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Trattoria del Pescatore sbarca sulla spiaggia di Marinella

trattoria del pescatore

La storica insegna milanese fondata dalla famiglia Ardu guiderà Trattoria del Pescatore, il ristorante pieds dans l’eau del cinque stelle di Porto Rotondo a partire dal 15 maggio.

C’è una Sardegna che continua a raccontarsi attraverso i ritorni, le radici e le storie di famiglia. Ed è proprio questa la direzione scelta dall’Abi d’Oru, storico resort cinque stelle affacciato sul Golfo di Marinella, che per la stagione 2026 affida il ristorante fronte mare alla Trattoria del Pescatore, insegna di riferimento della cucina di mare a Milano da quasi cinquant’anni.

L’apertura è prevista per il 15 maggio e segna un passaggio importante per la struttura di Porto Rotondo, che in un momento in cui molte destinazioni di prestigio si affidano a grandi firme internazionali, sceglie invece una strada diversa, più autentica e identitaria: quella di una famiglia, della sua storia e di una cucina essenziale, costruita nel tempo sul rispetto della materia prima e su un’idea di ospitalità schietta, concreta, senza sovrastrutture.

Una scelta controcorrente che mette al centro persone e autenticità

Fondata nel 1976 da Agnese Atzeni e Giuliano Ardu, originari di Morgongiori, in provincia di Oristano, la Trattoria del Pescatore è stata tra le prime realtà a portare a Milano una cucina di mare di chiara ispirazione sarda. Un progetto nato dalla visione dei fondatori e cresciuto nel tempo mantenendo intatta la propria identità.

Oggi, accanto ad Agnese e Giuliano, ci sono anche i figli Nicolas e Cristian, insieme allo chef Andrea Bortolotti, da oltre sedici anni ai fornelli del locale milanese. In Sardegna la famiglia Ardu porta non solo alcuni dei piatti che ne hanno segnato il successo, ma anche un preciso modo di intendere la ristorazione: accoglienza diretta, attenzione al cliente, centralità del pescato e gusto per una cucina che non ha bisogno di eccessi per farsi ricordare.

A sottolineare il senso della scelta è Diana Zuncheddu, amministratore delegato dell’Abi d’Oru: “Abbiamo fatto una scelta controcorrente affidandoci alla Trattoria del Pescatore. Una famiglia che da sempre propone una cucina schietta, dove il pescato è protagonista e l’ospite al centro dell’esperienza. Una visione in sintonia con la nostra identità e con gli altri ristoranti dell’hotel, Mediterraneo e Tzia Maria”.

Famiglia Ardu e Andrea Bortolotti

Il valore dell’oste e una ristorazione che torna all’essenza

Uno degli aspetti più significativi di questa nuova collaborazione è il ritorno a una figura sempre più rara nella ristorazione contemporanea: quella dell’oste, del padrone di casa che vive la sala, segue il servizio e costruisce un rapporto diretto con l’ospite.

Alla guida del ristorante ci sarà infatti Giuliano Ardu, presenza centrale nell’esperienza del Pescatore, capace di dare continuità a quel modello di ristorazione familiare che ha reso il locale milanese un punto di riferimento nel tempo. È proprio questo approccio, fatto di calore umano e autenticità, che la famiglia Ardu porterà anche sulla spiaggia di Marinella.

“In questi anni ci hanno proposto diverse collaborazioni – spiegano Agnese e Giuliano Ardu – ma abbiamo sempre preferito restare fedeli alla nostra identità. L’Abi d’Oru è Sardegna, la nostra terra. Qui abbiamo ritrovato un’ospitalità che mette al centro le persone e la stessa attenzione per gli ingredienti che sono alla base dei nostri piatti. Guidare il ristorante sulla spiaggia, proprio nell’anno del nostro cinquantesimo anniversario, è stata una scelta naturale: una nuova avventura che profuma di ritorno a casa e nella quale ci sentiamo perfettamente a nostro agio”.

Il menu: i piatti simbolo del Pescatore arrivano a Porto Rotondo

Il ristorante sarà aperto anche agli ospiti esterni, con una proposta pensata per valorizzare i diversi momenti della giornata: a pranzo con un’offerta più leggera e informale, a cena con il menu completo.

In carta arriveranno alcuni dei piatti più rappresentativi della Trattoria del Pescatore, a partire dall’astice alla catalana, diventato negli anni uno dei simboli del locale milanese. Accanto a questo, ci saranno i paccheri del Pescatore con pesce spada, peperoni, calamari e bottarga e le lorighittas di Morgongiori all’aragosta, interpretazione marinara della tradizionale pasta del paese d’origine della famiglia Ardu.

