Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Mercoledì 22 Settembre 2021

A Roma riparte l’avventura del Treefolk’s che diventa Public House

treefolk's

Da Via Capo d’Africa a Viale Trastevere il Treefolk’s cambia veste e location diventando whisky e Cask bar ma anche bistrot, in stile Inghilterra anni ’20 e ristorante gourmet.

Inaugura ufficialmente oggi, venerdì 2 ottobre, il nuovo Treefolk’s, storico pub capitolino, prima situato in zona Colosseo, famoso per la sua proposta di birra Real Ale e whisky alla mescita.

Ora Andrea e Alessandro Buresti, storici proprietari, insieme a Simone Casadio e Claudio Moreschini, hanno finalmente riaperto le porte della loro Treefolk’s con una proposta però diversa e decisamente fuori dagli schemi.

Il Treefolk’s Public House è un locale bello come non se ne vedevano da tanto tempo. L’impronta è chiaramente quella dei pub inglesi anni ’20. L’arredamento è suggestivo, rilassante, accogliente e ben curato. Ogni zona del locale è impreziosita da dettagli vintage come macchine da scrivere, lampade e telefoni, foto e cornici, lampadari e orologi.

All’ingresso si viene accolti da uno splendido Cask bar con le sue 12 pompe a vista, 8 spine e i suoi alti sgabelli. Sulla destra tappeti, divani Chester, tavoli in legno e sedie in pelle scura e velluto delimitano la Sala Camino, impreziosita da un bellissimo pianoforte. Di lato, una piccola zona più moderna è invece la Scotch Room, allestita proprio di fronte al bancone, sormontano da una bottiglieria in legno ricolma delle migliori etichette di Whisky vintage (oltre 60). A completare il quadro, la fantasiosa carta da parati e le tende di velluto porpora, oltre al bellissimo arco con i mattoni a vista a dividere gli ambienti.

La proposta food&beverage

Badate bene però. Il Treefolk’s non è un pub come gli altri. Le porte aprono infatti dal mattino con la caffetteria, gestita da Massimo Carpineti, e le colazioni a base di maritozzi (10 in totale, tra dolci e salati) e Specialty Coffee, anche in versione take away. Ci sarà anche una parte dedicata al Gold Trip, un caffè spillato molto in voga nel resto del mondo ma ancora poco conosciuto in Italia.

È stata realizzata, inoltre, la Specialty Treefolk’s, in collaborazione con la Torrefazione T68, un’esclusiva miscela di tre caffè Specialities provenienti dall’Etiopia, Colombia e Panama.

Alla colazione è affiancata la proposta brunch all’inglese con uova, fagioli, funghi e salsiccia, pane tostato e succo d’arancia. In abbinamento, Michele Ferruccio, barmanager del locale, propone una carta con 6 tipologie di Bloody Mary e di cocktail poco alcolici a base prosecco e fermentati, in puro stile british.

Il pomeriggio, immancabile il Tea Time con oltre 30 tipologie di tè, dai più classici ai semi fermentati fino ad arrivare agli invecchiati.

All’ora dell’aperitivo, via libera a drink alcolici e birre, accompagnati dagli sfizi proposti dallo chef come le tipiche Pie salate, ripiene però di prodotti italianissimi come pollo alla cacciatora, manzo alla picchiapò e baccalà mantecato.

Ma non è tutto. A tarda sera, e fino a chiusura, la proposta cambia di nuovo e si fa più “pub addicted” con fish&chips, burger e lollipop di pollo.

Cosa si mangia (e si beve) all’ora di cena

In cucina, il giovane chef Valerio Mattaccini (ex chef di Magazzino Scipioni) e il sous chef Massimo Pedico realizzano piatti sorprendenti, che richiamano lo stile del Treefolk’s ma con l’aggiunta di un tocco gourmet.

Il menu cambia seguendo le stagioni ed è suddiviso in Starter, Main e Dessert con l’aggiunta di alcuni piatti del giorno tra risotti e primi piatti. Tre i menu degustazione (da 40 a 70 euro) tra proposte di mare e di terra da abbinare a percorsi guidati attraverso bevande da tutto il mondo.

La mia cena gourmet è iniziata con un ottimo spritz alla spina con bitter home made accompagnato da un mini maritozzo di coda alla vaccinara e una terrina con crema di carote e stracciatella affumicata.

Il Carpaccio di fassona con french dressing e nocciole tonde gentili viterbesi tostate ha poi preceduto l’ostrica e lo sfiziosissimo crudo di gamberi rossi con toma e zafferano, perfetto con un calice di Franciacorta rosè.

Da applauso l’Uovo carbonaro con crema di pecorino, guanciale croccante e caviale al tartufo così come l’Apricot Sour, una birra profumata e schiumosa.

Ma il piatto più complesso, innovativo e spiazzante della serata è stato lui: il Risotto di stracchino con composta di visciole, whisky torbato e cacao. Ogni forchettata sprigiona una sensazione diversa, dal gusto avvolgente del formaggio all’affumicato del whisky, dal dolce amaro delle visciole al cacao. Un piatto ben riuscito che funge da anello di congiunzione tra le tante anime del Treefolk’s.

Altrettanto buono e sorprendente il Panzanella Borghese, un drink a base di distillato di panzanella fresco e gustoso.

Sua maestà la Guancia di cinghiale come burro con indivia e crema di pera chiude la cena. Insieme a lei il Negroyster, un drink emblema di questo nuovo progetto trasteverino. Si tratta di un cocktail a base di whisky torbato, caffè e birra stouth che unisce, in un sol bicchiere, tutti i punti di forza di una proposta beverage attenta alla qualità e ai prodotti di nicchia.

Dulcis in fundo, i dessert della pastry chef Barbara Meloni, autrice anche dei maritozzi dolci e salati.

A lei si deve l’ottimo sorbetto di mango con cacao e il golosissimo Cioccolato nel sottobosco. Un dolce a base di mousse di cioccolato con sorbetto ai frutti rossi e terra di cacao amaro.

Fiore all’occhiello, il Tiramisù in lattina con grafiche da collezione. Un’idea originale e divertente per racchiudere uno dei dolci al cucchiaio più amati (e litigati) d’Italia.

Segnatevi questo indirizzo, dunque, perché ne sentirete parlare ancora. Ne sono certa.

Info utili

Treefolk’s Public House

Viale Trastevere 192, Roma

Tel: 0687656024

Orari: aperto tutti i giorni dalle 8:00 alle 2:00

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