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Taste 2024: le specialità del Lazio conquistano Firenze

Dai formaggi ai salumi passando per l’immancabile olio extravergine, i cereali e la frutta. Ecco tutti i prodotti d’eccellenza del Lazio protagonisti al Taste 2024.

Giunto alla sua diciassettesima edizione, Taste Fiera del gusto ha sfoggiato tutti i suoi colori e sapori alla presenza di 660 aziende del mondo gastronomico italiano. Alla tre giorni andati in scena dal 3 al 5 febbraio 2024 a Fortezza da Basso, non solo banchi d’assaggio ma anche “Fuori Taste”, percorsi culturali ed enogastronomici, cene a tema, sfida al miglior Club Sandwich e serate cocktail studiate per arricchire il gustoso evento.

Appuntamento immancabile per le specialità del Lazio dove, accanto ai must come olio, cereali, e nocciole, non sono mancate produzioni di nicchia realizzate grazie alla caparbietà di chi ha sempre creduto nella terra e nei suoi frutti, come la famiglia Agnoni, di Cori (LT), che da tre generazioni produce nel territorio pontino ortaggi sott’olio, creme di verdure ed olio extra vergine attraverso ricette semplici e tradizionali, tutte lavorate a mano senza conservanti aggiunti proprio come i sapori genuini di una volta.

Spostandoci a Frosinone, nel banco dei dolci della grande kermesse abbiamo trovato gli Amaretti di Guarcino, un piccolo borgo di montagna ciociaro dove, un secolo fa, un vecchio frate fece dono ai cittadini della preziosa ricetta per premiarli della loro ospitalità. Un biscotto divenuto il fine pasto preferito nel Medioevo durante il periodo di caccia dei signori del luogo nella famosa Rocca di Rivituro. Fernando, il titolare di Amaretti di Guarcino, ne ha fatto il proprio credo personale e così il suo laboratorio sforna tutti i giorni, da anni, i tipici biscotti: un mix di mandorle dolci e amare, albume e zucchero, in forma romboidale.

Dal frusinate arrivava anche l’alta pasticceria di Dolcemascolo: tre generazioni di pasticceri che da oltre sessant’anni trasformano e selezionano le materie prime con cura diventando così punto di riferimento per la pasticceria d’eccellenza e i grandi lievitati, con un punto vendita anche nella Capitale.

Per rimanere sul dolce, la romana Borboletta ha portato al Taste il suo marchio di biscotti e dolci biologici, innovativo e socialmente consapevole, prodotto nello stabilimento certificato a Impatto Zero nel centro di Roma. “La nostra missione è offrire ai consumatori un piacere senza sensi di colpa, sfornando biscotti e torte golosi e rispettosi dell’ambiente. Sosteniamo l’agricoltura locale, le pratiche del commercio equo e promuoviamo l’inclusione e la diversità all’interno della nostra forza lavoro“.

E tra ricette segrete e antichi saperi ha fatto bella mostra di sé anche l’Amaro Erbes della fabbrica di liquori Izzi di Fondi (LT) di cui, da oltre 120 anni, custodisce gelosamente il segreto, prodotto di punta e simbolo a cui hanno fatto poi seguito l’Amaro Erbes Gran Riserva, la Sambuca Premium e la Sambuca al Caffè. Prodotti certificati biologici, dalle proprietà organolettiche delle botaniche selezionate preservate ed esaltate da una lavorazione tipicamente artigianale, presentate in bottiglie di vetro 100% riciclato, etichette ricavate da fibre alternative e chiusure in sughero e carbone attivo prive di colle.

Lo splendido olio della Tuscia è stato presentato da Appo, Associazione Provinciale Produttori Olivicoli, una realtà cooperativa nata a Viterbo nel 1977 e costruita sui valori della cooperazione, della professionalità e della qualità. Oggi Appo, diventata Società Cooperativa Agricola nel 2015, è il punto di riferimento di un’Organizzazione di Produttori (O.P.) che aggrega più di 14.000 attori della filiera dell’olio EVO di qualità: aziende agricole, frantoi e cooperative dedite alla produzione di olio extra vergine di oliva dislocate sull’intero territorio della provincia di Viterbo, Rieti e dell’Umbria, alle quali fornisce assistenza tecnica, commerciale e promozionale, oltre alla formazione sulle ultime tecniche di coltivazione e produzione e nei processi di rintracciabilità.

E dopo il dolce è stata La Torrefazione Pe-fè  di Orte (VT) a far assaggiare le sue miscele di caffè. L’azienda a conduzione familiare è nata nel 1973 quando Ferrero Peciarolo, animato da una volontà instancabile e una forte passione creativa, decise di concretizzare il suo sogno. Nel corso degli anni ha continuato a mantenere tutte le peculiarità di un laboratorio artigianale, riuscendo così a garantire la freschezza e la qualità delle miscele di caffè, frutto di una costante e scrupolosa ricerca che copre l’intero processo produttivo.

