Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Lunedì 10 Dicembre 2018

FancyToast e la carica delle toasterie

E’ l’ultima apertura in ordine di tempo dedicata alla nuova passione degli street food lovers: non due ma una fetta di pane nel segno della filosofia americana “Open bread”

La nuova moda, o meglio la nuova passione degli instancabili dello street food è senza dubbio quella dei toast. E infatti sono moltissime le nuove aperture di toasterie negli ultimi tempi in tutte le principali città italiane. L’ultima in ordine di tempo è a Milano, in via Volta 8, e risponde al nome di FancyToast, tradotto toast fantasiosi.

FANCY TOAST (MILANO)

fancy

E in effetti il locale in zona Moscova sono originali non solo nella struttura ma anche nella composizione: a cominciare dal fatto che di fette di pane ce n’è solo una (spessa però 2,5 cm!) in piena filosofia americana Open Bread. Sopra, potrete assaporare farciture più insolite come – su tutte – quella dell’Epic Avocado Toast (avocado mash, uovo, bacche di pepe rosa e profumo di lime), o sapori più classici come il Salmone West Toast ( soft cream, salmone affumicato, purea di passion fruit, sfere di soia e profumo di maggiorana). Degne di nota anche le alternative dolci, anch’esse più che innovative, in primis il Banana Toast (sweet cream, banana a fette e gocce di cioccolato) per gli amanti dei gusti pieni e decisi.

Anche a Bologna è arrivata da pochissimi giorni una tosteria, si chiama StreeToast e viene proprio da Milano, dove da tempo è presente con due indirizzi in Duomo e in Ticinese.

STREETOAST (BOLOGNA)

street

Il format è incentrato sull’offerta di toast giganti in chiave gourmet. Materie prime selezionatissime e pane realizzato esclusivamente con farine di mais, a differenza del consueto pane bianco. Nel locale di via Irnerio 18 D una lista di una trentina di varianti fra ricette classiche (come il Woodstock con prosciutto cotto e fontina), vegetariane (come il Jaffa con feta greca, hummus di ceci, melanzane e pomodorini al forno), vegane (come il Silom, con pomodoro ramato, melanzane al forno, crema al tofu, misticanza, olio, sale, origano) e dolci (con marmellate di frutta o nutella).

A Roma sul finire di quest’estate ha invece triplicato, forte del successo ottenuto in Prati e Re di Roma (oltre che in molte altri capoluoghi e province dello Stivale) CapaToast, con un nuovo punto a Trastevere, in vicolo del Cinque 30 B.

CAPATOAST (ROMA)

capatoast

Pane artigianale bianco, integrale o alle noci da gustare abbinato ai migliori salumi e latticini o a golose creme, marmellate e confetture di frutta. Particolarità del menu sono le opzioni alternative, chiamiamole così, per i più sofisticati: il Palestrato (light ma proteico con bresaola, crescenza e insalata), il Dietetico (fesa di tacchino arrosto, stracchino e insalata), il Club Veg (per i vegetariani, doppio toast con pomodorini, ricotta di fuscella dei Monti Lattari, uova sode, zucchine grigliate, melanzane grigliate, basilico e maionese). Nessuna ricetta già confezionata invece per i vegani, che però possono costruirsi il loro toast scegliendo ingredienti (verdure, formaggio vegano, maionese vegana o, nella versione dolce, cioccolato nero e burro di arachidi) su fette di pane a lievitazione naturale con farina di frumento 00, farina integrale e soia.

Ha compiuto invece un anno I’Tosto a Firenze, tosteria espressa in pieno centro storico – in via Dei Servi 8 R, a pochi metri da piazza Duomo – che punta tutto sulla qualità del pane, di cui si utilizzano tre diverse tipologie (classico, integrale e ai cinque cereali), sul formato maxi e su una certa creatività nella combinazione degli ingredienti.

I’TOSTO (FIRENZE)

itosto2

Oltre alle molte variazioni a tema salato, I’Tosto propone ottime ricette per toast dolci, che attirano naturalmente i più affezionati ad una colazione all’italiana e meno europea. Burro d’arachidi, marmellata, nutella: ce n’è per tutti i gusti. Immancabile anche l’opzione vegana (con verdure grigliate e formaggio di soia). Ultima novità – fresca di questo fine ottobre – l’arrivo dei cocktail e dei tè “Arizona”, che fanno impazzire da tempo ormai gli americani e da abbinare alle proprie preferenze del menu.