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Mixologia

MixonTrend/Vacanze, quando il gin diventa un souvenir

Come una cartolina o una fotografia da riguardare quando si ha nostalgia di un territorio o di un paesaggio, il gin racchiude in sé sentori e profumi “effetto souvenir”.

Uno dei problemi legati alle vacanze è cosa portare come regalo per gli altri o come ricordo per sé. Negozi e bancarelle dei luoghi di villeggiatura come delle città d’arte propongono per lo più paccottiglia “made in China” plasticosa e di cattivo gusto.

Sarà questo uno dei motivi per cui, secondo una ricerca Coldiretti/Ixè, oltre un italiano su 2 (56%) in vacanza acquista prodotti tipici come souvenir.

Uno dei prodotti più apprezzati per questo tipo di cadeaux è il gin del territorio realizzato da piccoli distillatori. Un mondo che vanta ben 800 etichette, la gran parte realizzate con botaniche locali espressione dei singoli “terroir”.

Così, una volta tornati a casa dalle vacanze, basterà aprire una bottiglia e sognare di essere ancora in vacanza.

Gin, crogiuolo di ricordi

Dalla ribollita alla panzanella fino ai cantucci. Questo il progetto Dal Piatto al Bicchiere che traduce i piatti toscani in gin. Ogni distillato fonde in sé l’unicità del ginepro di qualità toscana, base di almeno la metà del gin premium mondiali, e la sua gastronomia.

C’è il Panmòllo 1912, un cold compound ispirato alla pappa al pomodoro e realizzato a partire da una singola macerazione a freddo di tutti gli ingredienti (pane artigianale toscano, pomodoro, carote, sedano, aglio, basilico, foglie d’ulivo e pepe nero) a eccezione dell’acqua di mare che dona la sapidità originale del piatto.

Oppure il Ribolgin che richiama la ribollita, la tradizionale zuppa invernale a base di bietole, sedano, fagioli cannellini, foglie d’ulivo, cipolla, aglio, salvia, rosmarino, pepe nero e timo.

Discorso simile per il Panzagin ispirato alla panzanella, in cui sono presenti gli ingredienti caratteristici, dal pane al pomodoro, dal basilico al cetriolo fino alla cipolla.

Per il fine pasto c’è il Ginsanto e cantucci, un Old Tom che rimanda al dolce tipico di cantucci e vinsanto. Le note dolci del miele si sposano con il bouquet formato da cantucci artigianali, mandorle, vaniglia, uva sultanina, scorza d’arancia, albicocca secca, fiori di zagara e vinsanto.

Sapore di mare

Finocchietto marino, foglie di mirto, bucce di limone, mandarino, bergamotto e arancia: questi sono solo alcuni degli ingredienti di Posides, il gin secco nato nel luogo simbolo delle vacanze: la Costiera Amalfitana. Posides ha anche sentori di ginepro rosso autoctono della zona, ingrediente quest’ultimo che si ritrova anche nel Capri gin Solaro in mix con zagara, caffè 100% Arabica, foglie e buccia di limone.

Dalla Sardegna arriva il gin Soero, crasi delle due parole “Sole” e “Alghero”, che riunisce in una bottiglia i profumi dell’intera Isola dal mirto alla rosa, dal coriandolo alla lavanda fino all’arancia, alla viola, al cardamomo e al gelsomino.

Un cocktail per amplificare

Rito imprescindibile delle vacanze è l’aperitivo. Seduti al calare del sole perché non ordinare una cocktail che unisca le botaniche autoctone con altri prodotti del territorio? Rifarlo poi a casa moltiplicherà l’effetto “memories”.

Come nei due drink nati dalla collaborazione fra Palazzo di Varignana e NIO Cocktails, azienda italiana specializzata nella miscelazione artigianale di cocktail ready-to-share.

Alla base dei due miscelati gli olii di Agrivar, l’azienda agricola di Palazzo di Varignana, che vanta oltre 200 ettari di terreni dove sono stati ripristinati antiche varietà di olivi autoctoni.

I due Cocktoil (miscelati a base di olio) sono Gin Soil e Oil Fashioned. In particolare, Gin Soil rivisita il Gin Sour con le note botaniche di Gin Mare e le note olfattive dell’olio evo di Palazzo di Varignana.

È invece analcolico Bedda Mia, il drink di Giulia Castellucci, barmanager e titolare insieme a Riccardo Bucci di Co.So Cocktail & Social a Roma.

Nel drink il gin analcolico, si unisce al succo di limone, sciroppo di caramello salato e Chinò Sanpellegrino, prodotto dai chinotti siciliani, provenienti da una filiera controllata e raccolti all’inizio della maturazione.

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