Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Mercoledì 17 Luglio 2019

Il cibo del futuro? Gli insetti

Sono «buoni, nutrienti e sostenibili» per il presidente della startup di ricerca scientifica Italbugs Mauro Ceriani, che ha discusso in Senato sulla possibilità di abbattere i veti in Italia in vigore “per rischi ambientali e sanitari”. Intanto la sua società, trasferitasi in Olanda per poter operare, ha sfornato un panettone fatto con farina di bachi da seta

Nutrienti, sostenibili e anche buoni. Sono gli insetti a detta dell’esperto Marco Ceriani, presidente della startup di ricerca scientifica Italbugs, ascoltato in audizione alla Commissione Agricoltura del Senato per la discussione della possibile rimozione dei veti – attualmente in vigore per rischi ambientali e sanitari – riguardanti l’utilizzo e il consumo di essi in ambito culinario.

Ceriani ha alimentato le sue tesi su più fronti: «Gli insetti sono il cibo del futuro in un mondo dove la domanda alimentare cresce molto più rapidamente rispetto all’offerta disponibile. Come alimento nutrono già oggi due miliardi di persone in oltre 50 Paesi e consentono un minor utilizzo di risorse ambientali».

Poi ha posto un quesito dai risvolti ipotetici per lo meno interessanti: «Nessuno vuole mettere l’insetto crudo sul piatto ma perchè non mangiare un sano hamburger con farina di grilli o il panettone con la farina del baco da seta?». Quest’ultimo si chiama Panseta ed è una creazione proprio di Italbugs, che tra l’altro conta di metterlo sul mercato insieme ad altri prodotti il prossimo anno, anche grazie a una fuga all’estero della società, la cui sede legale è in Olanda, a Wageningen: una scelta obbligata per Ceriani perché lì «ci era consentito di operare».

E infatti, ha specificato poi, «Belgio, Paesi Bassi, Francia e Inghilterra già permettono allevamenti e produzione, controllata e normata, di insetti ad uso alimentare. Il Belgio è stato il primo Paese in Europa a pubblicare un parere sui rischi alimentari, chimici, microbici e allergenici consentendo l’utilizzo nell’alimentazione umana di dieci specie di insetti edibili e autoctoni. L’Italia con i suoi veti agli insetti edibili rischia solo di arrivare in ritardo e di dovere poi aprire le porte all’import magari anche dall’etichettatura poco chiara»

«Oggi – ha concluso Ceriani – le istituzioni europee già prevedono l’utilizzo di insetti nell’alimentazione animale e dal primo gennaio 2018 si apriranno le porte alla libera circolazione di alimenti a base di insetti nell’Unione europea».