Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Sabato 24 Agosto 2019

50 sfumature di gricia

12 ore no stop dedicate a uno dei primi più amati. In cucina i super chef Arcangelo Dandini, Dino De Bellis e Marco Morello. Appuntamento in piazza dei Coronari, a Roma, il 4 febbraio

Due piani in piazza dei Coronari, a Roma, per ascoltare musica dal vivo, assistere a live cooking, ma soprattutto per godersi 12 ore non stop di Gricia.

50 sfumature di Gricia è l’evento (a cura di Gatto Rosso) che tutte le buone forchette non potranno perdersi sabato 4 febbraio nei 500 metri quadri del secondo piano di Mansio del Gusto, in piazza dei Coronari appunto.

Dalle 13 alle 2 di notte la pasta antenata dell’amatriciana verrà preparata per il pubblico secondo la ricetta originale ma anche in qualche versione più insolita. E a mettere la firma si piatti tre super chef: Arcangelo Dandini (L’Arcangelo e Supplizio), Dino De Bellis (Salotto culinario) e Marco Morello (Testaccio Food Market).

L’ingresso è gratuito. Per le degustazioni invece si ritireranno in cassa carnet da 4 tagliandi, ognuno valido per una diversa sfumatura di gricia. Il prezzo di ogni carnet è di 20 euro.

A corredo dell’evento i dj set di Emiliano Cataldo, Mr.Starz e Nic e il concerto jazz di Alessio Bernardi 4tet.

Info e dettagli all’evento Facebook

STORIA DELLA GRICIA

Nata nei dintorni di Amatrice, è considerata l’antesignana dell’amatriciana, che infatti non è altro che una gricia nata nell’800 con l’aggiunta del pomodoro.

Probabilmente deriva dall’usanza che avevano i pastori di portare con sé alcuni alimenti come strutto, pasta secca, pecorino e pepe. Tutti prodotti poveri che rappresentavano la loro fonte principale di nutrimento  durante le lunghe giornate di lavoro tra i pascoli e che, mescolati insieme, davano vita ad un piatto simile all’odierna gricia.

Due le teorie sulle origini del nome. La prima di tipo geografico, ovvero dato dalla località di Gresciano, vicino Amatrice, da cui si teorizza provenga la gricia. La seconda attinge da credenze e storie popolari, secondo le quali la gricia potrebbe derivare da gricio, il rivenditore di pane e di altri genere alimentari.

E a suffragio di quest’ultima ipotesi viene proprio la composizione storica della gricia: una mescolanza di alcuni alimenti poveri come strutto, pasta secca, pecorino e pepe che i pastori portavano con sé durante il suo lavoro quotidiano e che amalgamavano in un unico piatto che rappresentava la loro fonte principale di nutrimento giornaliero.

LA RICETTA TRADIZIONALE

Ingredienti: 400 gr di pasta (preferibilmente spaghetti); 250 gr guanciale pecorino romano grattugiato; sale; olio extravergine d’oliva; pepe.

Procedimento: mettere a bollire l’acqua per gli spaghetti. Mentre la pasta si cucina, tagliare il guanciale a strisce, meglio se lunghe e sottili. Far rosolare il guanciale con un filo d’olio. Spegnere il fuoco solo quando la parte grassa del guanciale diviene quasi trasparente. Fare attenzione a non far seccare il grasso del guanciale, sarà proprio quello a sciogliersi e a diventare il condimento della pasta. Quindi scolare la pasta quando al dente e ripassarla con il guanciale in padella, mescolando e aggiungendo anche pecorino ed una spolverata di pepe.