglio e il passo deciso che ci ha portato alla scoperta dello splendido hotel Tivoli Palazzo Gaddi che, a Firenze, è diventato il tempio toscano della sua filosofia di cucina.

“Sono qui regolarmente ogni settimana. Ho scoperto che Trevinano e Firenze non sono poi così lontane. – scherza la chef – Qui al Tivoli Palazzo Gaddi ho portato una gran parte della mia idea di cucina, fondendola però con l’inventiva dello chef resident Salvatore Canargiu che, dopo lavorato con me in cucina, ha avuto esperienze importanti all’estero, prima di approdare qui a Firenze”. 

Originario di Barletta, Canargiu, dopo un’esperienza lavorativa alla Parolina, infatti, ha avuto modo di affinare la sua tecnica a Londra, prima nella cucina di Le Gavroche, sotto la guida dello chef Michel Roux, poi in quella di Caractère per poi approdare al Peninsula hotel London prima di rientrare in Italia al fianco di De Cesare.

credit. ItaliaSquisita.net

L’atmosfera del Tivoli Palazzo Gaddi

L’hotel, secondo in Italia della proprietà, sorge nel centro storico della città, all’interno di quelle che erano due palazzine del sedicesimo secolo. A due passi dal Duomo, dalle Cappelle Medicee e dagli Uffizi, la struttura mantiene intatto il fascino del Rinascimento Italiano, valorizzato dal lavoro attento dei designer che hanno contribuito a rimodernarla senza perdere l’identità e la nobiltà degli spazi interni, impreziositi da dipinti e affreschi d’epoca.

Ricercatezza, lusso discreto, intimità e amore per la città si riflettono nell’arredamento, dove materiali naturali come legno e cuoio ben si sposano con foto e quadri che rappresentano alcuni dei momenti più iconici di Firenze come il calcio storico e la Mille Miglia.

Tre gli outlet presenti all’interno dell’Hotel: il Milton by Iside De Cesare con proposta all day long in versione bistrot, il fine dining Terrae  by Iside De Cesare che, partendo da una materia prima d’eccellenza mescola l’esperienza stellata de “La Parolina” alle tecniche di stampo francese, e Aria Rooftop by Iside De Cesare, fantastica e panoramica terrazza dove rilassarsi per un aperitivo con vista sui tetti e i monumenti della città, in primis il Duomo. 

Il Secret Garden arricchisce ulteriormente l’esperienza gastronomica, offrendo una location d’eccezione dove natura e tranquillità accompagnano la colazione, lo spuntino, il pranzo o un aperitivo durante la bella stagione. A completare l’offerta, la Tea Room by Iside De Cesare (ve ne avevamo parlato qui) propone un momento di relax all’insegna del tè, con proposte dolci e salate preparate in casa dalla chef patronne.

Il viaggio nel gusto del ristorante Terrae by Iside De Cesare

Un viaggio gastronomico autentico è quello promesso alla tavola del ristorante Terrae. Aperto solo di sera, qui si può mangiare à la carte o lasciarsi guidare nei percorsi degustazione che rappresentano la filosofia degli chef.

“La proposta gastronomica del fine dining è un’unione di identità tra me e Simone. – spiega Iside – Si tratta di un bellissimo lavoro di ricerca ma anche di lavoro tra generazioni. C’è tanta identità nel lavoro della carne e del pesce. Come a La Parolina, il punto centrale rimane il sapore, ma anche l’estetica ha il suo ruolo”. 

L’offerta in carta prevede piatti di terra e di mare, oltre ad arricchire la scelta inserendo e valorizzando anche la componente vegetale. Territorialità, sostenibilità e rispetto rendono Terrae by Iside De Cesare un approdo sicuro ed elegante dove incontrare con naturalezza la pienezza del gusto. Un’autenticità che consolida costantemente la tradizione, attraverso tecnica e ricerca costante.

