Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Mercoledì 24 Luglio 2019

Qualità, Made in Italy ed export. Il turismo in Italia riparte dall’agricoltura, dal buon cibo e dal vino

Si è svolta pochi giorni fa a Milano, all’interno del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo Da Vinci, la prima edizione del Milano Agrifood & Travel Global Summit, l’evento, organizzato da Class Editori e Gambero Rosso, finalizzato a valorizzare il nostro territorio attraverso il buon cibo e l’ospitalità.

Qualità, made in Italy ed export sono state le parole chiave della manifestazione che ha visto alternarsi sul palco grandi protagonisti del settore pubblico, tra cui il ministro Gian Marco Centinaio e il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, e dell’impresa privata. Obiettivo comune: rilanciare il turismo attraverso l’eccellenza del nostro territorio, delle materie prime, del cibo e del vino.

agrifood & travel global summit

“E’ un merito di questo Governo – e in particolare del Ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio – aver compreso che fosse funzionale alla realtà italiana mettere assieme agricoltura e turismo. Per un semplice motivo: il turismo nelle grandi città è esuberante, persino troppo. E l’Italia da questo punto di vista non finisce con Firenze, Milano, Roma, Napoli e Venezia, c’è tutto un Paese che può accogliere con grande soddisfazione i turisti italiani e stranieri e le motivazioni legate all’agricoltura di qualità – con prodotti tipici del Made in Italy – rappresentano una motivazione forte”, ha detto durante il suo intervento Paolo Panerai, vice presidente e AD di Class Editori.

Il connubio tra agricoltura e turismo è, peraltro, uno dei punti fondamentali per la crescita italiana e rappresenta tra il 20% e il 30% del Prodotto Interno Lordo del nostro Paese.

“Del rapporto stretto tra agricoltura e turismo possiamo dare diverse chiavi di lettura. – ha dichiarato Paolo Cuccia, AD di  Class Editori e di Gambero Rosso – Prima di tutto finanziaria, poiché la benzina indispensabile arriva da banche e investment bank. Ce n’è poi una di tipo educational, poiché da questo punto di vista è avvenuta una crescita fortissima anche attraverso numerose proposte d’alta formazione. Impossibile poi non pensare a una chiave d’internazionalizzazione – sia perché come Gambero Rosso accompagniamo in 30 Paesi del mondo i prodotti italiani a incontrare il commercio sia perché il turismo rappresenta la prima fonte dell’esportazione, considerato che l’acquisto di un prodotto in cantina o in azienda diventa poi stimolo all’importazione”.

Esempio lampante è il Parmigiano Reggiano. Il presidente del Consorzio Nicola Bertinelli, durante il suo intervento ha infatti sottolineato come il brand sia stato capace, in pochi anni, di rilanciarsi conquistando nuovi mercati esteri e diventando una vera e propria attrazione turistica.

“Nel Parmigiano Reggiano – afferma Bertinelli – ogni anno si registrano tra 300-400.000 visite nei caseifici. Da quelle legate al conoscere e comprare direttamente il formaggio in caseificio, ma sempre più alta è la quota di chi viene per vivere l’esperienza completa, dalla produzione al magazzino. Questo è possibile perché i caseifici sono veri e trasparenti e accessibili. questo è il vero valore della Dop. Ed è anche il modo migliore per generare consumatori consapevoli, consumatori innamorati del prodotto, che poi, a loro volta, saranno i primi ambasciatori del prodotto verso amici e conoscenti”.

Non è mancato inoltre un riferimento alla recente firma del decreto che regolarizza la cosiddetta “accoglienza in cantina”. A parlarne, sul palco dell’Agrifood & Travel Global Summit, è stato lo stesso ministro Centinaio:“Tanti italiani vanno a fare eno turismo in Francia, in California, piuttosto che in Australia, Nuova Zelanda o in Africa. Qui purtroppo ci limitiamo a qualche gita fuori porta. Occorre dunque strutturare questo fenomeno, perché rappresenta la sintesi di quello che andiamo in giro a dire da tanto tempo. Serve entrare nell’ottica che dietro a un bicchiere di vino italiano ci sono una famiglia, una cantina, una vigna, un terriorio, un’enogastronomia locale, paesaggi, storia, cultura, castelli. Sogni da raccontare, insomma. Attorno al bicchiere di vino si possono costruire pacchetti turistici, emozioni, suggestioni. Basta saperle raccontare”.

Tra i relatori di questa importante giornata, sul palco dell’Agrifood & Travel Global Summit sono saliti anche esponenti di altri settori come la moda, la tecnologia e la politica come Alfonso Dolce, CEO di Dolce & Gabbana Group che ha raccontato come, partendo dal tessile e dalla sartoria, il gruppo sia riuscito negli anni a raggiungere alte vette conquistando anche uno spazio nell’elettronica, nella gioielleria e nel comparto food e beverage.

Una stima sul futuro del mercato dell’agricoltura, con focus sui sistemi tecnologici come blockchain, gps, droni, sensori nei campi ed etichette pulite, è infine stata esposta da Ettore Prandini, Presidente Coldiretti: “il mercato dell’agricoltura di precisione in Italia vale già 400 milioni di euro con una crescita del 270% in un anno. L’obiettivo è arrivare, entro il 2021, ad avere il 10% di superficie coltivata con applicazioni intelligenti sempre più evolute. L’agricoltura 4.0 coinvolge di più imprenditori di età inferiore ai 40 anni e laureati, anche se la scelta di utilizzare applicazioni innovative è sempre più legata a fattori come la superficie da coltivare o il settore produttivo di riferimento.

“Con l’agricoltura di precisione – conclude Prandini – si riesce a stabilire con esattezza quanta acqua e quante sostanze nutritive servono per una determinata coltura, qual è la giusta razione alimentare per un animale, ma anche eliminare infestanti attraverso interventi mirati, prevenire patologie, migliorare la resa delle coltivazioni e la stessa qualità dei prodotti, oltre a rendere più facile il lavoro ad esempio con la guida satellitare presente ormai sull’8% dei trattori”.

In conclusione, per rilanciare il nostro paese bisogna essere attrattivi, unire cioè natura, gastronomia, cultura ed elementi esperienziali come il turismo. Tutto ciò è possibile solo attraverso le nuove tecnologie ma anche esportando nel mondo la qualità inconfondibile del Made in Italy.