Non mancheranno le proposte del giorno e il pescato fresco locale, valorizzato soprattutto la sera anche attraverso la cottura alla griglia, in linea con una cucina che punta sulla qualità dell’ingrediente e sulla sua leggibilità nel piatto.

Tra aperitivi, take away e servizi dedicati agli ospiti del resort

Tra le novità della stagione debutta anche la Lobster Hour, nuovo appuntamento dedicato al momento dell’aperitivo, con protagonisti crostacei e crudi, accompagnati da bollicine sarde e cocktail realizzati con spiriti isolani.

A completare l’offerta ci sarà inoltre un servizio di take away, pensato per chi desidera gustare i piatti del Pescatore in una dimensione più riservata, nella privacy della propria villa oppure a bordo del proprio yacht. Un dettaglio che rafforza il posizionamento del resort e ne amplia l’esperienza gastronomica, mantenendo però intatta l’impronta identitaria del progetto.

Abi d’Oru, un’icona dell’ospitalità sarda dal 1963

Quella dell’Abi d’Oru è una storia profondamente legata alla nascita dell’ospitalità di alto profilo nel nord Sardegna. Inaugurato nel 1963, è considerato il primo hotel di Porto Rotondo e della Costa Smeralda e continua ancora oggi a rappresentare una delle insegne storiche dell’accoglienza isolana.

Voluto dal conte Vittorio Cini, patron di Ciga Hotels e mecenate italiano, il resort fu progettato dall’architetto sardo Simon Mossa, che ne immaginò la struttura riprendendo la geometria degli alveari. Un segno architettonico distintivo, tanto originale da essere pubblicato sulle principali riviste di settore dell’epoca.

Le 131 camere, tra cui 17 junior suite, 26 suite e 2 signature suite, guardano quasi tutte il mare e raccontano, negli arredi e nelle atmosfere, una Sardegna elegante e profondamente mediterranea. A separare gli ambienti dalla spiaggia di Marinella ci sono solo il giardino, la piscina e un laghetto naturale, in uno dei tratti costieri più affascinanti del nord-est dell’isola.

Completano l’offerta del resort i ristoranti Mediterraneo, Tzia Maria e ora Trattoria del Pescatore, insieme all’Abi Spa, alla Private Spa e a una proposta dedicata allo sport che comprende campi da tennis, campo da calcio a cinque, palestra e sport acquatici.

La storia della Trattoria del Pescatore, da Milano alla Sardegna

La storia della Trattoria del Pescatore inizia nell’ottobre del 1976, quando Giuliano Ardu, insieme alla moglie Agnese Atzeni e alla famiglia, trasforma una modesta trattoria milanese in uno dei primi indirizzi cittadini dedicati alla cucina di mare.

Arrivati dalla Sardegna, i fondatori portarono con sé ingredienti allora poco conosciuti nel capoluogo lombardo, come la bottarga di muggine e il pane filone, croccante fuori e morbido all’interno. Da lì nacquero anche piccoli rituali diventati nel tempo tratti distintivi del locale, come il pecorino sardo servito direttamente dalla forma e il mirto ghiacciato a fine pasto.

Il piatto che più di tutti ha segnato il percorso della trattoria resta però l’Astice alla Catalana. Partendo dalla ricetta tradizionale algherese, la versione firmata da Giuliano Ardu — con l’aggiunta di pomodoro e cipolla rossa — ha conquistato generazioni di clienti, diventando un classico della ristorazione di mare a Milano e contribuendo a diffondere una nuova interpretazione di questo grande piatto anche in Sardegna.

Un’apertura che sa di ritorno

L’arrivo della Trattoria del Pescatore all’Abi d’Oru non è soltanto una nuova apertura stagionale. È l’incontro tra due storie che hanno nella Sardegna il loro punto di origine e di approdo. Da una parte un resort simbolo dell’ospitalità isolana, dall’altra una famiglia che ha portato il mare e i sapori dell’isola a Milano, costruendo un’identità forte e riconoscibile.

Nel ristorante sulla spiaggia di Marinella, da metà maggio, queste due traiettorie si ritroveranno in una proposta che parla di cucina di mare, accoglienza e memoria. E che, più che inseguire le mode, sembra voler riaffermare il valore delle cose fatte bene, con semplicità e verità.

Info utili

Abi d’Oru

Golfo di Marinella, Porto Rotondo
Sito hotel

Trattoria del Pescatore
Sito trattoria

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