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World Pizza Day 2026: Roma celebra l’arte bianca

world pizza day 2026

Roma celebra il World Pizza Day 2026 con una costellazione di maestri dell’arte bianca che, fra banco, ruota di carro e tonda d’autore, dedicano creazioni speciali alla giornata mondiale della pizza.

(in copertina, le pizze di Belloverde)

Napoletana, romana, in teglia e al padellino, classica o con topping singolari. La pizza è sicuramente uno degli alimenti a presentare il maggior numero di declinazioni, è inclusiva e piace a tutti. Basti solo pensare a quanta ne consumiamo e al grande numero di insegne che insiste sulla nostra Roma, come in tutti i grandi centri. Ogni ricetta è un frammento di città: cambiano gli impasti, si spostano i quartieri, restano il forno acceso e la volontà di far parlare la tonda con ingredienti scelti e gesti precisi. Il 17 gennaio, come ogni anno, è il World Pizza Day, e i maestri capitolini dell’arte bianca celebrano questa ricorrenza con una serie di creazioni speciali, da gustare in sala o comodamente a casa propria.

world pizza day 2026

Il world pizza day 2026 dei maestri romani

Il nuovo Seu (Via Angelo Bargoni 10, tel. 06 588 3384) porta in tavola il sapore domestico della “Valeria da Nonna”, con polpette al sugo, pomodoro arrosto, fonduta di parmigiano, pecorino, battuto mediterraneo e basilico, un abbraccio caldo che traduce la memoria familiare in pizza contemporanea, in una sala rinnovata e raffinata dove il comfort resta al centro del morso. TAC – Thin and Crunchy (Via Fiume delle Perle 136-138, tel. 06 4565 2738) firma “L’Assoluto di Crucifere”, lettura vegana che lavora su più livelli vegetali: crema di cavolfiore giallo, broccolo romanesco arrosto, cavolfiore viola in soluzione citrica, crema di broccolo verde e senape, cavoletti di Bruxelles, chips di cavolo nero e nocciole, un mosaico di consistenze che dimostra quanto il tema green possa reggere una base sottile e croccante.

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Presso Frumentario (Via Tuscolana 26, tel. 324 057 8982) Alessandro Santilli propone “Funghi e crema pasticcera salata”, dove i funghi pleurotus ripassati con aglio, olio e prezzemolo incontrano una crema pasticcera salata al provolone affumicato e una demi-glace con senape in grani, affiancata – per chi la ordina in questa settimana – da un assaggio omaggio della Margherita signature, quasi a ribadire che la ricerca passa sempre dal classico. Gabriele Bonci, infine, mette sul banco di Pizzarium (Via della Meloria 43, tel. 06 3974 5416) una teglia con hummus di lenticchie di Rascino, animelle e cipolla fritta al miele, spingendo ancora una volta la sua scuola sull’idea di impasto come piattaforma solida per ingredienti spiazzanti, gestiti con mano da cucina. ​

Fra teglia, romana e napoletana

Pizza & Bolle – La Romana (Lungotevere di Pietra Papa 201, tel. 06 558 4801) festeggia il World Pizza Day 2026 con “Faccio un salto ai Castelli”, pizza romana che lega la città alle colline vicine con crema di patate arrosto, patate sautè, porchetta, riduzione al balsamico e salsa tzatziki, spesso affidandosi a un calice di Champagne De Venoge Extra Brut per tenere insieme grassezza e freschezza. Pizza & Bolle – La Napoletana (Via Oslavia 41, tel. 06 8982 2607; Via Siria 1, tel. 06 789318) lavora sulla “Gricia Orientale”, che incrocia fior di latte, guanciale, salsa teriyaki, zenzero marinato, pecorino semistagionato e pepe sichuan, trasformando il grande classico romano in un ponte esplicito verso suggestioni asiatiche, con un frizzante La Piotta Misunderstanding a chiudere la scena.

Pizza & Bolle – To Go (Via Oslavia 39e, tel. 06 4568 3049) propone invece in teglia la “Pastrami”, dichiarato omaggio a un’icona newyorkese: misticanza, pastrami, cetriolini jumbo, senape e olio extravergine trovano posto su una base pensata per l’asporto, da mordere al volo senza rinunciare a struttura e carattere. Ripiena (Via Gabriello Chiabrera, 107, tel. 06 9727 1734), con la “Pizza da 10” di Massimiliano Ceccarelli (alias Max Crunch), gioca apertamente con la nostalgia degli anni Ottanta: polpa di granchio, insalata e maionese richiamano la celebre pizza di Gianni al Mattone, riportata oggi in chiave dichiaratamente pop, dedicata a chi cerca un morso diretto e un po’ sfrontato.

