Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Mercoledì 14 Aprile 2021

Il M**BUN di Torino compie 10 anni: tutte le novità

M**Bun panino

La catena torinese di slow fast food nel suo primo decennale dice no alla plastica e presenta un nuovo panino realizzato con 3 diverse tipologie di carne

3 milioni di clienti, 2 milioni e 300mila hamburger, 1 milione di bicchieri di birra (solo artigianale) e 127 mila dolci. Sono questi i numeri indicativi che riassumono i dieci anni di attività di M**Bun, lo slow fast food nato a Rivoli (Torino) e famoso per aver sconfitto McDonald’s facendo ritirare il colosso americano dalla causa che aveva intentato per il nome Mac Bun, che in piemontese significa semplicemente «ma che buono».

Giusti tempi di allevamento, maturazione, conservazione e cottura sono le basi della proposta di ristorazione di M**Bun, che da sempre si è dato l’obiettivo di valorizzare la filiera corta e le eccellenze del territorio. La catena, che oggi conta 3 locali, 2 a Torino e uno a Rivoli, si contraddistingue per un approccio giocoso e non convenzionale, capace di non prendersi troppo sul serio – come quando, quest’anno, hanno diffuso il pesce d’aprile che li voleva comprati da un’azienda cinese – ma che diventa molto serio quando si parla di qualità.

M**Bun

La carne utilizzata proviene esclusivamente dall’agricola di proprietà, ed è ottenuta da animali allevati e nutriti con cereali e foraggio coltivati nei campi della zona.

L’attività è nata da un’idea di Francesco Bianco, Paola Pellichero e Graziano Scaglia, titolare dell’Azienda Agricola Scaglia di Rivoli insieme ai fratelli Paolo e Mauro. L’azienda agricola, visitabile gratuitamente ogni primo sabato del mese, è il cuore della produzione di M**Bun: nata grazie al bisnonno dei fratelli Scaglia, che arrivò nell’attuale cascina di Rivoli come mezzadro nel 1931. Sempre attenti alla qualità e al metodo di lavorazione, l’azienda, che negli anni ha conquistato numerosi premi e riconoscimenti, conta oggi 450 bovini di Razza Piemontese, 180 suini, 4.000 polli e 600 conigli, oltre a coltivazioni di mais, orzo, grano e prato, destinate all’alimentazione degli animali.

Per festeggiare i suoi primi 10 anni M**Bun ha deciso di realizzare un nuovo Hamburger alle tre carni (bovino, suino, pollo) guarnito con granella di nocciole Piemonte e crema di Castelmagno Dop Piemonte. Novità in vista anche per gli amanti delle patate: in tutti i punti vendita sono arrivate anche le Patate Rupìe cotte al forno e sotto sale secondo la tradizione delle isole Canarie, a cui si abbineranno salse tipicamente piemontesi come il bagnetto verde, ma anche la maionese e la rubra. Le Patate Rupìe saranno in futuro oggetto di varianti stagionali, sempre gustose e golose.

M**BUN

I 10 anni sono anche il momento giusto per rivoluzionare il proprio approccio dicendo no alla plastica e sì alla sostenibilità. Ecco arrivare quindi i dolci in burnia – panna cotta, tiramisù, crème caramel, bonèt, cheese cake – senza conservanti e coloranti, serviti in una burnia (vasetto in piemontese) di vetro che ne esalta gusto e freschezza. Le burnie potranno essere portate a casa e riutilizzate o smaltite nei contenitori del vetro: un altro passo verso il percorso dell’azienda nella direzione del plastic-free.

Anche la più celebre tra le bibite piemontesi, la Molecola –100% made in Italy e ispirata a un’antica ricetta piemontese di fine Ottocento riscoperta da Francesco Bianco e Graziano Scaglia – rinuncia alla plastica. Le nuove bottiglie in vetro da 330 ml e quelle da 750 ml realizzate nel modello 90.60.90  sono ispirate a Sofia Loren e Giorgio Armani: un contenitore inusuale e affascinante – tanto che si è aggiudicato l’International Design Award (IDA) di Los Angeles – che gioca con forme sinuose come quelle del corpo delle dive degli Anni ‘50, e con pattern che richiamano la trama del tweed. Molecola è realizzata anche nella versione Molecola Bio Fair Trade, risultato dell’impegno e del lavoro svolto con il consorzio Altromercato.

Info utili

M** Bun

Corso Susa 22/e a Rivoli

Corso Siccardi 8/a e via Rattazzi, 4  a Torino

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