Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Giovedì 30 Giugno 2022

Napoli: Puteca Wine Bar è il nuovo riferimento per bevute diverse e di qualità

puteca

Sui Gradoni di Chiaia a Napoli, Claudio Tramontano gestisce Puteca, piccolo wine bar fatto di scelte nette, coraggiose, competenti. Un buen retiro a base di vini naturali e non solo.

Il luogo non è mai un caso. I Gradoni di Chiaia, a Napoli, sono un mondo a sé tutto in salita. Collegano via Chiaia, la strada dello shopping, con i folcloristici Quartieri Spagnoli, fino a ricongiungersi, più su, con l’eleganza di Corso Vittorio Emanuele. Napoli. Impossibile scindere le due anime, miseria e nobiltà si fanno compagnia senza corto circuito. E nelle cosiddette “terre di mezzo”, in un attimo indovini l’energia di una città vulcanica, per molti aspetti unica. Claudio Tramontano, giovane imprenditore appassionato di vini naturali, decide di aprire Puteca proprio lì, sui famosi Gradoni.

Un’offerta innovativa, in controtendenza con l’iper tradizionalismo che ancora appesantisce la città. Forma e sostanza in un locale minuscolo, meta di appassionati in cerca di novità e guizzi enologici. Tramontano regala uno spaccato competente sul mondo dei vini naturali e impariamo subito che gli stessi produttori preferiscono la definizione di “vini artigianali”. Fatti come una volta. Argomento divisivo, ma ancora una volta è l’approfondimento a fare la differenza. Scopriamo che anche in questo settore c’è una maniera corretta e una discutibile di operare. Per cui ci accomodiamo e aspettiamo. Sul fronte cibo, i calici si accompagnano a taralli e olive, bruschette e taglieri estemporanei, oppure è possibile ordinare pizza e panini dai locali vicini. Un po’ come si faceva nelle vecchie fraschette romane. Solo che qui si beve di qualità e si scoprono aziende che difficilmente si aggregano, ma che vanno caparbie per la loro strada.

I nostri assaggi

Saliamo in Franciacorta anche se il produttore, Nicola Gatta, per scelta non è nel consorzio. Libero di operare secondo istinto e personalità. E senza compromessi. La storia aziendale ce la racconta al tavolo il patron Tramontano, mentre versa lo spumante “Quattrocento”. Maturazione di 40 lune (circa 40 mesi) con un blend di uve Chardonnay e Pinot Nero. Perlage fine e sentori di frutta fresca. Al palato risulta quasi cremoso, pur nella sua freschezza esplosiva. Metodo classico non convenzionale, fermentazioni spontanee con lieviti indigeni. Non è previsto l’utilizzo di chiarificanti e solfiti.

Al netto del racconto, l’assaggio ci sorprende. La leggerissima ossidazione è armonizzata da tutte le altre sensazioni che si schiudono un po’ alla volta. Il vino non è mai solo quello del primo assaggio. Anche chi beve dovrebbe imparare ad attendere, come fa il bravo vigneron. “Quattrocento” si rivela un vino pulito, profumato, vivace, di grande piacevolezza. Da bravi nerd, durante l’assaggio siamo già a curiosare sul sito del produttore: “Prendo le mie scelte passo dopo passo: a volte andando avanti, a volte tornando indietro. Il mio metodo è classico, ma vuole essere un inno alla diversità”. Ispirati, attendiamo il calice successivo.

Proseguiamo con un bianco fermo. “L’attimo”, interpretazione artigianale della Falanghina, il noto vitigno campano a bacca bianca. Un vino deciso al naso come al palato, netto, rotondo. L’azienda vitivinicola che lo produce si chiama Enoz, il suolo vulcanico di Roccamonfina e l’aria di mare che arriva dal golfo di Gaeta. Agricoltura biologica e biodinamica a 260 metri sul livello del mare.

Particolarità: i contenitori utilizzati per il vino, in fase di fermentazione e affinamento, sono le vecchie anfore dell’Impero Romano. Chi le sceglie, lo fa perché crede nella capacità di isolamento termico della terracotta. Un trattamento artigianale che dovrebbe favorire l’esaltazione delle caratteristiche varietali. A differenza del legno, l’anfora non cede profumi.

Terminiamo la nostra degustazione con un vino rosso. Eleganza sorprendente quella di Territorio de’ Matroni, Lacryma Christi del Vesuvio DOC di Cantine Matrone. Annata 2019, per un 90% di uve Piedirosso ed un restante di Aglianico e Sciascinoso, antica varietà locale. I vigneti aziendali sono a Boscotrecase, nel Parco Nazionale del Vesuvio.

Quello che c’è oggi rappresenta la rivitalizzazione delle antiche terre di famiglia da parte dei cugini Andrea e Francesco Matrone. Terre da sempre denominate “Territorio de’ Matroni”. Producono soltanto due vini: Lacryma Christi Rosso e Lacryma Christi Bianco, in poco più di due ettari di terreno ed un totale di 10.000 bottiglie. Profuma di frutti di bosco questo vino dal carattere deciso, ma che sa regalare una piacevole freschezza al palato.

Insomma, Puteca Wine Bar, è una bella scoperta. Focus sul vino, la piccola offerta gastronomica, volutamente, è solo un appoggio. Locale innovativo che testimonia come la fortuna aiuti sempre gli audaci, ma anche che gli audaci studiano e vanno in giro a cercare quelli come loro. Personaggi fuori da qualsiasi moda del momento, passione e basta.

Info utili

Puteca Wine Bar

Gradoni di Chiaia, 70

80132 Napoli NA

Tel. 333 994 5814

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