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Doppio podio per León e Martínez nei World’s 50 Best ’23: il Sud America è “Central”

Assegnati ieri sera a Valencia i World’s 50 Best Restaurant. Conquista un importante doppio podio il Central di Lima e conferma la nuova forza del Sud America. Miglior italiano, Lido 84 di Riccardo Camanini al 7° posto. Massimo Bottura, cerimoniere d’eccezione. William Drew, parla di futuro della ristorazione, ricerca e profonda tradizione enogastronomica.

Ieri sera a Valencia, la 21esima classifica gastronomica mondiale ha decretato il Central, già ristorante di punta della capitale (e città più grande) degli chef Virgilio Martínez  (lo avevamo intervistato QUI) e Pía León, affiatata coppia nella vita e nel lavoro, come il N°1 dei The World’s 50 Best Restaurant.

Conquistando anche il podio del The Best Restaurant in South America 2023, Central Restaurante è una “doppia ode a quattro mani” al Perù, che conferma sempre più la centralità del Sud America con un menu che rende omaggio alla ricerca, recupero e valorizzazione della biodiversità unica degli ingredienti del Paese (sotto la guida di Mater Iniciativa, divisione impegnata nella ricerca) insieme alle sue tradizioni narranti, unitamente alla sempre più necessaria sostenibilità. Prendendo il posto del Geranium di Copenhagen – incluso quest’anno nella hall of fame dei ristoranti Best of the Best – il Central è seguito da Disfrutar (2) a Barcellona e Diverxo (3) a Madrid.

Il Sud America vanta complessivamente nove ristoranti, tra cui due new entry: Kjolle (28) a Lima e El Chato (33) a Bogotà. Segue l’Asia con sette ristoranti in classifica, tra cui Odette a Singapore, nominato The Best Restaurant in Asia (14), insieme alle new entry Le Du (15) e Gaggan Anand (17) a Bangkok e Sézanne a Tokyo (37). Due ristoranti a Dubai entrano in classifica per la prima volta: Trèsind Studio (11), nominato The Best Restaurant in Middle East & Africa, e Orfali Bros Bistro (46).

E l’Italia? Lo scorso anno l’Italia aveva portato a casa un ottimo bottino con sei ristoranti entrati nella Top 50 Best: il Lido 84, ristorante di Gardone Riviera (Brescia) di Riccardo Camanini; Le Calandre di Rubano (Padova) dei fratelli Alajmo, Uliassi di Senigallia, il ristorante Reale di Castel di Sangro (L’Aquila) regno di Niko Romito (già arrivato a Valencia), Piazza Duomo di Alba (Cuneo) guidato dal talentuoso chef Enrico Crippa, e l’altoatesino Norbert Niederkofler col St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina, ora chiuso per ristrutturazione.

Quest’anno è Riccardo Camanini a issare la bandiera italiana sulla settima posizione per l’Italia, mentre Niko Romito scende dalla quindicesima alla sedicesima, seguito da Mauro Uliassi (34), Max Alajmo (41) e Enrico Crippa (42).

Al Central siamo consapevoli della necessità di connetterci e umilmente accettiamo la grande sfida di conoscere e ri-conoscere questo bellissimo Paese ricco di input unici, paesaggi, cultura e tradizioni, storie da raccontare.

Il nostro team collaborativo lavora duramente per generare collegamenti e cercare di rendere visibili elementi che, nella vita di tutti i giorni, non possono essere visti da tutti. La missione che abbiamo intrapreso, il nostro principio, non ha meta né fine, ma si concentra su un costante movimento, osservazione e rispetto della temporalità e stagionalità che la terra ci impone.

Virgilio Martínez e Pía León

Il Sud America vanta complessivamente nove ristoranti, tra cui due new entry: Kjolle (28) a Lima e El Chato (33) a Bogotà. Segue l’Asia con sette ristoranti in classifica, tra cui Odette a Singapore, nominato The Best Restaurant in Asia (No.14), insieme alle new entry Le Du (No.15) e Gaggan Anand (No.17) a Bangkok e Sézanne a Tokyo (No.37). Due ristoranti a Dubai entrano in classifica per la prima volta: Trèsind Studio (No.11), nominato The Best Restaurant in Middle East & Africa, e Orfali Bros Bistro (No.46).

William Drew, Direttore dei contenuti della 50 Best Restaurant’s, sottolinea come “il mediterraneo” sia il vero protagonista – un unicum che vive in simbiosi e si muove assieme al team di una cucina – e di come la classifica dei 100 ristoranti migliori del mondo, premi speciali inclusi, disegnino con chiarezza un futuro e un’idea di ristorazione molto precisa. Un futuro in cui la sostenibilità, la ricerca e soprattutto un’idea profonda di tradizione enogastronomica giocano un ruolo decisamente sempre più “Central“.

PREMI SPECIALI 2023

Sul palco della ventunesima edizione è certa la presenza della chef messicana Elena Reygadas designata da questa giuria internazionale, già lo scorso aprile, quale “miglior chef donna dell’anno”.

  • Pía Salazar di Nuema, Quito, riceve il The World’s Best Pastry Chef Award, sponsorizzato da Sosa;
  • Il Beronia World’s Best Sommelier Award viene attribuito a Miguel Ángel Millán di Diverxo, Madrid;
  • Fyn a Città del Capo vince il Flor de Caña Sustainable Restaurant Award;
  • Table by Bruno Verjus (10) a Parigi porta a casa il Highest New Entry Award, sponsorizzato da Aspire Lifestyles;
  • Atomix (8) viene premiato col Villa Massa Highest Climber Award, essendo il ristorante di New York salito di 25 posti dal 2022;
  • Alchemist (5) a Copenaghen vince il Gin Mare Art of Hospitality Award;
  • L’Estrella Damm Chefs’ Choice Award va a Julien Royer di Odette a Singapore.


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