Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Sabato 20 Gennaio 2018

Guida ai migliori cocktail bar d’Italia. L’App gratuita di BlueBlazer

Guida ai migliori cocktail bar d'Italia

Dal team di BlueBlazer è nata un’app gratuita, disponibile per Ios e Android, priva di sponsor e senza scopo di lucro. È la app Guida ai Migliori Cocktail Bar d’Italia, un contenitore virtuale con tutti gli indirizzi, le informazioni e tutte le news sui migliori cocktail bar dello stivale.

Gli oltre 160 bar della Guida sono frutto di una attenta selezione di Giampiero Francesca (direttore e fondatore di BlueBlazer) e Massimo Gaetano Macrì (capo redattore) supportati da un panel di cento esperti che hanno pre-selezionato una lunga lista di locali in tutte le regioni, dal nord al sud, con un attenzione sempre maggiore per le realtà di provincia.

Come vengono scelti i locali?

Non scegliamo mai un locale perché fa bene da bere – sottolinea Giampiero Francesca – non è quello che ci interessa in primis. Consideriamo soprattutto l’alto grado di accoglienza, ormai sempre più rara, che si traduce nella capacità di far star bene il cliente, consentendogli di vivere un’esperienza completa. Poi, ovviamente, viene anche il cocktail”.

Come funziona la app?

Dopo aver scaricato la Guida ai Migliori Cocktail Bar d’Italia, è possibile consultarla direttamente dal cellulare, La navigazione è semplice e intuitiva, adatta a tutti e non solo agli operatori del settore. È possibile geolocalizzarsi per visualizzare la cartina e scegliere il locale più vicino. Altrimenti si possono filtrare i risultati in base a quattro categorie (cocktail bar, bistrot – restaurant, hotel bar e speakeasy). Per ogni locale è disponibile una scheda con una breve storia, gli orari, i contatti e alcune informazioni su cocktail e tipo di miscelazione praticata.

Le categorie sono uno strumento utile per consentire a chiunque, in base ai propri gusti e aspettative, di scegliere velocemente. Al di là del ‘cocktail bar’ propriamente detto, ‘bistrot-restaurant’ indica quei locali in cui oltre che bere si offre un’esperienza food frutto di una cucina, in molti casi anche degna di nota per non dire ‘stellata’” – sottolinea Massimo Gaetano Macrì – “non potevano poi mancare gli hotel bar, di cui siamo grandi estimatori. Anzi, con il nostro lavoro, vorremmo far capire che le atmosfere eleganti ed ovattate di questi locali potrebbero essere frequentate da tutti. In Italia c’è ancora molta diffidenza e sono ancora tanti a chiedersi se si possa entrare in un hotel solo per bere un drink, senza essere clienti”.

E, infine, la categoria forse più alla moda, i cosiddetti speakeasyin cui abbiamo inserito sia i locali il cui accesso è garantito tramite la parola d’ordine, come i ‘veri’ speakeasy americani del Proibizionismo degli anni Venti-Trenta del secolo scorso, sia quei locali che in qualche modo ricordano quelle atmosfere fumose, con un accesso un po’ da secret bar, in cui entri solo se ne conosci fisicamente l’ingresso”.