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Il Pranzo di “Frate JACOPA”: racconto di una domenica trasteverina tra sacri aneddoti e peccati di gola

Il primo dei “4 Pranzi della Domenica”, dedicato al Maiale Nero Casertano, è stato di fatto un trionfo, dove l’indovinata sequenza di portate – ideata dallo Chef Piero Drago ed eseguito a 4 mani con la Sous Chef Giacoma Mineo – ha mostrato le splendide attitudini del regale suino.

Ma la storia di JACOPA è molto più suggestiva e ricca di aneddoti che vanno dal sacro al laico, passando per i “peccati di gola”.

JACOPA, ristorante bistrot dell’Hotel San Francesco, tra le quiete vie di Trastevere a Roma, non prende solo il nome dalla via in cui è ubicato (Via Jacopa de’ Settesoli, 7): la sua è una storia molto più suggestiva e ricca di aneddoti, curiosità e congiunzioni tra il mondo sacro e mondo laico.

Il suo titolo infatti rende omaggio a “Frate Jacopa”, ovvero Jacopa Frangipane, Signora dei tanti castelli e terre del Lazio dei Frangipane, la quale, rimasta vedova a soli 27 anni, diventò l’amministratrice delle molte proprietà del marito, fra cui la cittadina di Marino (RM).

Quando San Francesco arrivò a Roma, Donna Jacopa conobbe l’ordine attraverso la sua Parola, diventando da quel momento sua fedele seguace e fidata guida per le vie dell’Urbe. Da allora, Jacopa de’ Settesoli si convertì nella più valida collaboratrice del neonato movimento francescano nella città dei Papi, ottenendo importanti concessioni. Jacopa de’ Settesoli era talmente attiva e risoluta, da indurre Francesco a chiamarla affettuosamente Frate Jacopa e a sollevarla dalla clausura. Anzi, amava dire: “Aprite le porte e fatela entrare, perche per frate Jacopa non c’è da osservare il decreto della clausura relativo alle donne”.  

Secondo una tradizione poi, San Francesco nel 1221 fondò, ispirato proprio da Jacopa, l’ordine dei “Fratelli e Sorelle della Penitenza” o “Terzo Ordine” dedicato ai laici che, pur rimanendo a vivere nel mondo, desideravano condurre una vita cristiana di stile francescano.

Tra le tante abilità di Jacopa la cucina non era da meno. Cuoca sopraffina, proprio al desco della nobildonna romana, Francesco assaggiò quelli che sarebbero diventati il suo unico “peccato di gola”, ovvero certi biscotti “boni e profumosi”, di cui in Santo andava ghiotto.


Pasta di pane, miele, mandorle e mosto d’uva, i “mostaccioli” di Jacopa piacevano talmente tanto al Santo da averli desiderati anche in punto di morte. Così JACOPA, che affaccia sul cortile interno della Chiesa di San Francesco a Ripa diventa, grazie alla bella intuizione del proprietario Daniele Frontoni, simbolicamente e concretamente la “mensa” di Francesco.

Una “mensa” di charme, piacevolissima, elegante ed educata che, tra le sue linee essenziali e le tonalità della terra, non nicchia davanti al vigore dei sapori. Anzi.

Il primo dei “4 Pranzi della Domenica”, dedicato al Maiale Nero Casertano, è stato di fatto un trionfo, dove l’indovinata sequenza di portate – ideata dallo Chef Piero Drago ed eseguito a 4 mani con la Sous Chef Giacoma Mineo – ha mostrato le splendide attitudini del “regale suino”.

Tutto ha avuto inizio chips di cotenna soffiata, un Crunch accompagnato da una bollicina per dirsi “buon appetito”. Poi, subito, la prima rivelazione: una bruschetta di pane scuro travolta da una generosa effusione di “orecchie in umido marinate”, straordinarie per viscosità, consistenza e prodezza di pensiero applicato.


Poi la “Coppa di testa”, realizzata artigianalmente con inserti di scorza d’arancia e servita con le puntarelle (alle quali mancava un pò di personalità per tenere “testa alla testa”). I “Fagioli con le cotiche in coccio”, centrati e avvolgenti; poi Standing ovation per i “Fegatelli in rete e purea di albicocche”, un tocco di classe ad ingentilire il carattere del fegato reso ancora più strong da una non totale cottura.

Anche gli gnocchi, fatti in casa, ben morbidi e perfetti amici del palato, conditi con il sugo delle spuntature, creavano un nuovo incontro tra l’opulenza di un sugo di tradizione e la misura della sua presentazione.

Chiude il “Walzer del Casertano”, Salsiccia e Friarielli, immancabile quanto riuscito connubio, prima di scivolare nella dolcezza con un ironico Peppo Pig, un dolce a base di vaniglia, caramello, mascarpone e whisky ideato dal pastry chef Luca Andrea Ercoli. Il prossimo pranzo, fissato per il 26/03, sarà in onore del Quinto Quarto. I posti sono limitati. Vi consigliamo di prenotare!

JACOPA
Via Jacopa de’ Settesoli, 7
Roma (Trastevere)
065809075

Fotografie nel testo gentilmente concesse da Daniele Frontoni

In copertina: “Pane e Orecchie” / Sara De Bellis

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