Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Giovedì 15 Novembre 2018

Vendemmia 2018: ottima annata per il vino italiano

vendemmia

Nonostante il maltempo e le ultime scarse annate, la vendemmia torna a crescere con un incremento tra il 10 e il 20%

Dopo il disastroso raccolto dello scorso anno, la produzione di vino italiano torna ad avere il segno positivo. Secondo le stime della Coldiretti infatti, per la vendemmia 2018 si prospetta un incremento tra il 10 e il 20% di uva, con circa 46/47 milioni di ettolitri rispetto ai 40 milioni del 2017. Un segnale davvero positivo nonostante la recente ondata di maltempo che ha causato notevoli danni all’agricoltura nazionale.

Le prime uve raccolte, seppur con un ritardo tra i 7 e i 15 giorni, sono state Pinot, Sauvignon e Chardonnay ma la vendemmia proseguirà fino a ottobre inoltrato con la raccolta delle grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo e che si concluderà addirittura a novembre con le uve di Aglianico e Nerello.

La produzione tricolore, sempre secondo la Coldiretti, sarà destinata per oltre il 70% a vini DOCG, DOC e IGT con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola.

Sul territorio nazionale – spiega la Coldirettici sono 504 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria”.

Secondo le prime stime di Assoenologi, associazione presieduta da Riccardo Cotarella, sarà la Puglia a dominare la produzione italiana con quasi 11,9 milioni di ettolitri, seguita dal Veneto (10,3), dall’Emilia Romagna (7,8) e dalla Sicilia (5,8). A seguire ci sono Abruzzo (3,6), Piemonte (2,5), Lazio e Umbria con 2,3 al pari della Toscana.

Fonte: Coldiretti, Assoenologi