Per i salumi non potevano mancare i sapori autentici della storica azienda viterbese Sesto Coccia presente con la sua arte norcina a Viterbo da oltre settant’anni. Le migliori carni fresche selezionate e certificate, dalle centinaia di prosciutti con e senza osso, spalle, capocolli, salami di tutte le forme e qualità, molteplicità di cotti e porchette e la storica Susianella viterbese derivata dalla trasformazione di frattaglie con l’aggiunta di spalla, guanciale, pancettone, condita con sale, pepe, peperoncino e finocchio hanno deliziato i palati dei visitatori con la qualità della produzione norcina classica e viterbese.

La frutta arrivava invece da Monte Porzio Catone (Roma) a riempire di colore e dolcezza gli stand della tre giorni, con la proposta dell’azienda Fruttanuda, marmellate di sola frutta biologica, di altissima qualità e di stagione. Senza conservanti, coloranti né ovviamente aromi artificiali e con la consistenza della frutta fresca “per un’esperienza intensa” giurano i produttori.

Dai Monti Cimini, a Viterbo, Massimiliano Biaggioli, “Mammo” per gli amici, ha portato La Frutta, un nuovo progetto, nato dopo il brand specializzato nella lavorazione artigianale di tutte le parti del lampone, Lampone dei Monti Cimini, dedicato alla lavorazione di frutta e ortaggi in una visione circolare nella quale non esistono scarti ma solo risorse. Per La Frutta “tutto è buono della frutta”. Così dagli sciroppi derivati dalla lavorazione artigianale dei canditi sono stati creati 86 gel di frutta, ortaggi ed erbe aromatiche: condimenti dolci, agrodolci o piccanti da abbinare a formaggi, salumi, carni grigliate o bollite, pesce crudo o cotto, gelati e creme. Inoltre, l’assortimento dei classici canditi di agrumi è stato arricchito dai “canditi arditi”, ovvero canditi agrodolci di ortaggi, che trovano la massima sintesi nella giardiniera candita.

L’Amatriciano, caseificio storico di Amatrice ha proposto i suoi formaggi nati dalla Transumanza, viaggio millenario a cui è dedicata la sua Selezione d’eccellenza perché è proprio attraverso questi antichi cammini, i Tratturi, che i sapori ed i saperi di una volta sono giunti fino a noi, permettendoci di creare, oggi come allora, dei formaggi straordinari.

E dal viterbese non poteva mancare la nocciola Tonda Gentile Romana presente con Parano bio, azienda agricola biologica di Vasanello (Vt), proposta  nelle varianti in guscio o meno, sia naturale che tostata.

Dall’Alta Tuscia viterbese arrivava anche Perle della Tuscia. In una terra incastonata tra il Lago di Bolsena e l’Umbria, dal 1948 solca con l’aratro la scura terra vulcanica e con ogni nuovo raccolto custodisce la biodiversità di legumi, cereali e patate antiche in una realtà aziendale che garantisce qualità e sostenibilità in ogni fase della filiera di produzione. Specializzata nella produzione, nella selezione e nella commercializzazione di antiche varietà di legumi, cereali e tuberi, che trovano nel territorio dell’Alta Tuscia Viterbese un habitat ideale grazie alla presenza del fertile terreno vulcanico, ricco di minerali. Metodi antichi per alcune lavorazioni: ancora oggi la selezione dei legumi è svolta a mano, così come la raccolta delle patate, perché per loro “L’eccellenza non è un atto, ma un’abitudine“.

La tradizione culinaria di Sermoneta (LT) è stata presentata da una gastronomia storica laziale: il Simposio gastronomia da sempre al lavoro per riportare alla luce ricette e materie prime legate al territorio pontino e alla tradizione con metodi di cucina e conservazione utilizzati fin dal medioevo dai monaci templari e fatti rivivere dall’azienda “Sticon Food srl” attraverso la produzione di prodotti di nicchia, promossi a livello nazionale ed internazionale come eccellenze del territorio e del made in Italy nell’ambito della ristorazione e del food & beverage. Tra i prodotti di punta il Trombolotto, limone autoctono Sermonetano, nome scientifico “Citrus Limon Cajetani” ed il Balsamico di visciole, da utilizzare come condimenti per piatti a base di carne, pesce, verdure e pane.

I formaggi della Tenuta Il Radichino di Ischia di Castro nel viterbese (nella foto Credits AKA studio-collective) nati dalla lunga tradizione casearia sarda legata alla pastorizia che si tramandava di generazione in generazione ed oggi al lavoro nella Tuscia hanno estasiato i golosi con i loro formaggi ricavati dal latte delle loro mille pecore e capre che pascolano libere e prodotto con la cura artigianale, proprio come lo si faceva una volta, che gli è valso diversi ambiti riconoscimenti.

“Abbiamo ereditato l’esperienza e i valori che i nostri genitori ci hanno trasmesso e abbiamo ampliato l’attività di famiglia: oggi l’Azienda Agricola Tenuta Il Radichino vanta, oltre alla storica attività di allevamento, un proprio caseificio e un punto agriristoro  dove serviamo prodotti fatti in casa tipici della tradizione sarda e toscana”.

E da Lazio arrivano anche gli artigiani del nastro, l’azienda romana La Fenice che offre dal 1986 molteplici opzioni di personalizzazione e un’infinita varietà di tessuti, per rendere il proprio brand unico e customizzato, vera ciliegina sulla torta.

Credits foto di copertina: AKAstudio-collective

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