Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Domenica 20 Agosto 2017

Eatsa: il fast food senza l’ombra di un cameriere

La catena americana di fast food che produce cibo vegetariano e bio ha annullato il personale per permettere di acquistare a prezzi accessibili pasti sani e salutari di alta qualità. E per quanto possa essere straniante per i clienti, l’idea costituisce una soluzione efficace al problema dell’obesità, particolarmente radicato negli Usa

Non ci sono cucine, non ci sono camerieri e non ci sono tavoli. Eppure è un fast food. Non è un indovinello ma Eatsa, catena statunitense di cibo salutare e vegetariano fondata da David Friedberg, imprenditore della Silicon Valley ed ex dirigente Google, e che al momento conta due indirizzi, uno a San Francisco e un altro a Los Angeles.

Eatsa rappresenta semplicemente il futuro della ristorazione. E il perché è presto detto: è uno store completamente automatizzato. Dentro non c’è nemmeno l’ombra di un cameriere, di un cuoco, o di un direttore di sala. Di più: non c’è nemmeno l’ombra di un dipendente in carne ed ossa.

E dunque come si fa a ordinare, come si fa a mangiare? Con la tecnologia appunto, che in questo caso è elevata alla N.

I clienti vanno in sala, scelgono il proprio piatto su un tablet, quindi aspettano in fila di fronte una sorta di “muro” di vetri a forma di cubo. Ogni cubo corrisponde all’ordinazione di uno specifico cliente. E quando il vetro relativo alla propria ordinazione diventa nero, vuol dire che il piatto è in preparazione. Quando poi, sempre sul vetro, compare un segnale che invita a toccare due volte il cubo, significa che i giochi sono fatti, ed il pasto pronto per essere gustato.

eatsa cubi aperti

In Eatsa, dunque, viene annullata qualsiasi forma di interazione tra venditore e consumatore. Ma non è certo annientare i rapporti sociali l’obiettivo che vuole questo innovativo (e un pizzico estraniante) sistema 3.0. E allora a cosa si mira?

Le premesse del boss del fast food, David Friedberg, che si è avvalso della collaborazione degli esperti informatici Scott Drummond e Tim Young, sono più che nobili: rendere accessibile a tutti con prezzi decisamente abbordabili l’alimentazione sana di tipo biologica, cosa che in America, dove l’obesità è all’ordine del giorno, potrebbe divenire in breve tempo una autentica manna dal cielo.

Eliminando i costi del personale, accade così che un piatto con ingredienti bio di alto livello qualitativo possa essere comprato a poco meno di 7 dollari, cifra incomparabile a quelle degli attuali competitor.

E il menu di Eatsa è anche particolarmente ricco, con specialità che sfruttano le proprietà nutritive della quinoa, cereale iper proteico cui si possono affiancare di volta in volta humus, avocado, funghi, mais, guacamole, formaggio, uova, noci, cipolle, patate arrosto, pomodori e molti altri ingredienti.

eatsa quinoa

Il sistema così come è concepito oggi permette insomma di produrre cibo in tempi brevissimi (ogni ordine è smaltito tra i 90 secondi e i tre minuti) e a prezzi imbattibili: una premessa talmente di successo anche solo sulla carta da aver permesso a Eatsa di espandersi in breve tempo: sono già in programma le aperture di altri 10 punti negli Usa.