Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Giovedì 28 Gennaio 2021

Start up food: le ultime novità del cibo “digital”

start up food

Tante le start up food che sono nate in questo momento di crisi, andiamo a scoprirle insieme.

Forse ve le siete perse. Ma le start up food che sono nate proprio da questo anno di crisi sono tantissime.

Un trend sempre in crescita: nel 2019, in Europa, gli investimenti in food-tech hanno toccato i 2,3 miliardi di euro. E i cosiddetti unicorni della tech alimentare europea hanno raggiunto i 43 miliardi di euro, con un incremento del 39% rispetto all’anno precedente. Unicorni?! Sì, avete letto bene, si chiamano così le realtà innovative che hanno superato il miliardo di euro di valore.

Feat Food e Diet to Go

Un matrimonio all’italiana all’insegna della corretta alimentazione. Potrebbe essere riassunta così l’acquisizione da parte della startup Feat Food di Diet To Go (ve ne avevamo parlato qui), start up food milanese pioniera nel settore della consegna espressa al domicilio di piatti pronti salutari.

Oltre al canale e-commerce, che ha subito un’impennata del +160% in questo 2020, Feat Food distribuisce i suoi piatti anche nei centri fitness e nelle aziende all’interno di smart fridge, nati dalla collaborazione con Fresco Frigo, in un punto vendita diretta a Milano e vanta già un’esperienza anche all’interno della GDO, che sarà a breve replicata.

Alfonsino

Un nome che richiama tenerezza: è la startup del food delivery
che mira a creare un legame umano, quasi affettivo, tra chi consegna e chi ordina e riceve il cibo a domicilio. Ma se i grandi colossi del food delivery puntano a coprire principalmente le grandi città italiane, Alfonsino nasce per fornire un servizio di consegne a domicilio ai piccoli centri (dai 50.000 ai 250.000 abitanti).

La startup nata a Caserta oggi copre 300 piccoli centri abitati in 8 regioni950 ristoranti affiliati e 250.000 clienti attivi, ma il piano di sviluppo è ambizioso: grazie anche ad una campagna di crowdfunding che ad oggi ha raggiunto un overfunding del 131%, raccoglierà 1.500 ristoranti nei prossimi 12 mesi ed assumerà 3.000 rider entro il 2022.

“Che vino!”

Nata solo dal 30 novembre “Che Vino!” è una start up che si occupa di delivery di vino. L’idea, però, va oltre i colossi del settore. Il progetto risponde alle esigenze dei produttori, confrontando il meglio delle piccole e medie aziende vinicole locali, e punta non solo a fornire una vetrina alle cantine italiane, ma soprattutto a far crescere tra i consumatori la cultura del vino e la conoscenza dei territori, valorizzando luoghi unici e straordinari.

Non solo si vende vino, ma si raccontano storie.

Esperienza Giandujotto @ Home

Esperienza è una start up perfetta come regalo di San Valentino. L’obbiettivo è quello di diventare tutti in veri e propri maître chocolatier. Il racconto delle origini di Sua Maestà il Giandujotto, infatti, sarà guidato dall’esperta Marlena Buscemi e accompagnato da una degustazione di cacao, nocciole e bevande aristocratiche che permetterà di comprendere quali ingredienti utilizzare per creare la ricetta perfetta per i propri gusti.

My Cooking Box

La prima cooking box della storia la dobbiamo a questa start up nata nel 2015. Con la seconda campagna di crowdfunding, lanciata su Mamacrowd nel maggio 2018, ha raccolto, in due mesi, oltre 600 mila euro di capitali con un overfunding del 309%. Nell’anno si è poi raggiunta la quota di 1
milione di euro grazie ad un aumento di capitale sottoscritto da altri investori, tra cui l’azienda alimentare Cameo, specializzata in torte, pizze e dessert. La raccolta fondi è stata finalizzata all’apertura di un primo punto vendita monomarca, a Milano, in Piazzale Baracca, 10.

Winedesign

Un oggetto che non può mancare a casa dei winelovers: è il decanterino pop. L’innovazione? Subito dopo l’apertura, anche di un vino di vecchie annate, sarà “subito pronto”, senza tante ore a decantare. Si tratta del nuovo Decanterino Pop, un sistema innovativo e un processo scenografico, anche da singolo bicchiere. L’idea, brevettata anche in ambito internazionale, è dell’architetto Carlo Benati.

Soplaya

Asportoedomicilio.com: un sito web che raccoglie tutti i ristoranti che fanno servizi di home delivery e take-away, dando la possibilità ai ristoratori di avere una vetrina gratuita, e agli utenti di trovare quelli più vicini alla propria abitazione in pochi clic.

È la nuova iniziativa della startup Soplaya a favore dei ristoratori colpiti dalle conseguenze della pandemia, specialmente in quelle zone d’Italia in cui è in corso un secondo lockdown. A luglio 2020 la startup ha raccolto un round di investimento da 3,5 milioni, guidato dal gestore di Venture Capital P101 SGR in co-investimento con CDP Venture Capital SGR – Fondo Nazionale Innovazione.

Conviv

Conviv è appena stata selezionata da B4i – Bocconi for innovation, la piattaforma dal triplice ruolo di pre-acceleratore, acceleratore di imprese e luogo di sviluppo della corporate entrepreneurship, ossia dell’imprenditoria interna alle aziende, dell’Università Bocconi di Milano. Ha ideato un infuso analcolico Made in Italy per cocktail in grado di offrire la stessa esperienza dei cocktail tradizionali in termini di immagine e gusto.

Una start up di infusi analcolici, al momento disponibili in due versioni: il Rosso a base di erbe amaricanti, e il Bianco a base dei profumi mediterranei.

Soul K

THE FAMILY, ristoratori uniti per te”, la piattaforma intelligente nata dall’ingegno imprenditoriale della startup italiana Food-Tech e da un gruppo di esperti ristoratori, aiuta i cittadini milanesi (ma non solo) e la ristorazione di intere città a ‘superare’ i limiti imposti dal lockdown da coronavirus. E cerca anche di alleggerire in qualche modo gli effetti della crisi economica del settore, colpito nel secondo trimestre dell’anno da una perdita di oltre 8 miliardi di euro di fatturato, secondo il Centro Studi della Federazione Italiana.

Babaco

Frutta e verdura consegnate a casa con un risparmio fino al 30%. Come è possibile? Vengono “salvati” e consegnati prodotti non conformi agli standard della Grande Distribuzione Organizzata che altrimenti andrebbero “sprecati”. Nascono così le Babaco box, ovvero delle box miste con frutta e verdura del giorno, ottima dal punto di vista nutrizionale ma forse meno “belle” e lucide che quelle che si trovano al supermercato.