Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Mercoledì 15 Luglio 2020

Carmelo Chiaramonte: storia di un cuoco errante che si è fermato a Scicli.

Donnalunata, frazione marinara di Scicli – gioiello del Barocco siciliano, incastonata nel cuore della Val di Noto e che a questo stile architettonico deve il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità UNESCO – accoglie il nuovo progetto ristorativo di Carmelo Chiaramonte. Dopo essere stato per 12 anni un “Cuciniere errante”, sceglie di fermarsi qui, prendere le redini di un’Osteria Rituale, chiamarla CARO MELO e dare nuova forma al suo concetto di libertà. 

La percezione della libertà è diversa per ognuno. Difficile da imbrigliare in una definizione per sua stessa natura. Attrae gli uomini e, nelle sue estremizzazioni, è capace perfino di fondersi con il suo opposto e diventare prigione. La vera libertà vera dovrebbe invece consistere nel sentirsi sempre liberi di riformulare le proprie idee, di sganciarsi dalle credenze, di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, rincorrendo la volontà mettere in atto un’azione sempre orientata al miglioramento. Se, per esempio, per libertà intendiamo la voglia di non mettere radici, è possibile che nella vita di un uomo ad un certo punto le cose cambino, che la voglia di creare un luogo del cuore da riempire e dove far convergere tutte le proprie esperienze creando qualcosa di unico diventi più forte di tutto il resto.

Carmelo Chiaramonte, eclettico cuoco modicano, pur amando profondamente la cucina e il mestiere della ristorazione, per lungo lunghissimo tempo ha deciso di non appendere nessuna insegna presso alcun ristorante definendosi più volte «un cuciniere errante a spasso tra Italia e Mondo». 

Chiaramonte si è fatto lui stesso veicolo gastronomico, portando a spasso la tradizione gastronomica secondo le sfumature aromatiche dei dialetti ed il gusto dei popoli del Mediterraneo, dal 3° secolo a.C. fino ai piatti contemporanei del terzo millennio.

Carmelo cura da 30 anni una lunga ricerca della biodiversità marina e terrestre e realizza i sogni di chi vuol fare Festa con una gastronomia profumata e indimenticabile; senza cotture digitalizzate e cibo seriale. 

Così, dopo essere stato per 12 anni un “Cuciniere errante”, sceglie di fermarsi nel borgo marinaro di Donnalucata, frazione di Scicli, piccolo gioiello del Barocco siciliano, incastonata nel cuore della Val di Noto, che a questo stile architettonico deve il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità UNESCO, per prendere le redini di un’Osteria e dare nuova forma al concetto di libertà.  

Dal 12 giugno ha aperto in via Sanremo la sua “Caro Melo – Osteria rituale” per coloro che amano la cucina viscerale, irrequieta, riflessiva, dinamica e intelligente di Chiaramonte e annovera piatti come la “Parmigiana di Fichi”, “l’Arancino con il ragù di polpo” e la “Salsiccia di Tonno”.

«Il mio menù è un messaggio d’amore per quelli che credono all’epidermide, al contatto, alla vita fisica: peccare, mangiare bene, fare bene all’amore, andare al mare, muoversi.

Non Rimane che prendere e partire.

Caro Melo, Osteria Rituale – via Sanremo 7- Donnalucata, Scicli (RG)