Al Seven Restaurant di Palermo la cucina “nostalgicontemporanea” di chef Fausto Manera.
Nel cuore di Palermo, tra storia urbana e contemporaneità il Seven Restaurant dell’Hotel Ambasciatori rappresenta un fiore all’occhiello della ristorazione del capoluogo siciliano, non solo per l’unicità della vista mozzafiato che domina la città dall’alto, ma anche per la proposta gastronomica firmata dallo chef Fausto Matera.
La possibilità di fare colazione, prendere un aperitivo, pranzare o cenare presso alberghi, dimore storiche e Bed and Breakfast di lusso anche per chi non vi alloggia, è una moda in voga già da tempo al Nord e Centro Italia, che, solo più di recente, si sta facendo sempre più strada anche al Sud. L’apertura di questi luoghi, normalmente destinati ad essere fruibili solo per gli ospiti delle strutture ricettive, offre, infatti, la preziosa opportunità anche agli avventori locali di godere della bellezza di spazi di cui, altrimenti, non potrebbero conoscere la bellezza.


A cogliere questo spunto interessante, tra gli altri, anche il Seven Restaurant Rooftop Garden, il ristorante posto all’attico dell’Hotel Ambasciatori nella centralissima Via Roma a Palermo, che dispone di una terrazza dal panorama mozzafiato. Il locale, dalla cui terrazza è possibile ammirare i principali monumenti della città, offre un’atmosfera raffinata e accogliente al contempo, una elegante dimora i cui colori caldi e le luci soffuse regalano un ambiente in cui si respira tranquillità e benessere.

Questa fase di rinnovamento nasce da un nuovo progetto che vede la seconda generazione della famiglia aver preso le redini dell’albergo con lo scopo di portare in esso una ventata di freschezza: il risultato è un format “easy” atto a “sdrammatizzare” luoghi spesso considerati inaccessibili. E, a proposito di rinnovamento, dal momento che la cucina è il cuore pulsante di ogni ristorante, la nouvelle vague del Seven Restaurant parte proprio da qui.
Due chiacchiere con lo chef Manera
Fausto Matera, classe ’89, è un giovane chef palermitano che ha fatto della passione per la cucina una vera e propria vocazione, trasformandola in una carriera consolidata e di successo nel corso di oltre 15 anni. Il suo percorso professionale è stato caratterizzato dall’impegno costante nell’esplorare le molteplici possibilità offerte dal mondo gastronomico, con l’obiettivo di portare alla luce la creatività e la tradizione in ogni piatto.

Dopo diverse esperienze in alcune delle cucine più prestigiose e rinomate, incluse quelle stellate, dove ha avuto l’opportunità di affinare le proprie competenze tecniche e professionali, ha lavorato in ambienti che richiedono un elevato livello di disciplina, precisione e rispetto delle gerarchie, principi che sono diventati parte integrante del suo approccio quotidiano alla cucina. Due anni fa è approdato alla cucina del Seven con il ruolo di sous chef fino a prenderne, l’anno successivo, in mano le redini.
“Ogni esperienza ha contribuito a rafforzare il mio impegno per la qualità, l’ordine e la pulizia, aspetti essenziali in ogni cucina professionale, permettendomi di sviluppare un approccio equilibrato tra la tradizione e la costante ricerca dell’innovazione” ci racconta chef Manera.
Molto più di una semplice presentazione culinaria, il percorso gastronomico ideato da chef Manera, rappresenta un’occasione di confronto tra cucina, territorio e narrazione che ha l’intento di offrire agli ospiti un’esperienza autentica, capace di restituire senso, identità e profondità al gesto gastronomico, in un contesto che dialoga con la città e con il suo tempo.
La filosofia gastronomica che ispira i piatti del giovane chef palermitano ruota attorno ad una cucina consapevole, essenziale e radicata, in cui la tecnica non è mai esibizione ma strumento di precisione. “La mia filosofia culinaria si fonda sulla continua ricerca della qualità e sull’uso di ingredienti freschi, genuini e stagionali. Una fusione di tradizioni culinarie che spaziano dalle raffinatezze della cucina francese alla cucina mediterranea, con un’integrazione di influenze provenienti dalle diverse culture visitate. Ogni piatto è concepito come un incontro tra cultura, storia e tradizione, e racconta una storia attraverso ingredienti e tecniche che celebrano la bellezza della cucina” prosegue.
Il percorso gastronomico ideato da Fausto Matera si muove lungo una linea chiara: valorizzare la materia prima attraverso equilibrio, rispetto e lettura contemporanea del territorio. Ogni piatto è pensato come parte di un racconto coerente, dove stagionalità, memoria e ricerca dialogano senza forzature. La cucina diventa linguaggio, capace di parlare di Sicilia senza stereotipi, evitando l’eccesso e privilegiando l’identità.
“La mia idea di cucina è concepita come esperienza immersiva, intima e misurata, in cui il ritmo del servizio, la scelta della location e il contesto narrativo concorrono a costruire un momento di ascolto e osservazione, prima ancora che di degustazione. Un invito a leggere la cucina non solo come risultato finale, ma come processo culturale” conclude.
Progetti futuri
Fausto Matera è sempre alla ricerca di nuove sfide e ispirazioni, convinto che ogni esperienza professionale contribuisca alla crescita e al perfezionamento delle proprie capacità culinarie. Il suo obiettivo è continuare a sorprendere il palato dei clienti, offrendo esperienze gastronomiche uniche che riflettano la sua visione della cucina come un’arte in continua evoluzione.
Il menù del Seven Restaurant
Un menu con proposte intraprendenti e contemporanee, mai banali, che strizzano l’occhio ad una cucina innovativa e coraggiosa che non lascia indietro vegetariani e vegani con piatti insoliti che solleticano e divertono la curiosità prima che il palato. Si comincia dall’antipasto: Uovo poché, spuma di capreggio, finferli e crumble di pane, un insieme ben calibrato di consistenze e sapori che vanno a nozze. Si prosegue con un primo semplice dal gusto delicato a base di Tagliolini freschi e tartufo nero.


Divertente il secondo, la Coto-lecca di ceci, agrodolce di melanzane e bagnetto verde, che alla vista ricorda un noto gelato a stecco da mangiare a morsi, croccante fuori, morbido all’interno da intingere in una salsa verde al basilico che fa il match con la melanzana in agrodolce.


I dessert, dulcis in fundo, sono poi un vero spasso: la Namelaka al cioccolato, nocciole, bolle di cacao all’amarena si scioglie in bocca e lascia in estasi il palato. Da provare anche il Tirami Choux al caffè, la Yuzu e matcha meringue tart, una cornucopia di sapori e consistenze e la Banana mousse, miso, arachidi, gelato al cioccolato salato per gli amanti dei sapori decisi e non scontati.
