Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Domenica 20 Agosto 2017

Italians do it better (il formaggio)

formaggi italiani

Assolatte ha tracciato un’originale mappa dei formaggi italiani più amati all’estero. E ne esce che tutti, ma proprio tutti, stravedono per le nostre specialità casearie: dai francesi, che sono i maggiori consumatori di mozzarella, agli americani, pazzi per il pecorino romano

Vanno tutti matti per i formaggi italiani. Pure i francesi, pure gli svizzeri, che di certo non hanno nulla da invidiarci quanto a storia, cultura e produzione casearia.

Che si tratti di mozzarella, di parmigiano reggiano, di grana padano, di gorgonzola o di asiago, lo studio di Assolate realizzato sul flusso di esportazioni italiane all’estero dimostra che i nostri formaggi vendono tanto e bene ovunque fuori dallo Stivale.

A cominciare proprio da quelli che potrebbero essere considerati i nostri competitor sul mercato internazionale.

La Francia per esempio è diventata da qualche anno la prima destinazione per numero di prodotti caseari italiani. I francesi sono addirittura i più grandi consumatori di mozzarella italiana: nel 2016 ne hanno comprati circa 30 milioni di kg. Pure il Gorgonzola va per la maggiore: +12% (se ne consumano 4.200 tonnellate l’anno).

Mozzarella, Grana Padano e Parmigiano Reggiano sono i grandi protagonisti in Svizzera, che tra l’altro rappresenta il secondo mercato estero per l’Asiago, formaggio presente nelle catene di distribuzione locali per ben il 20% dell’export complessivo.

In Gran Bretagna è il provolone l’ultima moda, cresciuto nei consumi e nelle vendite nel 2016 del 18%. Il formaggio più acquistato rimane comunque la mozzarella, seguita dal Parmigiano Reggiano. A completare il quadro l’altissima percentuale generica di consumo di formaggi made in Italy: 69 inglesi su 100 ne hanno messo nel loro carrello della spesa.

La Germania conferma il suo amore per Grana Padano e Parmigiano: per ogni due chili di formaggio italiano che arriva sulle tavole tedesche poco meno di uno è Padano o Reggiano, comprato intero, a pezzi o già grattugiato. Numeri impressionanti, al pari di quelli che sta raggiungendo anche il Gorgonzola, che ha visto aumentare in un solo anno le sue importazioni del 43%.

In Spagna il must era, è e rimane il Grana, anno dopo anno in costante ascesa.

Oltre oceano, naturalmente, l’approdo naturale dei formaggi italiani sono gli Stati Uniti. Gli americani stravedono in particolare per il Pecorino Romano, che costituisce addirittura il 33% dell’importazione casearia totale. E poi, oltre ai classici amori per grana, parmigiano e gorgonzola, c’è quello più insolito per le specialità lombarde, ovvero taleggio e mascarpone.

Mascarpone che è nel cuore anche dei brasiliani, oltre a gorgonzola e provolone, che crescono di anno in anno.

E Mascarpone che è adorato anche a Oriente, in Giappone, il Paese con gli occhi a mandorla più italiano fra tutti quanto a importazione di formaggi del Belpaese. Anche la mozzarella qui è diffusissima, e anzi lo scorso anno è cresciuta nelle vendite del 6%.

La Cina predilige invece fortemente i formaggi morbidi e freschi, come la mozzarella e la ricotta (ma pure, ancora, il mascarpone). Sono queste tre tipologie a trainare l’export tricolore a Shanghai e Pechino, export che nel 2016 ha fatto il botto crescendo del 45%.

In Australia infine il top sono i formaggi a lunga stagionatura. Il Gorgonzola per esempio, che ha superato le 220 tonnellate, o il Provolone, sopra le 500 tonnellate. E anche l’Asiago ha gran mercato.