Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Venerdì 27 Maggio 2022

Puglia e la riscoperta dei vitigni “minori”

Susumaniello e Ottavianello. Questo il nome di due vitigni, sconosciuti ai più, che fanno parte del patrimonio ampelografico della Puglia e che stanno vivendo un periodo di rinascita.

La tutela della biodiversità delle produzioni vitivinicole si realizza con la valorizzazione e l’individuazione delle varietà meno note e diffuse, a torto, definite “vitigni minori”. Il Susumaniello e l’Ottavianello sono uve a bacca rossa che purtroppo rientrano in questa classificazione ma fanno orgogliosamente parte del patrimonio ampelografico della Puglia e hanno la stessa dignità delle tipologie più famose.

È arrivato il momento della riscossa, i preconcetti appartengono al passato, questi vitigni sono sotto i riflettori, sempre più produttori li scelgono preferendoli ai più conosciuti per raccontare terroir meno noti e dalle sfumature altrettanto accattivanti. Il pubblico li apprezza e li cerca al ristorante e in enoteca. Il Susumaniello e l’Ottavianello sono vinificati sia in rosato che in rosso, hanno appeal e tutti i requisiti per conquistare i mercati nazionali, internazionali e i gusti di palati esperti e appassionati.

Al Vinitaly, sono stati i protagonisti di uno dei tre appuntamenti di “Puglia Carosello – Vini, temi, guide”, un format che ha coinvolto i partecipanti in un interessante viaggio sensoriale guidato da Giuseppe Cupertino, Presidente Fondazione Italiana Sommelier Puglia.

Susumaniello

Il Susumaniello proviene pare dalla Dalmazia, è particolarmente diffuso nella provincia di Brindisi. Era chiamato anche Susomaniello, Susipaniello o Susumariello. Nel passato era destinato alla produzione dei filtrati dolci, per la sua capacità di conferire al vino un colore rosso rubino molto intenso e una buona acidità. Ricorda il somarello perché ha la tendenza a caricarsi di grappoli come un somaro, per via della sua eccezionale produttività.

Ottavianello

L’Ottavianello deve l’origine del nome al marchese di Bugnano che dal comune di Ottaviano lo introdusse nel Salento e ne avviò la coltivazione a partire dalla zona di San Vito dei Normanni. Nel sud della Francia è chiamato Cinsaut, in Sud Africa invece è conosciuto come Hermitage ed è utilizzato in blend con il Pinot Noir per ottenere il Pinotage. Nel Salento l’Ottavianello era utilizzato con il Negroamaro , la Malvasia nera, a volte anche con il Primitivo perché conferisce morbidezza e profumo. Da qualche tempo è vinificato in purezza.

Le etichette degustate

150 Susumaniello – Apollonio. È un omaggio all’anniversario dell’azienda che festeggia i 150 anni di vita. Alla guida ci sono Marcello e Massimiliano Apollonio, il primo è impegnato nel marketing, mentre il secondo, è l’enologo e già Presidente dell’Assoenologi della Puglia, Basilicata e Calabria. Ben si accompagna con i piatti di mare per la sua freschezza, sapidità e mineralità.

Apollonio Casa Vinicola
Via San Pietro in Lama
Monteroni di Lecce

Tre Tomoli Rosa – Vignaflora. Susumaniello. La titolare Flora Saponari ha abbandonato la libera professione per dedicarsi alla sua grande passione, il vino. La prima annata risale al 2013, l’etichetta prende il nome della contrada. È un vino delicato ma di carattere come la produttrice, al palato è rotondo e armonico.

Vignaflora
Via Alfredo Oriani 1
Castellana Grotte Ba

Alture – Paolo Leo. Susumaniello. È una storica cantina che risale ai primi del novecento.Ha lanciatouna bella iniziativa “Adotta un alberello” per salvaguardare l’alberello dall’estinzione. Sono già oltre 150 le adozioni. A ogni adottante è rilasciato un attestato di vignaiolo onorario. Il colore è rosso Cupo,al naso emergono nuance di frutti rossi, mirtillo, mora e nota vegetale. Al palato è una esplosione di gusto.

Paolo Leo
Via Tuturano 21
San Donaci Br

Oltremè – Tenute Rubino. Susumaniello. Negli anni’90, quando i viticoltori pugliesi cominciarono a espiantare i vigneti meno produttivi di Susumaniello, Luigi Rubino scelse, invece, di legare la propria azienda alla sua riscoperta e valorizzazione. Nel 2000 ha ripreso la coltivazione. Il colore è impenetrabile con sfumature porpora. Naso elegante, al palato fresco, sapido.

Tenute Rubino
Via Enrico Fermi 50
Brindisi

Morso Rosso – Tenuta Viglione. Susumaniello.Giovanni Zullo è il titolare, rappresenta la terza generazione. La nuova struttura è adiacente alla vecchia masseria, è stata trasformata in un wine resort per far vivere agli ospiti una esperienza rurale nel massimo comfort. Il colore è rosso scuro, impenetrabile. Naso elegante con note di tabacco. Al palato deciso e persistente.

Tenuta Viglione
Sp 140 Santeramo in Colle Ba

Sumaest – Cantina Sampietrana. Susumaniello.La cantina nasce il 21 aprile 1952: una storia di tradizione, passione e forte legame con la terra. Prende vita dall’iniziativa di un gruppo di viticoltori diretti, mezzadri, coloni e proprietari, uniti da un comune desideriotrasformare in proprio l’uva coltivata nei vigneti. Rosso rubino. Al naso note eteree, la nota balsamica evoca la liquirizia. Grande corpo.

Cantina Sampietrana
Via Mare 38
San Pietro vernotico Br

Flaminio – Agricole Vallone. Ottavianello.L’azienda è stata pioniera in Puglia a sperimentare l’appassimento delle uve di Negroamaro sui graticci. Nasce così il Graticciaia che con l’enologo Severino Garofano è entrato a far parte della storia della viticoltura pugliese.Rubino tenue. Al naso note iodate, minerali e liquirizia dolce. Bocca sapida, quasi tannica.

Agricole Vallone
Via XXV Luglio 7
Lecce

Somma – Carvinea. L’Ottavianello è il fulcro del progetto di Beppe di Maria, con l’aiuto di Riccardo Cotarella ha creato una solida realtà. Al naso note balsamiche, speziate, eucalipto in particolare. Complesso e minerale.

Carvinea
Sp 32 Carovigno Br