Dai Clay Pots sulla Torre Velasca alla pizza “illuminata” dei grandi maestri casertani: ecco le insegne che stanno cambiando il volto internazionale della città.
Non è solo una coincidenza, ma un cambio di paradigma: la città sta premiando i “concept verticali” dove la brace ancestrale giapponese e l’evoluzione dell’impasto campano diventano le nuove frontiere del lusso accessibile e del palato che viene ristuzzicato.
Milano sta vivendo infatti una metamorfosi gastronomica senza precedenti, guidata da due filoni apparentemente distanti ma uniti dalla stessa ricerca di radicalità: la nuova ondata orientale e il rinascimento della pizza d’autore. Se fino a pochi anni fa la cucina asiatica era confinata al sushi fusion e la pizza era un rito di quartiere, oggi queste due categorie si sono riappropriate della scena con un’energia internazionale.
Da un lato assistiamo al boom della brace giapponese (Robata) e della cucina Nikkei, che portano in città un’idea di “fun dining” dove il servizio d’élite si sposa con sapori vibranti e location scenografiche (come la nuova vita della Torre Velasca). Dall’altro, la pizza ha smesso di essere un prodotto “pop” per diventare un manifesto di agricoltura e tecnica. I grandi maestri casertani e napoletani non aprono più semplici pizzerie: sono avamposti culturali dove la scelta di un pomodoro o di un olio extravergine vale moltissimo, anche se fino adesso ci si è dimenticati di raccontarlo. Questa “esplosione” non è solo una moda, ma la risposta a un pubblico milanese che cerca identità forti, cotture primordiali (il fuoco, il carbone) e una qualità della materia prima a dir poco indiscutibile.
Ecco le insegne che stanno cambiando il volto internazionale della città.

SUSHISAMBA: il fun dining sulla vetta della Torre Velasca
Più che un ristorante, è un’esperienza multisensoriale che illumina il primo piano della restaurata Torre Velasca. Il brand globale del Sunset Hospitality Group porta a Milano il suo mix esplosivo di Giappone, Brasile e Perù. Sotto un soffitto scenografico in bambù, la cucina Nikkei dà il meglio di sé: ceviche di branzino con quinoa croccante, taquitos di aragosta e i celebri Clay Pots (riso cotto lentamente nel ferro con frutti di mare e uovo onsen). Servizio di altissimo livello e una Sambaroom dove dj set e cocktail scenografici (dai 12 ai 18 euro) allungano la serata in una location di design internazionale.
Piazza Velasca, 3/5, 20122 Milano MI – 02 3293 1735
SASA MARTUCCI – I MASANIELLI: la pizza “illuminata”
Sasà Martucci, classe ’83, ha fatto arrivare il suo credo casertano in zona Washington. Nato da una società con l’ex capitano dell’Inter Marcelo Brozović, il locale è un inno alla Campania dei piccoli produttori. Gli impasti sono eterei, studiati per anni tra i forni dello zio Francesco e il laboratorio di proprietà a Caserta. Da provare l’Ammiraglia (marinara con pomodorino giallo col pizzo e alici di Cetara) e la Why Not, tributo a Milano con brasato di ossobuco e crema di riso allo zafferano. In cucina un altro asso: lo chef Mimmo Di Raffaele, amico storico di Sasà, che firma piatti come il crudo di ricciola e spaghetti vongole e tartufo.
Via Romolo Gessi, 12, 20146 Milano MI – 02 3599 7778
ROBATA KAN: l’autentica brace giapponese in Porta Venezia
Dimenticate il sushi commerciale. In Viale Vittorio Veneto 18, il gruppo Zekkocho (15 ristoranti a Tokyo) ha aperto Robata Kan, primo locale europeo dedicato alla tecnica robatayaki. Ci si siede al bancone e si sceglie il pescato fresco esposto sul ghiaccio, che viene poi cotto a fuoco vivo sul carbone selezionato. Merluzzo marinato in miso, ricciola e Wagyu sono i protagonisti, spesso affumicati con legno di ciliegio. Da non perdere il riso cotto nel donabe di ferro (22-36€) e la sala tatami dove si cena scalzi, immersi in un’atmosfera che ricalca fedelmente le izakaya di Tokyo.
Viale Vittorio Veneto, 18, 20124 Milano MI – 375 131 0225


DRAGON KITCHEN: il “Prêt-à-Porter” cinese di Porta Vittoria
In via Carlo Foldi 8, Dragon Kitchen rompe gli schemi del ristorante cinese anni ’90. È un format contemporaneo, nato in Spagna, che punta su design ricercato e prezzi imbattibili. Il piatto simbolo è il Riso Kubak (riso soffiato mantecato al tavolo con frutti di mare, pollo e uovo crudo), ma meritano il viaggio anche i Jiaozi all’anatra e porcini con maionese piccante. Con un business lunch a 12,90€ e una cena media sui 25€, è la nuova “comfort zone” del quartiere per chi cerca qualità senza estremismi gastronomici.
Via Carlo Foldi, 8, 20135 Milano MI – 02 3652 8768
FUTURA PIZZERIA ROMANA: Luca Pezzetta alla conquista di Isola
Dopo il trionfo di Clementina a Fiumicino, Luca Pezzetta sbarca nel quartiere Isola portando l’autentica tonda romana stesa a mattarello. In via Pietro Borsieri 28, il lievitista laziale sfida la supremazia della napoletana con una pizza sottilissima, leggera e “scrocchiarella”, cotta in un forno artigianale studiato per esaltare il bordo brunito. Il menu è un viaggio tra memoria e tecnica: spiccano la Capricciosa di Mare, la Marinara del Futuro e l’iconica Pomodoro, Burro e Parmigiano (un omaggio ai paccheri di Da Vittorio). Non solo pizze (21 in carta), ma anche fritti d’autore (dal supplì all’ossobuco alla crocchetta mortadella e arancia) e sfogliati salati sorprendenti come il Pain suisse al vitello tonnato. Un laboratorio di cucina a vista dove l’etica del lavoro e la ricerca maniacale sulle farine sono i veri ingredienti segreti.
Via Pietro Borsieri, 28, 20159 Milano MI – 342 140 5728

BONCI: la pizza in teglia più famosa d’Italia
L’attesa per il debutto milanese di Gabriele Bonci è quasi finita. Il 27 febbraio via Piccinni 3 diventerà il centro gravitazionale della pizza in teglia. In società con la scuola In Cibum, Bonci importa anche a Milano la sua “Brigata Agricola”: una filiera che coinvolge sessanta ettari di cereali coltivati senza chimica. Non aspettatevi un menu fisso: la teglia di Bonci segue la terra. Sarà la stessa base “che scrocchia” resa celebre dal Pizzarium di Roma, ma declinata con ingredienti del territorio lombardo scovati con rigore contadino. Un’apertura che punta a ridefinire il concetto di responsabilità sociale nel food.
Via Nicola Piccinni, 3, 20131 Milano MI – 340 822 3165

