Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Lunedì 20 Maggio 2019

Baladin Open Garden: il parco della birra artigianale

Trenta giorni di crowdfunding per finanziare il grande progetto del numero uno del noto birrificio, Teo Musso. Sarà un immenso giardino tematico con luppoleto, campo d’orzo, botti, malteria e pub per scoprire in prima persona il processo che trasforma le materie prime in bionde e rosse di qualità. Ma non solo…

“Ciao, sono Teo Musso, il papà della birra artigianale in Italia. Immaginate un parco a tema sulla birra, vi sembra un sogno?”.

Beh sappiate che a giugno 2017 non lo sarà più. Quello riportato qui sopra infatti è l’incipit del messaggio di presentazione con cui il numero uno del birrificio artigianale Open Baladin ha lanciato la campagna di crowdfunding sulla piattaforma indiegogo con l’obiettivo (flessibile) di raccogliere fondi per 200mila dollari in un mese e realizzare «tutti insieme» il Baladin Open Garden: una grande area verde per riscoprire il legame tra terra e birra, lontano dagli agglomerati urbani. Un luogo di relax e di formazione per bambini e adulti che vuole far tornare agli antichi valori dell’agricoltura, della tradizione, del territorio.

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Il parco sorgerà sorgerà a Piozzo, cittadina delle Langhe in provincia di Cuneo, dove Musso ha aperto il suo primo pub nel lontano 1986.

Al centro ci sarà una cascina piemontese del 1600 pronta a riprendere vita, e poi un forno di borgata e il mercato dei produttori locali e degli allevatori per mangiare direttamente e senza passare dal via, dalla forca alla forchetta, dalla terra al piatto. Previsto anche un laboratorio del cioccolato.

La birra sarà naturalmente il grande filo conduttore, con le botti poste nelle cantine della struttura e un pub nelle stalle per degustare le miscele. Nell’edificio accanto ci sarà la casa del luppolo e la malteria artigianale e didattica. Poco più in là, anche il luppoleto e il campo d’orzo di Baladin, raggiungibile tramite un passaggio e parte integrante di un grande percorso turistico e didattico con cui i visitatori apprenderanno in prima persona quale sia il processo che trasforma le materie prime nelle bionde o nelle rosse dei loro bicchieri.

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Ci sono dunque trenta giorni per diventare sostenitori del bel progetto e assurgere dunque alla carica di Open Gardeners”: in cambio del supporto, tra l’altro, ci sono “ricompense” di gran lustro: magnum di birre limited edition, cene esclusive a contatto con la natura, pitture meditative, la grande festa per la raccolta del luppolo, tavole rotonde con ospiti di primo piano come Davide Oldani, Gabriele Bonci, Ugo Nespolo, Lucio Maria Morra e i birrai statunitensi Greg Koch e Sam Calagione.

A questo link trovate tutte le informazioni e le modalità per finanziare il Baladin Open Garden.