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Cibo da stradaNuove aperture

Roma: i nuovi indirizzi di gusto all’aperto

Mixology d’autore, tramezzini gourmet e panini veraci. La bella stagione porta voglia di mangiare e bere all’aperto e noi vi proponiamo tre indirizzi da non perdere per momenti di gusto e convivialità tra i quartieri della città.

Primavera chiama nuove aperture e cosa c’è di meglio di qualche insegna che è talmente aperta da essere proprio per strada? Tre nuove aperture romane che godono del favore della bella stagione, per vivere Roma nella primavera (finalmente!) sbocciata, che da a tutti una promessa d’estate sempre più vicina. Nell’ordine un chiosco, aperto dalla mattina alla sera, una “panineria” sui generis e una classica paninonteca di quartiere.

Mostro

I chioschi di città si amano senza condizioni perché sono luoghi che fanno la fortuna di piazze e piazzette o nuovi salottini urbani della città. Con l’apertura di Mostro a piazza di Porta S. Paolo, l’operazione è stata creare un chiosco moderno – quanto è vero che questa città ne ha bisogno – sulle ceneri dello storico Cafè du Parc che era lì dagli anni ’50. I tanti soci che si aggiungono a Marco Pucciotti sono Brando Giannoni, Mattia Ria e Egidio Fidanza, Daniele Deidda e Lorenzo Siri. Un gruppo composito che porta all’interno, ma soprattutto all’esterno, di Mostro le maestranze della mixology, della caffetteria e del wine-bar. Aperto dalla mattina alle 8.00 fino alla sera alle 23.00 ha una manciata di tavolini all’esterno mentre all’interno è cool e moderno.

La sera quando le luci viola e lilla illuminano il piccolo perimetro del locale, nella piazza si respira un’aria nuova, quella di un angolo di Roma che rinasce e sicuramente crescerà. Menzione alle proposte: caffè specialty di Aliena, tramezzini belli gonfi e cocktail alla spina.

Becco

Nato dalla costola del vicino Fischio, il chiosco dall’altro lato di Piazzale degli Eroi con lo sciame di gioventù che ogni sera lo anima e lo colora, Becco si presenta come una porta rossa con insegna e banco vetrato alto – altezza faccia proprio – con dentro tutti pacchetti bianchi e rossi di tramezzini diversi. Per sapere cosa scegliere, visto che la vista non puoi aiutare, basta alzare la testa e leggere in alto, le proposte si dividono in tre e si differenziano per il tipo di pane utilizzato, Panbauletto, Shokupan o Pan brioche, quest’ultimi presi dalla Gigliola di Stefano Terigi&Co di Lucca.

Gli abbinamenti sono originali ma anche classici con qualche twist tipo il tonno e carciofini (tonno del mediterraneo e carciofi arrosto) con maionese al wasabi, buono però anche quello con Pastrami, crauti, cetriolini e la misteriosa salsa Becco. 

Ad accompagnare la girandola di tramezzini, birre in lattina, vini naturali, kombucha o sidro da consumare in piedi o appoggiati a qualche angolo dello slargo su cui si trova. Cugino “al mare” di Fischio e Becco c’è anche Soffio, chiosco nato all’Isola del Giglio e migrato poi, più o meno un anno fa, a Fregene .

Panino del quartiere

Su Circonvallazione Gianicolense, poco dopo Le dolcezze di Giano ha aperto il Panino del quartiere, una piccola panineria con ripieni di cucina romana con prezzi popolari e una buona materia prima. Alle spalle del Panino del quartiere, ma meglio, all’interno del panino del quartiere ci sono le preparazioni di un’altra attività storica della zona poco distante da questo nuovo piccolo esercizio, Osteria da Stefanino dal 1931 in via di Donna Olimpia.

Nei panini, concretezza e piatti romani, soprattutto secondi come bollito alla picchiapò, fettina di pezza con cicoria, polpette di bollito, petto di vitello alla fornara con patate al forno e trippa alla romana. Fiori di zucca e alici o filetti di baccalà se si vuole mangiare qualcosa prima del panino, plauso al fatto che vengono cotti al momento. Se ci si siede fuori, c’è un tavolino con due sgabelli, non è insolito sentirli salutare da chi passa con la frase “I più bravi del quartiere!” in fin dei conti nomen omen.

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