Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Mercoledì 24 Maggio 2017

Starbucks a Milano: come e cosa sarà

starbucks a milano

Howard Schultz, ceo del colosso americano, ha presentato ufficialmente Starbucks a Milano. Non un semplice negozio ma una vera e propria fabbrica del caffè di 2500 metri quadrati, con tanto di laboratorio di panificazione

Conto alla rovescia per l’arrivo di Starbucks a Milano: gli italiani sceglieranno di fare colazione con il frappuccino invece che col caffellatte?

Lo sapremo il prossimo anno, quando aprirà Starbucks a Milano, notizia che tutti sanno da tempo ma il cui annuncio ufficiale, e in pompa magna, è avvenuto martedì 28 febbraio con il numero uno e ceo del colosso americano Howard Schultz, a Palazzo Marino affiancato dal sindaco Giuseppe Sala.

Dall’incontro con stampa e opinione pubblica si è appreso che:

– Starbucks a Milano non sarà una semplice caffetteria ma una vera e propria fabbrica del caffè di 2500 metri quadri che costerà svariati milioni di euro di investimento e che permetterà l’assunzione di 350 persone, delle quali un centinaio nel capoluogo lombardo.

– Sarà lo Starbucks più grande d’Europa, con tanto di “roastery” annessa, ovvero un laboratorio di panificazione frutto della collaborazione con Rocco Princi, eccellenza meneghina e italiana quando a lavorazione di acqua e farina.

Ci saranno cinque nuovi caffé realizzati le più avanzate tecniche e metodologie del momento. Fra questi anche il “Nitro caffé”, estratto a freddo utilizzando l’azoto liquido.

– L’allestimento degli spazi di Starbucks a Milano sarà particolarmente curato e di design, per celebrare i fasti del made in Italy famoso in tutto il mondo. «Abbiamo aperto in Italia il nostro centro di design per i lavori, un cantiere enorme e il risultato sarà un cocktail tra tradizione e nuove tecnologie innovative».

– Avrà una veste 3.0, grazie a wifi velocissimo, musica in diffusione grazie alla partnership con Spotify, servizi “pay” fintech.

Il flagship store di piazza Cordusio sarà gestito direttamente dal gruppo statunitense; le caffetterie, quella milanese e poi anche quella che verrà a Roma, saranno affidate alla mediazione del gruppo bergamasco di Antonio Percassi.

Alla luce di tutto questo, di nuovo, gli italiani sceglieranno di fare colazione con il frappuccino invece che col caffellatte?

Lo sapremo il prossimo anno, quando aprirà Starbucks a Milano.