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Colli Berici: viaggio nella doc veneta “a misura d’uomo”

colli berici

Tai rosso, Carmenere, Garganega, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot.Sei vitigni per una doc storica, in provincia di Vicenza, di grande valore incastonata tra boschi secolari e borghi antichi. Enoturismo slow, a misura d’uomo, e grande gastronomia sono alla base dei Colli Berici.

Vigne incastonate come gemme all’interno dei boschi e un paesaggio che varia tra mille sfumature di verde, da quello più intenso degli alberi allo smeraldo delle viti fino al colore più tenue degli oliveti. Siamo nei Colli Berici, propaggini appena fuori Vicenza, in Veneto, nate 40 milioni di anni fa dal sollevamento del fondale marino. Qui oggi, dove una volta c’era il mare, si producono vini comunque di antichissima memoria come il Tai rosso (il vecchio Tocai che in Italia abbiamo dovuto rinominare dopo aver perso la battaglia con l’Ungheria), il Carmenere e la Garganega, ma anche Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot.

E mentre per il Tai rosso leggenda narra che le prime tracce in questa zona risalgano addirittura al XIII secolo, il Merlot, che è l’ultimo arrivato, è approdato qui a fine ‘800, portato dai lavoratori veneti che tornavano dalla Francia. Eppure, nonostante tanta storia la doc dei Colli Berici fa fatica a farsi conoscere ai consumatori, probabilmente perché “schiacciata” da consorzi più famosi come il Valpolicella o il Soave. Un trend che i produttori da un decennio stanno tentando di ribaltare facendo conoscere vini e un territorio che ha tutte le carte in regola per essere visitato ed esplorato. Per il clima innanzitutto, perché qui le piogge sono meno della metà di quelle che colpiscono il nord dell’Italia e perché tutto è a misura d’uomo e pensato per un enoturismo slow: le cantine sono 30 e, a parte le 2 cooperative, hanno vigneti di piccole estensioni e i Colli si possono girare in bici visitando aziende e ville palladiane.

Una visita merita sicuramente la cantina Mattiello che oggi è “ospitata” nella splendida Villa Da Schio, a Costozza, costruita nel 1500 ma con una cantina che risale addirittura al 1300. Ancora oggi abitata da Giulio Da Schio, che fa da guida ai turisti, vale una sosta per la sua particolare architettura tra statue del 1700 e arredi d’epoca e per la collezione di antiche bottiglie. Alle spalle dell’edificio si apre un’antica cava di 5 ettari dentro la montagna ora trasformata in fungaia. E l’aria fresca che arriva dalle grotte è stata utilizzata fin dalla costruzione della villa per refrigerare le stanze. Oggi l’azienda ha 12 ettari di vigneti tra Garganega, Chardonnay, Sauvignon, Manzoni bianco, Carmenere, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Tai Rosso. Tra i vini assaggiati spicca I Covoli 2023 (12°) un Colli Berici bianco, assemblaggio tra Garganega e Chardonnay, con un bel naso profondo con sentori di mela, un bel sorso che regala mineralità e freschezza, e il Tai rosso 2023 (13°) che si presenta subito con un naso molto ampio tra frutti rossi e cuoio.

colli berici

Spostandoci a Lonigo, prima località ai piedi dei Colli Berici arrivando da Vicenza, si arriva salendo alla cantina Punto Zero dove i vigneti sono circondati da coltivazioni di alberi da frutta e boschi. Qui si ha la prova di come questi terreni un tempo fossero il fondo del mare: dagli scavi per impiantare le viti sono emersi fossili e conchiglie datate milioni di anni fa. Un terreno calcareo che si ritrova anche nei vini, tutti con note minerali e fresche. Interessante il Marcella 2022 (14°), un blend di Tai rosso, Cabernet Sauvignon e Merlot “costruito” usando anche una piccola parte di uve lasciate ad appassire e dedicato alla titolare dell’azienda, Marcella Toffano: un vino con profumi di frutta sotto spirito, amarena, ribes, maresca e con una lunga persistenza.

Riscendendo verso Lonigo, appena fuori dal paese si arriva alla cantina In Sordina, dove il Consorzio dei Colli Berici ha fatto partire il progetto che prevede di impiantare vecchie varietà di viti autoctone ormai quasi estinte. Due le interpretazioni del Tai rosso: il Leopoldo Marcassola 2022, (13°) elegante con tannini molto levigati e profumi di frutti rossi, ciliegia e lampone e il Taitanic Marcassola 2022 con accenti più dolci al palato.

Si cambia zona per arrivare alla cantina Del Rèbene, a 350 metri sul livello del mare, una vera e propria isola in mezzo ai boschi. Claudia e Francesco, i due proprietari, sono arrivati qui negli anni ’90 inseguendo il sogno di ridare vita a un insediamento che risale all’epoca dei cimbri e che poi negli anni ‘80 era stato abbandonato. L’azienda produce vino e olio in regime completamente biologico ma si offre anche ospitalità, con una camera a disposizione degli ospiti e un appartamento. I vini sono quelli tipici della zona, una Garganega vinificata sia nella versione ferma sia in quella frizzante, il Tai Rosso e un Carmenere da accompagnare, come da sempre avviene sui Colli Berici, con la soppressa – che nel vicentino viene impreziosita con una parte della coscia del maiale – e i formaggi della zona.

E i Colli Berici valgono una gita anche per le soste culinarie che offrono. Fra tutte la Trattoria La Moreieta a Soghe che sorge in un’ex casa colonica, risalente alla seconda metà del ‘700, già meta dei dogi veneziani in villeggiatura, con una splendida terrazza che dalle colline si affaccia su un panorama della vallata fino a scorgere, nelle giornate più terse, Vicenza. Il ristorante è gestito dalla famiglia Costa, che si tramanda da cinque generazioni l’arte della cucina più raffinata. Tra i piatti da provare il baccalà mantecato e un eccellente risotto al tartufo nero che viene raccolto proprio nei boschi vicini.

Spostandoci sull’altro versante dei Colli, ad Alonte, merita una sosta il ristorante il Camaleonte. Qui “comanda” uno staff fatto tutto di giovani, dai proprietari allo chef fino ai ragazzi di sala e la cucina parte dai prodotti locali per rielaborarli con una bella mano creativa e innovativa. Tra i piatti un’ottima capasanta con tofu, the matcha e insalatina acida, un risotto al latte di capra, genziana e lime e un vitello con topinambour, senape e aceto. Delizioso il dolce: morbido alla rucola, yogurt e cipresso.

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