Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Giovedì 30 Giugno 2022

Chiara Soldati, Cavaliere del Lavoro. L’intelligenza imprenditoriale premia il vino italiano al femminile

25 nuovi Cavalieri del Lavoro. Tra questi, per il settore agricolo e vitivinicolo, la Ceo della prestigiosa Cantina piemontese La Scolca, Chiara Soldati. Le abbiamo rivolto qualche domanda sul Gavi e sull’importanza di questo riconoscimento per fare insieme qualche passo in più nel mondo e nel futuro del Buon Vino Italiano.

E infatti già per quest’estate La Scolca ha in programma un calendario ricco di appuntamenti. Visite in vigna, spettacolari showcooking di famosi chef della scuola IFSE, pic-nic tra i filari, golf, degustazioni verticali delle annate storiche e tante occasioni per apprezzare le peculiarità che si celano dietro ogni vendemmia e le diverse evoluzioni in fase di invecchiamento.

Sono stati firmati una manciata di gioni fa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Parliamo dei decreti con i quali sono stati nominati – su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti di concerto con il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Stefano Patuanelli – i 25 Cavalieri del Lavoro tra i quali, per il settore agricolo e vitivinicolo, la Ceo della prestigiosa azienda piemontese La Scolca, Chiara Soldati.

Quarta generazione, imprenditrice infaticabile e illuminata, attiva e premiata da diversi fronti istituzionali e professionali, è il volto e il sorriso radioso di tenuta La Scolca, storica azienda vitivinicola piemontese con i filari di uve di Cortese in uno dei più bei territori alessandrini dal 1919.

Chiara Soldati si distingue ormai da tempo per il grande impegno dimostrato nei confronti di temi attuali come la sostenibilità circolare, l’internazionalizzazione del brand Gavi, del Made in Italy e la sensibilizzazione su un consumo consapevole del vino.

La sua dedizione e la lungimiranza mostrate da Chiara Soldati nella conduzione dell’azienda le sono valse una lunga serie di importanti riconoscimenti, tra cui il premio “Dea Terra” conferito dal Mipaaf nel 2005, il Nebbiolo d’Oro conferito dalla Regione Piemonte nel 2007, Donna dell’Anno Federmanager e Imprenditore di Successo nel settore Agricoltura dalla Camera di Commercio di Alessandria nel 2008, e il Paul Harris, la massima onorificenza del Rotary nel 2011. E quest’anno si aggiunge la prestigiosa nomina di Cavaliere del Lavoro, tra i titoli più ambiti da tutti gli imprenditori d’Italia.

Un importante riconoscimento, che storicamente premia spirito di iniziativa, coraggio e intelligenza imprenditoriale e fa riferiferimento a un Ordine Cavalleresco Nazionale istituito con regio decreto 9 maggio 1901, n. 168 da Vittorio Emanuele III per riconoscere i protagonisti del mondo del lavoro.

Sono davvero molto orgogliosa per questa onorificenza che voglio condividere con la mia famiglia e tutto il mio team e che tocca non solo il Piemonte ma tutto il settore vitivinicolo italiano.

– dichiara Chiara Soldati, CEO de La Scolca, della quale Vi abbiamo già parlato QUI

E’ il riconoscimento di un impegno lungo 103 anni, fatto di sacrifici, di lavoro e di passione. Un motivo di estrema soddisfazione che non considero un punto di arrivo quanto piuttosto una nuova partenza. E’ la spinta per guardare al futuro con coraggio, convinzione e sempre maggiore determinazione e puntare con la consapevolezza degli onori e degli oneri che comporta essere un ambasciatore del vino italiano nel mondo”.

Eleganza, struttura, freschezza. Il Gavi di La Scolca è un vino moderno e versatile, punta di diamante della produzione di questa microzona piemonete e che, con la sua minarilità e sapidità, rappresenta uno stile molto attuale, alcool moderato ed estremamente eclettivo, dinamico con brio, negli accordi aromatici suggeriti dai piaceri della tavola.

L’intervista

Partiamo dalla notizia più recente: la sua nomina qualche giorno fa a Cavaliere del Lavoro da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Che significato ha avuto per lei questo importante riconoscimento?

Sono felice e orgogliosa per questa onorificenza che ritengo sia da condividere con la mia famiglia e con il mio staff. Credo rappresenti un importante riconoscimento degli oltre 100 anni di storia e di lavoro della nostra azienda. Lo considero non tanto un punto di arrivo quanto piuttosto un punto di partenza per guardare al futuro con passione e coraggio e proseguire con maggiore determinazione nello svolgere il mio ruolo di ambasciatore del vino italiano nel mondo.

Ripensando alla storia della sua azienda, ritiene che vi sia stato un momento di svolta, che ha segnato in modo positivo il futuro della cantina?

Forse proprio l’anno della fondazione della Cantina, nel 1919. Ma rileggendo l’intera storia della mia famiglia, posso affermare che sia stato un percorso di grande coraggio. Coraggiosa è stata la scelta di puntare su un vitigno a bacca bianca come il Cortese, in un territorio esclusivamente vocato alla coltivazione dei vigneti a bacca rossa. Ma anche di fare il primo spumante metodo classico da monovitigno, sempre a base di Cortese. Tutte scelte lungimiranti che hanno portato la Scolca ad essere un riferimento e un modello di stile nel territorio di Gavi.

I vostri vini sono famosi anche per la loro longevità e capacità di migliorare con il tempo. Da dove nasce questa intuizione?

R. – Quando il bisnonno di mio padre comprò la tenuta, trovò il Cortese e decise di mantenerlo. Da allora le diverse generazioni che si sono succedute hanno avuto un unico obiettivo: migliorare la qualità del vino prodotto. La mia famiglia ha sempre avuto una passione per i vini bianchi francesi di grande invecchiamento, come lo Chablis. Ci siamo ispirati a quel modello e il Cortese si è dimostrato un grande vitigno. Il grande vino nasce dalla vigna, a cui vanno dedicate le cure più attente e scrupolose. Complice importante è il terreno argilloso, capace di donare grande sapidità al vino e dove crescono i vigneti che raggiungono anche 60 anni di età. Abbiamo via via contenuto le rese per ettaro e lavorato per fa nascere prima la Doc nel 1974 e poi la DOCG nel 1998. Inoltre mio padre nel 1993 ha fondato il Consorzio Tutela del Gavi

Quanto è stata importante la famiglia nelle sue scelte di vita?

Direi fondamentale. Mi ha trasmesso questa immensa passione per il vino, perchè di passione si tratta, più che di lavoro. La respiravo sin da bambina…

Con mio figlio, siamo alla quinta generazione, e ritengo che abbiamo saputo coniugare sapientemente esperienza e modernità, dando vita a una azienda agricola familiare assolutamente integrata nel tessuto rurale locale.

Quali sono le prossime sfide dell’Azienda?

Nel 2017 abbiamo lanciato il Gavi Etichetta Nera, affinato solo in acciaio, che rappresenta una via di mezzo tra il più tradizionale Gavi e la Riserva D’Antan. Ma certamente la prossima sfida è il conseguimento della certificazione FSSC 22000/ISO 22000 e della certificazione per la sostenibilità secondo lo standard Equalitas.

Cosa fa Chiara Soldati quando non si occupa di vino?

Da giovane ho fatto molto sport, soprattutto sci e barca a vela. Oggi mi piace viaggiare, scoprire nuovi luoghi e nuovi popoli e dedicarmi al sociale, in particolare all’Airc, di cui sono consigliera del Comitato Liguria.

Introduzione di Sara De Bellis; intervista di Luca Cristaldi

LA SCOLCA

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