Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Venerdì 09 Dicembre 2022

Cantina del Tufaio, clima familiare e ottimi vini a Zagarolo

cantina del tufaio

A Zagarolo, Cantina del Tufaio è una piccola realtà vitivinicola nata nel 1881 e portata avanti con caparbietà da una famiglia di vignaioli veri.

Lo confesso, ero un po’ prevenuto… “Una piccola realtà laziale, vicino Zagarolo, ma che vini mai potrà fare…”. Questo il pensiero entrando presso la Cantina del Tufaio, realtà vitivinicola conosciuta tramite Instagram e il bellissimo lavoro svolto da #letishanotonlywine.

L’accoglienza è stata “casalinga”, assolutamente familiare, come è la gestione dell’azienda. Mentre aspettavo fuori, sotto una pergola e di fronte a una “porta magica”, entrava e usciva una signora con dell’acqua e poi del vino e poi con un piatto che portava a un altro gruppetto di curiosi in visita alla cantina, come il sottoscritto.

Le vigne tutto intorno. Quattro ettari di vigneti, dai 7 ai 22 anni, vitati a Pinot Bianco, Malvasia, Trebbiano giallo, Sauvignon, Merlot e Cabernet Sauvignon. Un terreno unico, alle pendici del grande vulcano laziale, i cui banchi di tufo conferiscono al vino una tipica mineralità. E una storia alle spalle di cinque generazioni, iniziata nel 1881, anche se è la data che ha cambiato le sorti di questa piccola azienda è il 1994, anno in cui Claudio Loreti, volendo “sfidare suo padre” decise di sperimentare la tecnica di affinamento dello spumante metodo classico.

Si rivolse all’Istituto San Michele all’Adige, piantò il Pinot bianco che non aveva, e sfruttò la “porta magica”, quella che apre a una grotta di Tufo, scavata dagli avi della famiglia Loreti, a 16 metri di profondità, che divenne la vera svolta dell’avventura della spumantizzazione. Un microclima costante, tra i 12 e i 14 gradi i cui le bottiglie di metodo classico riposano in apposite “nicchie”, su cataste prima e sulle pupitre dopo.

È  Nicoletta, la figlia di Claudio, che si occupa di comunicazione e di vendite (ma non solo), a raccontarmi con entusiasmo e partecipazione questa incredibile avventura, fatta i primi tempi di botti enormi di castagno calate in grotta con corde e olio di gomito; poi dei primi esperimenti di spumantizzazione negli anni ’80 (Tufaio Brut, anche se in etichetta veniva riportata anche la dicitura Pas dosè…) e delle prime 120 bottiglie, a base di malvasia; infine dell’attuale “Tufaio Pas Dosè”, a base di Pinot Bianco al 90% e Malvasia Puntinata al 10% con una sosta sui lieviti di 36 mesi e una sboccatura rigidamente manuale, come del resto anche il remuage. Ci piace questa bollicina, perché è semplice ma ha personalità, si beve facilmente, ma lascia il segno. Agrumi, fiori e tostatura al naso; equilibro, struttura e finezza in bocca.

Il primo vino bianco fermo che assaggiamo è il “Tufaio”, blend di Malvasia, Trebbiano Giallo, Grechetto e un po’ di Sauvignon, profumato e piacevole. Fa seguito “Annike”, Sauvignon in purezza, dedicato proprio a Nicoletta, pungente ed equilibrato. Chiudiamo con un rosso, “Ammaria”, dedicato a Maria, la moglie di Claudio, un Cabernet Sauvignon di grande spessore, affinato 13 mesi in Tonneau, balsamico e speziato.

Gli atri vini della gamma sono “Aggì”, dedicato al nonno Giggi, blend dei vari vitigni di proprietà, con un passaggio in legno di rovere; “Casale Tiberio”, in memoria del proprietario del terreno dove oggi è nata la Cantina del Tufaio, a base di Merlot al 60%, Cabernet Sauvignon al 40%; il “Tufaio passito” e “Ammirose”, di cui  sono state prodotte solamente 300 bottiglie, un metodo classico rosè nato durante il diradamento del Merlot nell’annata 2005.

E poi vi è la nuova linea nata dalla curiosità e dalla voglia di sperimentare di Nicoletta; si chiama 6 Gemme, perché con lei è partita la sesta stirpe di vignaioli della famiglia Loreti. Ne fanno parte “Prima Nicchia”, un metodo ancestrale, la cui presa di spuma avviene con i propri lieviti e il proprio zucchero, a base di Pinot Bianco e Trebbiano Giallo e “Sei Gemme”, selezione di Malvasia Puntinata e Trebbiano Giallo, che vuole esprimere la tradizione vinicola secolare della famiglia e della potatura a 6 gemme a frutto.

Vignaioli veri, clima familiare e ottimi vini, la ricetta vincente di Cantina del Tufaio!