La toscanità del bistrot Milton by Iside De Cesare

Caldo e accogliente, il Milton – prende il nome dal celebre scrittore inglese John Milton che proprio nel Secret Garden dell’hotel scrisse “Il Paradiso Perduto” – è arredato in stile british. Alle pareti, tra comodi divani e un grande camino, una collezione di quadri che riportano le testimonianze degli ospiti sul loro soggiorno al Palazzo Gaddi, ognuna in una lingua diversa, creando un percorso artistico che culmina in una scritta sopra il camino che recita: “We enjoyed our stay here”.

Sulla tavola del bistrot, artigianalità, ingredienti e sapori toscani la fanno da padroni. Le materie prime utilizzate sono quasi esclusivamente locali, dai salumi ai formaggi ma anche carni e legumi. Un filo conduttore che collega ogni momento della giornata, dalla colazione alla cena.

Ed è proprio la colazione uno dei momenti cari alla chef Iside. La cura in ogni dettaglio si percepisce nell’ampio e variegato buffet. Un vero ” Wunderkammer” ricreato anche nelle decorazioni tra uccelli rari, conchiglie e coralli. Alla meraviglia per gli occhi corrisponde lo stupore delle papille stimolato da prodotti home made come i croissant appena sfornati, le soffici torte da credenza, i biscotti e pasticcini decorati con frutta di stagione. E poi i già citati salumi e formaggi locali accompagnati da una ricca selezione di pani artigianali. In più, si possono ordinare alla carta piatti espressi di natura internazionale, realizzati con ingredienti freschi attentamente selezionati.

Il pasto è un tripudio di sapori e profumi toscani. Ad aprire le danze è il cestino del pane (rigorosamente home made), accompagnato da un olio che profuma di famiglia, realizzato infatti dall’azienda di proprietà di F&B Manager Mirko Eutizi nella Tuscia viterbese.

Tra gli antipasti spicca l’Uovo cotto a bassa temperatura, scrigno di fagioli, scaglie di tartufo e crosta di pane. Il piatto, che ricorda nei profumi l’essenza più autentica della campagna toscana, va a ricreare visivamente un uovo con il suo guscio. 

Tra i primi, da non perdere il Tortello all’uovo ripieno di stracotto di manzo e i Plin di pappa al pomodoro con crema di parmigiano. Su tutti, per gusto e succulenza, sono però i Pici conditi con un ricco ragù toscano cotto 36 ore. 

Scioglievole e appagante, tra i secondi, lo Stracotto di manzo al Chianti Classico cotto quasi 3 ore con patate novelle. Per gli amanti del pesce non manca però il pescato del giorno in guazzetto toscano. 

Trattandosi si un bistrot di hotel, il Milton propone anche una serie di piatti “all day long” come hamburger, pizza e sandwich. 

La carta dei vini predilige i locali toscani come Trebbiano toscano e Sangiovese ,ma non mancano etichette provenienti da tutte le regioni, dall’Alto Adige alla Sicilia.

Il volo di Aria Rooftop by Iside De Cesare

Il tema del viaggio già presente nella lobby dell’hotel, si manifesta ancora più preponderante nell’incantevole Aria Rooftop. Le mongolfiere sono un invito a viaggiare leggeri e spensierati, pur rimanendo tra le bellezze della città ben visibile dalla terrazza al sesto piano dell’hotel con il Duomo che si staglia all’orizzonte. 

Tra caldi tramonti e bellezze senza tempo, l’avventura da Aria si vive sorso dopo sorso attraverso i cocktail signature proposti in carta. Protagonisti insieme ai drink sono gli sfizi della chef Iside come la “Bolla”, un must gastronomico dell’aperitivo che con il suo impasto croccante e leggero in forma sferica, farcito con una varietà di ingredienti freschi che spaziano dai carpacci di mare e di carne fino a diverse opzioni vegetali.

Un trionfo di bellezza e sapori decisi, dunque, in ogni momento della giornata e in ogni spazio dell’hotel che, come una grande Stanza delle Meraviglie, traghetta turisti interni e ospiti esterni in percorsi immersivi tra le colline verdeggianti della Toscana con qualche piccola incursione anche nella campagna Laziale, lì dove brilla luminosa la stella de La Parolina.

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