Omaggi all’Italia

Belloverde, oasi verde a Vigne Nuove, (Via delle Vigne Nuove 250, tel. 06 8879 3989) celebra il santo patrono dei fornai (Sant’Antonio Abate) con una romana bassa e scrocchiarella preparata con impasto a media idratazione, solo lievito naturale e farina Mulino Caputo Rossa di grano tenero, lievitato per oltre 24 ore e steso a mano, leggermente più spesso della romana canonica per sostenere topping importanti come la Brassipa Ruvo, base bianca, friarielli, provola e salsiccia, e la Cordigliera Cantabrica, con mozzarella, alici del Cantabrico, stracciatella, crema di cipolla rossa caramellata e granella di pistacchio. Dallo stesso forno esce anche la “Dionea”, proposta special di stagione e dichiarato inno all’italianità, che su una base bianca di mozzarella accoglie tartare di manzo, songino, noci, pomodorini secchi, stracciatella e olive taggiasche, disegnando su ogni spicchio un tricolore che al palato si muove dal dolce all’umami.

Matteo Lo Iacono, da Crunch (Via Francesco D’Ovidio 27, tel. 06 8760 9540), sceglie per la ricorrenza una versione speciale della sua “The Next Diavola”, partendo da una base fior di latte e costruendo sopra un percorso che va dal carpaccio di pomodoro cuore di bue marinato – profumato con olio al basilico – alla Ventricina piccante, fino alla riduzione di bagna cauda all’aglio nero arricchita con alici di Sciacca e alla rucola baby in acquaponica, il tutto su un panetto da 180 g realizzato con farina tipo 1 da grani 100% italiani e una quota di farro per un morso netto e riconoscibile.

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Pizze d’autore per il world pizza day 2026

Francesco Calò, da Avenida Calò (Viale Pinturicchio 38, tel. 06 8923 8209), interpreta il World Pizza Day 2026 con “Canto di Bruma”, una pizza che parte da un impasto indiretto con lievitazione di 24–48 ore e idratazione al 78%, realizzato con il blend proprietario “Farina Intensa”, semi-integrale ma scioglievole, su cui si innestano cervo brasato al ginepro, purea di pastinaca e patata affumicata, spuma di noce e burro nocciola, tartufo nero e fiocchi di sale Maldon, pensata come voce bassa che però resta nella memoria.

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Da Spiazzo (Via Antonio Pacinotti 83, tel. 375 5683391) Alessio Mattaccini propone “Confine”, costruita sull’impasto Spiazzante – steso come una napoletana ma più croccante, ad alta idratazione e con oltre 48 ore di fermentazione – e farcita con crema di zucca arrosto e miso bianco, pancia di Maiale Nero dei Nebrodi cotta a bassa temperatura e poi rosolata, radicchio tardivo brasato, fiordilatte, fondo ristretto della pancia e olio extravergine, dichiarata pizza-piatto unico stagionale che punta a convincere più che a stupire. Baccio e i Gradini (Via della Piramide Cestia 25, tel. 351 8823737), con “La Margherita di Baccio”, sceglie di tornare al pomodoro dei forni di panetteria dell’infanzia del pizzaiolo Giovanni Lombardi: un disco lievitato 36 ore con blend di farine, condito prima con crema di pomodoro datterino cotto al forno con olio extravergine, sale, zucchero e zest di agrumi, leggermente bruciacchiato e poi frullato, e completato in uscita con stracciata d’Andria cremosa e coulis di basilico, per una margherita che tiene insieme memoria e pulizia di gusto.

A Roma il World Pizza Day 2026 conferma che la pizza è un piatto capace di sintetizzare ricerca, memoria personale e prodotti italiani, dal banco alla ruota di carro fino alla tonda d’autore. In questa giornata nella Capitale, muovendosi fra quartieri diversi, si può sentire una lingua comune, quella di una tonda calda e fumante, condivisa spicchio dopo spicchio.

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