Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Giovedì 30 Giugno 2022

Carmelo Trentacosti: “Mi mancava l’adrenalina del servizio in sala”

carmelo trentacosti

Mec Restaurant, il ristorante museo di Palermo capitanato da Carmelo Trentacosti, è stato premiato dalla Guida de L’Espresso con gli ambiti Due Cappelli. Per l’occasione abbiamo incontrato lo Chef che ci ha svelato il segreto del suo successo.

A pochissimi giorni dalla riapertura, dopo il lungo stop che ha costretto il settore della ristorazione a fermarsi, il MEC Restaurant di Palermo ubicato  all’interno del cinquecentesco Palazzo Castrone Santa Ninfa, lungo Corso Vittorio Emanuele, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento: i “Due Cappelli” assegnati dalla Guida de L’Espresso.

Un risultato ragguardevole considerata la rarità con cui viene assegnato questo importante riconoscimento, soprattutto ai locali di recente apertura. Ma l’ammaliante location, ideata dall’architetto e imprenditore palermitano Giuseppe Forello, unita alla raffinata cucina gourmet dell’executive chef Carmelo Trentacosti hanno convinto tutti a decretare che i tempi fossero maturi. 

Sono molto contento del risultato. –  commenta Giuseppe Forello, founder di MEC– Ringrazio la Guida de L’Espresso che, sicuramente, farà da trampolino di lancio per futuri riconoscimenti. Con il MEC, Carmelo e il nostro team ho voluto iniziare un percorso che, sono certo, riserverà tante soddisfazioni personali e professionali”.

Mec Restaurant

La presenza di un ristorante all’interno del MEC Museum è, infatti, ciò che, sin dalla sua apertura a fine gennaio del 2020, ha reso la visita  museale un’esperienza da vivere a tutto tondo. Filosofia del MEC Restaurant è espressa nell’acronimo MEC: Meet, Eat, Connect, con cui si punta a realizzare il concetto dell’esperienza condivisa anche a tavola. Alla guida del ristorante a vista l’Executive Chef Carmelo Trentacosti. A supportarlo una sua squadra composta da dieci elementi, quattro in cucina, cinque in sala e un restaurant supervisor all’accoglienza.

Il noto museo-ristorante fine dining, che ha riaperto le porte dallo scorso 4 giugno, consentirà alla sua clientela affezionata e ai nuovi avventori di   tornare a cenare all’interno delle sale espositive e godere della splendida vista sulla Cattedrale. 

In occasione della riapertura, infatti, lo chef ha introdotto in carta nuove specialità. Tra queste il nuovissimo aperitivo ‘Acquario’, con tre chicche che lo chef svelerà direttamente agli ospiti in sala. Preparazioni alla lampada, steak tartare, crêpes suzette e un dolce dedicato a Steve Jobs, solo per citarne alcune. 

carmelo trentacosti
Due Cappelli. Un importante riconoscimento.

Sono felicissimo di questo riconoscimento ottenuto, non è stato per nulla facile e non lo davo per scontato. Lo condivido con i miei collaboratori di sala e di cucina, che ringrazio per il loro supporto. Ma anche con i miei clienti. –afferma l’executive chef  – Mi gratifica ancora di più sapere da addetti ai lavori che questo riconoscimento di rado lo ottiene un locale aperto da così poco tempo come il MEC. Avere assegnati direttamente due cappelli, così in prima battuta, mi inorgoglisce moltissimo e mi spinge a fare ancora meglio”.

Si tratta di un riconoscimento che assume un valore ancora più significativo proprio perchè proveniamo dall’emergenza sanitaria globale. Da questa ho ancora di più imparato il rispetto per la vita- aggiunge–  e credo che la spinta per la rinascita della ristorazione sia continuare a valorizzare sempre di più i nostri produttori di fiducia del territorio siciliano che, come noi, si trovano in ginocchio in modo da supportarci reciprocamente nella difficile ripartenza”.

Cosa ti è mancato in questi mesi di pandemia?

E ancora:“Se penso ai mesi trascorsi ciò che mi è mancato maggiormente è stata l’adrenalina da cui siamo pervasi al momento del servizio nel ristorante. Ma anche il rapporto con i clienti. Credo che questo stop non sia stato del tutto vano. Mi ha consentito di darmi da fare per essere pronto a ripartire con grinta ed entusiasmo. Queste sono le doti più importanti per uno chef”.

Parliamo del menu. C’è un piatto che ti rappresenta maggiormente?

“Del nuovo menù tra ì piatti che mi rappresentano maggiormente c’è la melanzana ammuttunata. Perché racchiude i colori e i sapori della mia Sicilia con un gusto esplosivo. Quando sono a casa amo le paste integrali di grano antico siciliano semplicemente con del buon olio extravergine d’oliva di  famiglia. Quando le mangio sento il profumo del grano e immagino ogni volta, e a ogni boccone, il contadino con la falce che taglia le spighe e le raccoglie a mazzi. Poesia allo stato puro”.

Qual è il segreto del tuo successo?

Infine: “Il segreto del mio successo ? Rispetto delle materie prime, esaltazione dello “spirito mediterraneo” continuano a essere i canoni rappresentativi della mia cucina. La mia filosofia di cucina mi segue ovunque io vada nella continua ricerca di una cucina raffinata e particolare. Eleganza, autenticità dei sapori e ricerca innovativa, sono i tratti distintivi, parole d’ordine di uno stile che, da sempre, rappresenta il mio biglietto da visita” conclude.